La Terapia Breve per la fobia sociale

psicologo bravo roma

Psicoterapia Breve per la fobia sociale.

Non riesci a fare una o più di queste cose senza provare ansia:

  • parlare in pubblico, anche con un gruppetto ristretto di persone
  • mangiare davanti agli altri
  • in generale stare con gli altri
  • o addirittura essere osservato da qualcuno, o stare in situazioni in cui puoi esserlo

Forse, allora, il tuo problema ha un nome: “fobia sociale”.

Posto che i nomi e le etichette a me non piacciono (perché a volte suonano come una condanna), il problema di non riuscire a fare o vivere tutta una serie di cose in pubblico per via dell’intensa ansia o del persistente disagio che provocano, è molto comune.

Vediamo un po’ di capirci qualcosa e soprattutto di come liberarsene con la Terapia Breve.

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La Terapia Breve di coppia – Brief! #10

La Terapia Breve va bene anche per la coppia?

In questo breve video rispondo alla domanda in modo molto semplice e diretto.
La Terapia Breve, di fatto, va bene per qualunque tipo di problematica. Il fatto che sia “breve”, infatti, non implica che sia “meno efficace” o “più superficiale”.

L’aggettivo “breve” venne dato a tutte quelle terapie che, a partire dagli anni ’40-’50 del secolo scorso, vennero elaborate per cercare di ottenere gli stessi risultati delle terapie esistenti all’epoca (o magari anche risultati migliori), ma riducendo velocemente i tempi.

Con la coppia, la Terapia Breve è nella mia esperienza un lavoro spesso veloce e molto efficace.

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La Terapia Breve è adatta ai bambini? – Brief! #9

psicoterapia bambini romaVedere un bambino nello studio dello psicoterapeuta non è sempre la cosa migliore: quando è possibile, è molto meglio far sì che siano i genitori a sviluppare competenze e risorse per aiutare i loro figli a stare meglio.

Ma perché?
Di questo mi occupo nel video di oggi.

Per scelta professionale ho scelto di lavorare con gli adulti (diciamo dai 19 anni in su) e le coppie: sebbene fin dall’Università ho studiato anche le dinamiche e le problematiche di infanzia e adolescenza, ritengo che ogni specialista dovrebbe concentrare le proprie capacità su alcuni ambiti precisi, piuttosto che disperderle su troppi.

Questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, ho focalizzato i miei studi sulle Terapie Brevi.

Ma i bambini possono giovarne?
E perché è meglio vedere i genitori, piuttosto che loro?
E ci sono situazioni in cui, invece, è necessario vedere direttamente il figlio?

Con il consiglio di farsi dare sempre le corrette informazioni dal terapeuta stesso, nel video di oggi do una panoramica rispetto al pensiero della Terapia Breve con i bambini.

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Scrivi di te: come migliorarsi scrivendo 5 minuti al giorno

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La scrittura terapeutica.

Anche se non ti piace scrivere dovresti leggere questo articolo.

Non solo perché scrivere un diario ha un pazzesco potere (ok, “potere” e “pazzesco” sono due parole insopportabili, belle solo per l’allitterazione che producono: Pazzesco Potere).

Non solo perché è vero, dato che la scienza lo dimostra.

Ma perché anche se non ti piace scrivere, puoi farlo per appena 5 minuti, e limitandoti a una “lista della spesa”, un elenco, per ottenere già dei risultati.

In Terapia Breve non è raro usare la scrittura in modi molto mirati e strategici: nessun buon terapeuta breve ti chiederebbe di “scrivere un diario” an passant, perché “è carino” farlo. Lo inserirebbe in una strategia specifica (e non sempre, ovviamente: per alcuni problemi non c’è scrittura che tenga).

Questo perché, appunto, scrivere fa bene, in molti modi. Ma perché? E come puoi usarlo per te stesso?

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Deve venire in terapia tutta la famiglia? – Brief! #8

terapia breveQuando scegli di fare psicoterapia breve, devi andare con tutta la famiglia?

Alcune terapie vedono quasi obbligatoriamente tutti i membri della famiglia, altri no, altri solo alcuni.
Ma in psicoterapia breve come funziona?

Generalmente non si vede tutta la famiglia, benché questo non va escluso a priori: ci sono situazioni in cui può essere necessario chiamare anche altri membri della famiglia.

Nel video di oggi parlo proprio di questo.

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Acrofobia: come vincere la paura delle altezze con la Terapia Breve

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Acrofobia: superare la paura delle altezze

24.000 finestre, 162 piani, 828 metri di altezza: è il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, orgoglio di Dubai. Per pulirlo ci vogliono 4 mesi e 36 acrobati che si calano armati di vetrix e strofinacci.

Come ti sentiresti lassù?

Alcuni potrebbero avere qualche comprensibile capogiro. Altri, però, non hanno bisogno di andare così in alto: basta un balcone al secondo piano per sentirsi male, o addirittura diventa impossibile avvicinarsi persino alle ringhiere di quel balcone.

Si tratta dell’acrofobia, la paura delle altezze, che o ce l’hai o non ce l’hai, senza vie di mezzo. Come tutte le fobie è ingiustificata e ingiustificabile, ma alla persona di questo non interessa assolutamente nulla.

Cerchiamo di capirla meglio e di avere un piccolo suggerimento su come provare a vincerla.

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E’ tutta colpa delle mamme? – Brief! #7

psicologo bravo romaÈ vero che l’origine dei nostri problemi dipende dal rapporto con la figura materna?

Questa era una teoria molto in voga nella prima metà del ‘900, con un picco di studi attorno alla metà del secolo, che portò anche alla teoria della “madre schizofrenogena” elaborata da Freida Fromm-Reichman.

Secondo questa teoria, una madre fredda, egoista, ostile, chiusa alla comunicazione con il bambino, e fortemente manipolatrice, era l’origine della schizofrenia nel figlio.

Sicuramente una madre così (per quante ce ne possano essere!) bene non fa, ma possiamo dire che questo tipo di madre, e in generale il rapporto madre-figlio, sia la causa della schizofrenia o anche solo dei problemi del proprio figlio?
Nel video di oggi parlerò proprio di questo.

Nota: nel video uso il termine “madre schizofrenogenica”… mi sono sbagliato! Chiedo venia :) Il termine corretto è “madre schizofrenogena”.

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Bisogna esplorare l’inconscio per risolvere i propri problemi? – Brief! #6

bravo psicoterapeuta monterotondoDevi “esplorare l’inconscio” per risolvere un problema? Beh… in realtà, no.

L’esplorazione dell’inconscio, cioè l’indagine di tutta una serie di cose appartenenti al tuo mondo psichico e di cui non sei direttamente consapevole, venne eletto come procedimento psicoterapeutico principale all’inizio del ‘900, da Sigmund Freud.

Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e in realtà già i primi seguaci di Freud misero in discussione il fatto che potesse essere l’unico o il principale metodo per aiutare le persone a stare meglio.

Esplorare l’inconscio magari è molto affascinante, ma spesso non è il modo migliore per risolvere un problema, soprattutto se lo si vuole fare in tempi brevi. Esistono tecniche e metodi che oggi sono considerati più efficaci, cioè capaci di dare risultati migliori e in tempi più rapidi, e sono utilizzati in gran parte delle Terapie Brevi.

In questo video aiuto a comprendere meglio perché la maggior parte delle volte non è necessario esplorare l’inconscio per risolvere i problemi.

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Le tecniche paradossali in Terapia Breve – Brief! #5

psicoterapeuta bravo romaCome è possibile ottenere un risultato in poco tempo? Uno dei modi usati nelle Terapie Brevi sono le “tecniche paradossali”.

Niente di strano o pericoloso, anzi: gli studi sistematici sono iniziati negli anni ’50, ma si tratta di tecniche utilizzate fin dai primi del ‘900 (Alfred Adler, pupillo di Freud – benché si distaccò dal maestro – fu forse il primo a utilizzarle in psicoterapia) e che a un secolo di distanza vantano un considerevole sostegno dalla ricerca scientifica.

Il principio è quello di mettere il sintomo sotto il controllo della persona. Si tratta di una tecnica incredibilmente efficace, usata in una grande varietà di problemi (ansia, depressione, anoressia, persino certe forme di presunte psicosi), che rende controllabile – e quindi eliminabile – l’incontrollabile.

E se da un lato ci sono le tecniche (terapeutiche) paradossali, dall’altro ci sono comportamenti paradossali che mettiamo in atto ogni giorno senza rendercene conto, e che possono invece causare dei problemi – persino arrivare a provocare dei disturbi.

In questo video cerco di fare una veloce panoramica sia di come i paradossi possano creare problemi, sia di come funzionano le positive tecniche psicoterapeutiche paradossali.

 

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