Libri di Terapia Breve: Il tocco, il rimedio, la parola

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Titolo: Il tocco, il rimedio, la parola. La comunicazione tra medico e paziente come strumento terapeutico
Autore: Roberta Milanese & Simona Milanese
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastella

 

 

Questo libro è un’affascinante e accessibile introduzione al “potere” dell’effetto placebo (e non solo) e, più in generale, di come esso agisca tra professionista e paziente.

Roberta e Simona sono due sorelle, psicologa una e medico l’altra. La prima ha una lunga esperienza nella psicoterapia, nel problem solving e nel coaching. L’altra, un’altrettanto lunga esperienza nella medicina oncologica.

E cosa possono scrivere insieme?

Un libro sul potere del gesto e della parola nel curare – o far ammalare – le persone. Vediamolo meglio.

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Bisogna esplorare il passato per risolvere un problema? – Brief! #2

È vero che per risolvere un problema psicologico bisogna andare nel passato, scavare nell’inconscio, trovare conflitti irrisolti?

Spesso si pensa che “andare dallo psicologo” equivalga più o meno a questo: mi sdraio sul lettino e comincio a parlare del mio passato, da quando andavo all’asilo a oggi, mentre lo psicologo dietro di me appunta su un taccuino tutti i simboli di quello che dico, riconducendo ogni mio racconto a un presunto rapporto morboso con mia madre.

Solo quando avrò raccontato in ogni minimo dettaglio il mio passato emergerà, anni dopo, un pensiero, un’emozione, un “qualcosa” che scioglierà un profondo nodo conflittuale di cui non ero a conoscenza ma che, in effetti, era del tutto riconducibile a mia madre.

Beh, come fantasia non è male ma… in realtà è un po’ più semplice di così.

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BRIEF! Le domande sulla Terapia Breve… in video.

brief videoQuanto dura una Terapia Breve?
E perché si danno delle strategie tra un incontro e l’altro?
E cosa sono le “tecniche paradossali”?

Parte domani una nuova video-serie, che ho realizzato per rispondere alle F.A.Q. (le Frequently Asked Question, cioè le domande più frequenti poste su un certo argomento) e alle N.A.Q. (le Never Asked Question, cioè le domande mai poste – finora!) sulle Terapie Brevi.

Studiandole e praticandole da anni ho pensato che fosse davvero doveroso creare uno spazio in cui rispondere a una serie di dubbi e curiosità sulla psicoterapia e, in particolare, sul campo che conosco meglio, quello delle Terapie Brevi. E così è nata BRIEF!, che in inglese significa Breve!, rimandando al termine inglese per distinguere queste terapie (dette, appunto, brief therapiesbrief psychotherapies).

I video sono home made (che è un modo sofisticato per dire che di Terapie Brevi me ne intendo, ma di videomaking neanche un po’), quindi spero che sarai clemente con me nel giudicarne la forma. Magari se ti piacciono puoi farmelo sapere: mi motiverai molto a realizzarne di più sofisticati.

Il primo video esce domani, e per i prossimi venerdì, alle 13:30, ne troverai sempre uno nuovo, sia qui che sulla mia Pagina Facebook. Aspetto i tuoi commenti, mi raccomando.

Flavio Cannistrà

Libri di Terapia Breve: Terapie non comuni

psicoterapia breve roma

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Titolo: Terapie non comuni
Autore: Jay Haley
Editore: Astrolabio
Voto: stellastellastellastellastella

 

Ecco, penso che questo sia il libro che mi ha convinto definitivamente a praticare le terapie brevi.

E penso che sia una lettura piacevole e incredibile per chiunque voglia capire le possibilità di queste forme di terapie, capaci di aiutare le persone a produrre grandi cambiamenti in poche sedute.

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5 momenti di crisi in una famiglia

psicoterapia roma

Oggi parliamo del ciclo di vita della famiglia, e delle sue crisi

Quand’è che compaiono certe crisi nella famiglia? E come superarle? Forse non sai che ci sono dei momenti precisi e conoscerli è di grande aiuto.

In un articolo precedente avevo parlato dei momenti di crisi e oggi approfondisco una cosa accennata allora: durante l’arco di vita di una famiglia ci sono dei momenti precisi, facilmente individuabili, in cui è più probabile che si abbiano delle crisi.

Entra in gioco il concetto di “ciclo vitale della famiglia”.
E conoscere le sue fasi è importante.

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Cosa studia lo psicologo clinico?

Psicologo Monterotondo

Scopriamo quali sono le conoscenze base che ogni buon psicologo clinico deve avere

In Italia viviamo una sorta di paradosso: stiamo per raggiungere i 100’000 psicologi (circa 1/4 di tutti gli psicologi del mondo), ma c’è ancora una scarsa cultura della psicologia.

Quali sono i suoi ambiti di intervento?
E le sue conoscenze?
Quanto e in quali aree è preparato?
Dopotutto, rispondendo a domande come queste, potremmo capire meglio chi abbiamo di fronte e se e come può esserci utile.

Così, oggi ho pensato di fare il punto della situazione: cosa studia lo psicologo clinico?

Inoltre, per coloro che vogliono arrivare al primo giorno di lezione di Psicologia con qualche nozione in più, o anche per chi semplicemente vuole aggiungere un po’ di conoscenze psicologiche nella propria vita (che è sempre un vantaggio), darò anche qualche suggerimento di libri da leggere rispetto ai vari argomenti trattati.
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Libri di Terapia Breve – Manuale di sopravvivenza per psicopazienti

Psicologo a Monterotondo

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Titolo: Manuale di sopravvivenza per psico-pazienti
Autore: Giorgio Nardone
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastella

Ci si può fidare di psicologi e psicoterapeuti?
In linea di massima sì, ma è bene avere qualche linea guida. E infatti, il sottoscritto ha scritto un libro proprio sull’argomento (Come difenderti dagli psicoesperti, pubblicato da Firera & Liuzzo e che puoi richiedere qui).

Ma oggi parliamo di un altro bel libro, che può dare una prima impressione più specifica su alcuni elementi base per avvicinarsi all’ambito delle psicoterapie: Manuale di sopravvivenza per psico-pazienti.
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Cosa succede dallo psicologo?

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaCome funziona la psicoterapia?
Di cosa si parla dallo psicologo?
E che cosa devo dirgli?

Domande comuni, anche a causa degli psicologi: a mio parere, negli anni passati avremmo dovuto impegnarci più a fondo nel chiarire all’utenza cosa succede durante una seduta psicologica. Per fortuna alcuni di noi si stanno dando da fare.
Nell’immaginario a volte aleggia l’idea che avvenga qualcosa di quasi magico, mistico, criptico. Sorprende poco se nessuno obietta a metodi stravaganti che con la psicologia non hanno niente a che fare (come visto di recente a Le Iene).
Che poi, in realtà, non è che succede qualcosa: si costruisce insieme.

Ma perché andare dallo psicologo ci aiuta?
Perché racconto i miei problemi?
Questo è un inizio. Parlare ha, tra le altre cose, un effetto catartico, come detto in un articolo recente.

In più lo psicologo è come un regista e tu sei l’attore protagonista: ti osserva con attenzione mentre ti muovi sulla tua scena, mentre ti racconti, e da fuori ha la possibilità di vedere quali sono i tuoi punti di forza, quali i punti deboli e quali le risorse che puoi liberare e di cui puoi disporre per superare i tuoi blocchi.
Ciascuno psicologo userà tecniche diverse per condurti verso questo sblocco, ma mi piace pensare all’approccio strategico, quello che studio più da vicino, come un metodo di insegnamento più tipicamente orientale.

Metti la cera, togli la cera?
Diciamola così: l’insegnamento più tipicamente occidentale è quello dove l’insegnante prima ti spiega come fare le cose e poi te le fa fare finché non ti vengono bene. L’insegnamento orientale invece ti fa fare le cose e appena raggiungi il risultato ti spiega come ci sei arrivato.

Il cosidetto learning by doing. Ma non rischio di metterci anni?
In realtà l’approccio strategico è noto per la sua brevità, anche sotto le dieci sedute. Naturalmente dipende dalla persona e dal problema, sia chiaro; però possiamo smontare il mito che la terapia debba necessariamente durare tanti anni, e che si debba sempre andare dallo psicologo ogni settimana.

Torniamo alla nostra scena, dunque.
Il regista è lì, ti osserva e ti dà degli input e delle indicazioni che, seguiti, ti porteranno a sciogliere blocchi e nodi che ti limitano. E questo processo non avviene solo sulla scena, ma anche al di fuori di essa, in modo che quanto appreso sia replicabile nella vita quotidiana.

Questo è un esempio che penso calzi molto, e l’ho voluto portare come introduzione al video del Dott. Luca Mazzucchelli, collega e amico milanese che ha spiegato, in 3 minuti, un concetto importante del colloquio psicologico: l’ascolto.
Consiglio vivamente a tutti i curiosi di seguire i suoi video: sono interessanti, intelligenti, molto chiari, e soprattutto spaziano in lungo e in largo nel mondo della psicologia, dando una panoramica sempre più ampia.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi: scrivi il tuo parere qui sotto!

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia


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Perché non abbiamo (sempre) bisogno dello psicologo

Cosa non è la psicologia

Cosa non è la psicoterapia e la consulenza psicologica? Probabilmente non è la pratica sessuale di Padma Deva, che questo articolo contribuirà sfortunatamente a far conoscere (in questi casi si parla di “effetto Barbra Streisand”).

Ma andiamo con ordine: chi è Padma Deva? Padma è una psicoterapeuta trentunenne che ha visto un film con Keanu Reeves (“Sweet November“), in cui il protagonista trova un’affascinante Charlize Theron pronta a insegnargli a vivere e godersi la vita. Ispiratata dal film, Padma ha deciso di proporsi come surrogato sessuale per “uomini che soffrono di una varietà di problemi sessuali che ostacolano la loro capacità di avere relazioni fisiche normali” (Dalily Mail di sabato).

Niente di nuovo, in realtà. Di surrogati sessuali ce ne sono diversi (ma quasi nessuno è uno psicoterapeuta) e i grandi nomi della sessuologia Masters e Johnson mostrarono, attraverso uno studio durato 11 anni, che il sesso fa decisamente bene. Se poi ci rivolgiamo ai clienti di Padma i risultati appaiono inequivocabili: sono tutti soddisfatti.

La vicenda genera facili battute, frutto però del rispetto per la persona ispirato dal nostro Codice Deontologico, il cui Articolo 28 ricorda che per lo psicologo “costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi […] rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale”.

Dura lex, sed lex? Il problema non è tanto nel costume, figlio dell’anarchia sessuale delle ultime decadi. La questione morale Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Romainfatti è importante, ma prima che dal punto di vista etico o estetico, lo è da quello prettamente scientifico. Il giudizio su cosa sia lecito e cosa no nella società è espresso dal cittadino, ma allo scenziato (in senso lato) è chiesto di saper argomentare chiaramente i propri interventi. Dati, studi, ricerche, analisi e confronti con la comunità scientifica sono gli elementi necessari per poter parlare di una scienza che sia veramente tale, cioè di qualcosa che funzioni per degli obiettivi in modo rigoroso e controllato. Se lo psicologo oggi può garantire dei risultati, è proprio perché ha un solido corpus teorico-pratico di riferimento.

“Di Dio ci fidiamo, tutti gli altri devono presentarci dei dati”, recitava un aforisma anonimo su un mio vecchio testo dell’università. La psicologia e la psicoterapia devono avere alla base elementi teorici e pratici chiari, altrimenti potremmo inventarci qualunque tipo di terapia solo perché apparentemente fa bene (la “terapia dei biscotti alla gianduia di prima mattina”?). Questo vale soprattutto per gli scopi della scienza, che d’accordo con quanto diceva Bateson dovrebbero essere quelli di trovare “efficaci tecniche d’intervento”, ma in un’ultima analisi questo vale per tutto il processo che c’è dietro la costruzione dell’intervento. In altre parole, dal professionista in studio allo psicologo da reality show, tutti dovrebbero valutare con attenzione ciò che dicono e ciò che fanno: il rischio è altrimenti quello di dare un’idea di ciò che è psic- come di qualcosa facilmente svendibile con molte chiacchiere e dubbi comportamenti.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

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