La Terapia Breve per il Disturbo da Stress Post-Traumatico

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Il Disturbo da Stress Post Traumatico e la Terapia Breve.

Cos’è un trauma? E come può cambiarti la vita? E, in che modo, si trasforma nel famigerato Disturbo da Stress Post-Traumatico?

Vivere un trauma significa subire una ferita. Come tutte le ferite, anche quelle profonde si rimarginano. A volte possono lasciare segni più o meno evidenti, altre volte possono scomparire del tutto alla vista. Resta comunque il fatto inconfutabile che la ferita c’è stata e la nostra “pelle” è stato incisa.

E quando questo si trasforma in un “disturbo”, significa che la cicatrice non si è creata, e la ferita continua a sanguinare. Ecco il Disturbo da Stress Post-Traumatico. Vediamo come funziona e come affrontarlo con la Terapia Breve.

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Il trauma dopo la Concordia

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaMi sembra proprio di essere lì. Non sono solo immagini o pensieri di quel momento: rivivo proprio le sensazioni, gli odori, i suoni… La pelle ha come un brivido, vengo proiettata di nuovo in quel caos, con quelle urla, quelle persone… È come un film in 3D: ogni volta ci sono dentro e non riesco a uscirne, e sembra che più tento di non pensarci, più i ricordi tornano e tornano…

La tragedia della Costa Concordia è terreno fertile per un problema molto noto: il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS). Ecco perché la Costa Crociere ha inviato degli psicologi e ha garantito sostegno psicologico a chi lo richiede.

Chiariamo: la psicologia non è matematica e 2 + 2 raramente fa 4, cioè non è detto che una persona vittima di un incidente simile sviluppi automaticamente un DPTS (o un altro disturbo). Questo perché ognuno di noi ha delle risorse personali che diventano fattori di protezione. Però il rischio di sviluppare delle problematiche sale in determinate circostanze.

È il caso del DPTS, che da definizione insorge dopo un evento vissuto come traumatico – ad esempio situazioni che implicano la morte, il pericolo di vita o gravi lesioni a se stessi o ad altri – e che porta una paura intensa e sentimenti di impotenza. La caratteristica più nota, forse quella più cinematografica ma sorprendentemente reale è quella del flashback: immagini, pensieri, percezioni, ma anche sogni e persino illusioni, allucinazioni fino ad episodi di dissociazione e appunto di vero e proprio flashback, emergono ricorsivamente, intrudono nella vita della persona, nelle sue giornate, facendola sentire o agire come se l’evento si stesse ripresentando, come se d’improvviso fosse catapultata lì, in quel luogo, in quel preciso istante. Una sensazione difficile da descrivere a parole, proprio perché legata al vissuto della persona, che prova un disagio intenso, fino a percepire chiare sensazioni fisiche e psichiche quando qualcosa – una persona incontrata per caso, una vetrina di un negozio, una frase qualunque, un suono, un odore – le ricorda anche solo per un attimo l’evento. E anche quando non si trova di fronte a questi collegamenti, l’attivazione psicofisiologica aumenta, il sonno può diventare difficile da mantenere o da iniziare, l’irritabilità scorre lungo la pelle, la concentrazione si fa debole…

Cosa succede quando abbiamo un problema? Cerchiamo di risolverlo. E così, chi è vittima di queste sensazioni, di questi pensieri, di queste immagini, cerca con determinazione di scacciarle, di mandarle via. Ma spesso la soluzione non funziona, più ci prova e più si rende conto che il problema non si risolve. Così può arrivare a evitare di fare attività o di frequentare luoghi o persone che gli ricordino l’evento, fino a isolarsi, fino ad appiattire il proprio interesse per tutta una serie di cose, smettendo di fare ciò che prima faceva con spontaneità e che ora teme possa innescare il vortice di ricordi del trauma. Piano piano può arrivare a provare sensazioni di distacco, ad appiattire le proprie emozioni, gli affetti, finché anche la prospettiva sul proprio futuro pare ridursi sempre di più.

Come detto, il Disturbo Post Traumatico da Stress è il più noto dei disturbi legati a situazioni simili, sebbene non l’unico. La Costa Crociere sa che il trauma della Concordia rimarrà impresso negli oltre 4’000 passeggeri come un marchio dall’inchiostro difficile da lavare via, ma la decisione di garantire un sostegno psicologico a chi lo richiede è sicuramente una scelta intelligente e accurata, oltre che un atto dovuto.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia