E’ tutta colpa delle mamme? – Brief! #7

psicologo bravo romaÈ vero che l’origine dei nostri problemi dipende dal rapporto con la figura materna?

Questa era una teoria molto in voga nella prima metà del ‘900, con un picco di studi attorno alla metà del secolo, che portò anche alla teoria della “madre schizofrenogena” elaborata da Freida Fromm-Reichman.

Secondo questa teoria, una madre fredda, egoista, ostile, chiusa alla comunicazione con il bambino, e fortemente manipolatrice, era l’origine della schizofrenia nel figlio.

Sicuramente una madre così (per quante ce ne possano essere!) bene non fa, ma possiamo dire che questo tipo di madre, e in generale il rapporto madre-figlio, sia la causa della schizofrenia o anche solo dei problemi del proprio figlio?
Nel video di oggi parlerò proprio di questo.

Nota: nel video uso il termine “madre schizofrenogenica”… mi sono sbagliato! Chiedo venia :) Il termine corretto è “madre schizofrenogena”.

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Bisogna esplorare l’inconscio per risolvere i propri problemi? – Brief! #6

bravo psicoterapeuta monterotondoDevi “esplorare l’inconscio” per risolvere un problema? Beh… in realtà, no.

L’esplorazione dell’inconscio, cioè l’indagine di tutta una serie di cose appartenenti al tuo mondo psichico e di cui non sei direttamente consapevole, venne eletto come procedimento psicoterapeutico principale all’inizio del ‘900, da Sigmund Freud.

Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e in realtà già i primi seguaci di Freud misero in discussione il fatto che potesse essere l’unico o il principale metodo per aiutare le persone a stare meglio.

Esplorare l’inconscio magari è molto affascinante, ma spesso non è il modo migliore per risolvere un problema, soprattutto se lo si vuole fare in tempi brevi. Esistono tecniche e metodi che oggi sono considerati più efficaci, cioè capaci di dare risultati migliori e in tempi più rapidi, e sono utilizzati in gran parte delle Terapie Brevi.

In questo video aiuto a comprendere meglio perché la maggior parte delle volte non è necessario esplorare l’inconscio per risolvere i problemi.

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Le tecniche paradossali in Terapia Breve – Brief! #5

psicoterapeuta bravo romaCome è possibile ottenere un risultato in poco tempo? Uno dei modi usati nelle Terapie Brevi sono le “tecniche paradossali”.

Niente di strano o pericoloso, anzi: gli studi sistematici sono iniziati negli anni ’50, ma si tratta di tecniche utilizzate fin dai primi del ‘900 (Alfred Adler, pupillo di Freud – benché si distaccò dal maestro – fu forse il primo a utilizzarle in psicoterapia) e che a un secolo di distanza vantano un considerevole sostegno dalla ricerca scientifica.

Il principio è quello di mettere il sintomo sotto il controllo della persona. Si tratta di una tecnica incredibilmente efficace, usata in una grande varietà di problemi (ansia, depressione, anoressia, persino certe forme di presunte psicosi), che rende controllabile – e quindi eliminabile – l’incontrollabile.

E se da un lato ci sono le tecniche (terapeutiche) paradossali, dall’altro ci sono comportamenti paradossali che mettiamo in atto ogni giorno senza rendercene conto, e che possono invece causare dei problemi – persino arrivare a provocare dei disturbi.

In questo video cerco di fare una veloce panoramica sia di come i paradossi possano creare problemi, sia di come funzionano le positive tecniche psicoterapeutiche paradossali.

 

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La Terapia Breve per il Disturbo da Stress Post-Traumatico

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Il Disturbo da Stress Post Traumatico e la Terapia Breve.

Cos’è un trauma? E come può cambiarti la vita? E, in che modo, si trasforma nel famigerato Disturbo da Stress Post-Traumatico?

Vivere un trauma significa subire una ferita. Come tutte le ferite, anche quelle profonde si rimarginano. A volte possono lasciare segni più o meno evidenti, altre volte possono scomparire del tutto alla vista. Resta comunque il fatto inconfutabile che la ferita c’è stata e la nostra “pelle” è stato incisa.

E quando questo si trasforma in un “disturbo”, significa che la cicatrice non si è creata, e la ferita continua a sanguinare. Ecco il Disturbo da Stress Post-Traumatico. Vediamo come funziona e come affrontarlo con la Terapia Breve.

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Quanto dura una Terapia Breve? – Brief! #4

Ma quanto può durare una Terapia Breve? 20 sedute? 10 sedute? Meno?

Come detto nel primo video (È possibile risolvere i problemi in tempi brevi?), verso gli anni ’50 (e con maggior vigore nei decenni successivi) diversi studiosi in tutto il mondo cominciarono a domandarsi come abbreviare la durata della psicoterapia, che spesso all’epoca era molto lunga.

Nacquero così diverse forme di Terapia Breve.

Ma in media, quanto durano le Terapie Brevi?


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Bisogna esplorare il passato per risolvere un problema? – Brief! #2

È vero che per risolvere un problema psicologico bisogna andare nel passato, scavare nell’inconscio, trovare conflitti irrisolti?

Spesso si pensa che “andare dallo psicologo” equivalga più o meno a questo: mi sdraio sul lettino e comincio a parlare del mio passato, da quando andavo all’asilo a oggi, mentre lo psicologo dietro di me appunta su un taccuino tutti i simboli di quello che dico, riconducendo ogni mio racconto a un presunto rapporto morboso con mia madre.

Solo quando avrò raccontato in ogni minimo dettaglio il mio passato emergerà, anni dopo, un pensiero, un’emozione, un “qualcosa” che scioglierà un profondo nodo conflittuale di cui non ero a conoscenza ma che, in effetti, era del tutto riconducibile a mia madre.

Beh, come fantasia non è male ma… in realtà è un po’ più semplice di così.

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E’ possibile risolvere i problemi personali in tempi brevi? – Brief! #1

La psicoterapia deve durare per forza tanto tempo?

In realtà no. Anzi, direi che i problemi che hanno bisogno di molte sessioni per essere risolti sono la minoranza. Che non significa che siano pochi, né tanto meno che siano trascurabili. Significa, piuttosto, che la credenza che un problema personale (di natura comportamentale, emotiva o, più genericamente, psicologica) possa essere risolto solo in tante sedute è, appunto, una credenza.

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BRIEF! Le domande sulla Terapia Breve… in video.

brief videoQuanto dura una Terapia Breve?
E perché si danno delle strategie tra un incontro e l’altro?
E cosa sono le “tecniche paradossali”?

Parte domani una nuova video-serie, che ho realizzato per rispondere alle F.A.Q. (le Frequently Asked Question, cioè le domande più frequenti poste su un certo argomento) e alle N.A.Q. (le Never Asked Question, cioè le domande mai poste – finora!) sulle Terapie Brevi.

Studiandole e praticandole da anni ho pensato che fosse davvero doveroso creare uno spazio in cui rispondere a una serie di dubbi e curiosità sulla psicoterapia e, in particolare, sul campo che conosco meglio, quello delle Terapie Brevi. E così è nata BRIEF!, che in inglese significa Breve!, rimandando al termine inglese per distinguere queste terapie (dette, appunto, brief therapiesbrief psychotherapies).

I video sono home made (che è un modo sofisticato per dire che di Terapie Brevi me ne intendo, ma di videomaking neanche un po’), quindi spero che sarai clemente con me nel giudicarne la forma. Magari se ti piacciono puoi farmelo sapere: mi motiverai molto a realizzarne di più sofisticati.

Il primo video esce domani, e per i prossimi venerdì, alle 13:30, ne troverai sempre uno nuovo, sia qui che sulla mia Pagina Facebook. Aspetto i tuoi commenti, mi raccomando.

Flavio Cannistrà