Persecutore, Salvatore, Vittima: tu cosa sei?

psicologo bravo monterotondo

In che ruolo sei?

Ti sei mai “incastrato” in dei ruoli, in particolare nel tuo modo di rapportarti con gli altri?

Non amo molto le tipologie psicologiche. Le ritengo più adatte a un’altra fase degli studi in psicologia, in cui si cercava di identificare dei “tipi” in cui incasellare le persone.

Tuttavia vanno ancora molto di moda, perché danno l’illusione di poter capire meglio chi siamo e chi ci circonda: sei un “narcisista” o un “istrionico”? Un “estroverso” o un “introverso”? Sei “anale” o “orale”?

Tuttavia, non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca: le tipologie possono essere come delle stelle, che ci danno la direzione seppure non vengono mai raggiunte. E oggi ne volevo vedere 3, elaborate anni fa da Stephen Karpman e riprese da diverse altre teorie psicologiche.

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Di chi ti circondi? – (Un)Common Life #6

un common lifeSei consapevole di chi ti circondi?

Perché se vuoi avere successo, se anche vuoi solo crescere nella tua vita, o nel tuo lavoro, chi hai attorno sarà decisivo affinché ciò sia possibile – o, al contrario, nel limitare questa possibilità. Come disse Jim Rohn: “Sei la media delle 5 persone con cui passi la maggior parte del tempo”.

Siamo arrivati al penultimo appuntamento di (Un)Common life, in cui capiamo, da un lato, quanto sia importante circondarsi di persone che ci permettano di crescere e, dall’altro, quanto a volte quelle più intime e vicine a noi ci possano, involontariamente, limitare nel farlo. E tutto perché ci vogliono davvero bene.

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7 suggerimenti per superare la fine di una storia

psicoterapeuta monterotondo

Come riprendersi dopo una rottura? Ecco 7 consigli pratici.

Pensavi che le cose sarebbero durate, ma non è andata così: vi siete lasciati, e magari proprio sotto le feste. Cosa fare, allora, per stare meglio?

Ognuno ha i suoi modi personali di affrontare il dolore per la fine di una relazione, ma è anche vero che alcune conoscenze dalla psicologia e dalle terapie brevi ci possono dare una mano a uscirne più facilmente. Sono sempre in prima linea nel dire che lo psicologo è di grande aiuto, ma non è necessariamente il primo passo da fare: se molti lo trovano utile per affrontare fin dalle prime battute un problema – cosa che spesso velocizza la risoluzione del problema – altri sentono di voler cominciare per conto proprio.

E questo articolo si rivolge in particolare a loro.

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Ehi, che ti aspettavi?

Psicoterapia breve strategica

Le nostre aspettative vengono spesso tradite dalla realtà dei fatti. Perché?

Sull’aspettativa campano molte istituzioni. Comprensibile se, come scrive Matteo Rampin, non viviamo per essere felici, ma siamo felici per vivere.

«In che senso?»
Nel senso che la ricerca e la conquista della felicità è ciò che fa da contrappeso alle normali vicissitudini della vita.

Il problema, però, è quando la nostra felicità dipende dal nostro rapporto con gli altri.
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Oltre la timidezza: la fobia sociale

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

La fobia o ansia sociale è un’estremizzazione patologica della timidezza

Mi sento a disagio, ecco tutto. Poi… ‘a disagio’… Diciamo che non mi piace essere al centro dell’attenzione. Perché dovrei? Sì, in parte credo di avere un po’ paura di fare qualcosa che mi metta in imbarazzo, anche nelle cose semplici – mangiare, parlare, incontrare qualcuno. Preferisco evitare, quando posso. Mi dicono che dovrei uscire di più, vedere più gente, ma io ce li ho un paio di amici: è che non mi piacciono le feste, gli incontri, queste cose qui. A volte mi rendo conto che forse esagero un po’, ma che posso farci? Credo di non avere molta stima di me. Ho paura che gli altri mi critichino, che dicano qualcosa. A volte mi sale proprio l’ansia…

Qualcuno di voi avrà già sentito parlare di questo problema. È noto da tempo, addirittura ne parlava Ippocrate, nel V secolo a.C., e il racconto qui sopra ne sottolinea alcuni aspetti più comuni: il disagio per le situazioni sociali e il loro relativo evitamento, il senso d’imbarazzo per attività apparentemente semplici, il timore delle critiche o di fare brutta figura, una stima di sé non proprio eccezionale. Qui nasce la fobia sociale.

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Litigi di coppia

Psicologo coppia Monterotondo

Perché le coppie litigano? A volte è un problema di comunicazione disfunzionale

È sempre la solita storia! Si inizia con una sciocchezza, magari dove poggiare i piatti appena lavati o che strada prendere per andare a fare la spesa, e in un niente… si accende il litigio, ci infiammiamo come due fiammiferi! A volte andiamo avanti per tre o quattro ore, altre per tutta la notte. Se uno alza la voce, l’altro la alza ancora di più, se uno si agita, l’altro si agita di più; fino a che, sfiniti, ci mandiamo a quel paese e ci allontaniamo. Qualche volta troviamo una soluzione, un compromesso, ci diciamo che è tutto a posto, ci scusiamo e magari dopo ci facciamo anche le coccole. Il giorno dopo, però, riinizia tutto”.

L’amore non è bello se non è litigarello”, suona un classico della canzone italiana. Curiosamente la frase è divenuta un comune modo di dire, espressione di una chiara percezione dei rapporti di coppia. Se ci chiedessimo come mai abbia attecchito tanto potremmo considerare che in parte sottolinea una costante presente in ogni coppia in diverse forme, e che forse cerca proprio di sdrammatizzare ciò che tale costante conferma: l’immagine di una coppia che non litiga mai è solo ideale.

Ma perché la coppie litigano?

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