Affrontare la timidezza con uno stratagemma paradossale

psicoterapeuta monterotondo

Come combattere la timidezza con la terapia breve

Come è possibile superare la timidezza, quel tratto di personalità che ci impedisce di entrare in una sana relazione con l’altro?

Spesso il consiglio degli amici è semplice: “Vai! Buttati!”. Interessante e sicuramente pieno di buon senso. E, ti dirò, anche tecnicamente giusto da un certo punto di vista: affrontare le cose che ci fanno paura è il modo migliore per far svanire la paura stessa.

Peccato che, in questo caso, il consiglio parte da un presupposto totalmente sbagliato. Continua a leggere

Affrontare l’ansia con un semplice stratagemma

psicoterapeuta roma

Oggi ti spiego una tecnica per superare l’ansia tratta dal mio libro “Come difenderti dagli psicoesperti”

Qualche mese fa il mio libro digitale Come difenderti dagli psicoesperti (Firera & Liuzzo Editore) ha superato i 2000 download: non male per un primo libro con zero pubblicità ufficiale!

Peraltro a breve ci dovrebbe essere un cambio editoriale, passando a Galton, una costola di F&L che si occupa dei libri di divulgazione psicologica (F&L è invece mirata a libri per specialisti), il che immaginiamo incrementerà la diffusione!

Oggi vorrei regalarti un contenuto del libro: l’estratto del capitolo “Istruzioni per l’uso: l’ansia“, in cui spiego come funziona l’ansia e insegno un piccolo stratagemma per cominciare a superarla.

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Inside-out e le 4 (non 5) emozioni di base

psicoterapeuta roma

Inside Out è il nuovo, bellissimo, film animato della Disney, dove i protagonisti sono le quatt… pardon, cinque emozioni di base.

No, non ho sbagliato: quattro emozioni, non cinque.

Lo so, ahimé, mio malgrado ho dovuto far fuori uno dei simpaticissimi personaggi di Inside Out, ma la ragione, come vi presenterò, è più che motivata.

Tuttavia, per non rientrare tra i criticoni di quello che è uno dei migliori film di animazione di sempre, posso dirvi che seppure le emozioni base che vi riporto sono quattro Inside Out ha comunque ragione.

Com’è possibile?
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Recensione: i volti della menzogna

Paul Ekman - I volti della menzogna

Vuoi acquistare questo libro? Clicca sulla copertina.

Titolo: I volti della menzogna
Autore: Paul Ekman
Editore: Giunti
Anno: 2011 (1985 I° ed.)
Costo: 13,60 €
Voto: stellastellastellamezza
Difficoltà: bollinogiallo

Stai mentendo, te lo leggo in faccia.

Sei bravo a riconoscere le bugie degli altri? Sì? Magari perché hai già letto questo libro, perché in realtà la maggior parte delle persone risponde affermativamente, ma gli studi sembrano dimostrare un’altra verità: mediamente le possibilità che abbiamo di capire se chi ci sta di fronte stia mentendo o meno non sono maggiori di quelle che avremmo affidandoci al lancio di una monetina.

Insomma, occorre ridimensionare le nostre presunte abilità investigative.

Ma come facciamo a migliorare questa capacità?

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Si può controllare la paura?

Con la paura il controllo razionale è difficile

Con la paura il controllo razionale è difficile

L’ho detto diverse volte: quando hai paura il controllo razionale non basta.

Pensaci: se di fronte alla tigre coi denti a sciabola i nostri antenati si fossero fermati a dire “Mmm, cosa mi conviene fare, scappo a sinistra o scappo a destra?”, a quest’ora la nostra razza sarebbe digerita ed estinta.

La paura, come insegna un libro come Oltre i limiti della paura, è una sensazione fondamentale e pensare di “fregarla” con la razionalità equivale a pensare di vincere una guerra sparando petardi e miccette.

Ma, allora, come si fa a controllare la paura?
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“Mi vedo brutta”

Cosa temi del tuo aspetto fisico? Cosa non ti piace? Cosa vorresti cambiare? Il naso? Le labbra? Il seno? I fianchi? E poi cos’altro? I glutei, il contorno occhi, le guance, le mani? In una catena progressiva, dove tocchi e ritocchi di tutto, sei certa di mantenere il controllo?

Con l’evoluzione della chirurgia plastica e degli interventi estetici capita che ogni nuovo ritocco ti possa dare una soddisfazione momentanea, ma poi apre la porta all’insinuarsi di un nuovo dubbio, alla percezione di un nuovo difetto, all’intervento per una nuova modifica.

Si chiama dismorfofobia e per la prima volta è online un video in cui il Prof. Giorgio Nardone, psicologo, psicoterapeuta e massimo esponente della psicoterapia breve strategica (un approccio breve e focalizzato sui problemi presenti), mostra un’intera seduta fatta con una ragazza che soffre di questo problema.

 

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

 

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Sandy e l’uomo: guardare in faccia la paura

Sandy è l’immagine della furia inarrestabile. L’uragano si è avventato su New York come una bestia impazzita, lacerando e devastando tutto ciò che si poneva sul suo cammino. L’uomo, di fronte al lato più selvaggio e ribelle della natura, ha paura. Ma perché?

Certo, non si può non temere la distruzione che un uragano, un terremoto o uno tsunami lasciano dietro di sé, ma c’è un’altra cosa che l’uomo teme: l’assenza di controllo. Ciò che è incontrollabile ci spaventa, perché le nostre braccia ci sembrano troppo piccole e troppo deboli per contenerlo. Forse non tutti sanno che una delle paure più frequentemente associate agli attacchi di panico è proprio la paura di impazzire e perdere il controllo, e che negli ultimi anni stanno aumentando i disturbi ossessivo-compulsivi, basati appunto sul bisogno di controllo.

La paura delle catastrofi, in sé, è sana. Lo è la paura in generale, in realtà, perché ci attiva, ci permette di attuare velocemente la soluzione più adatta alla nostra sopravvivenza. Il problema è quando la paura rompe le briglie e scalcia impazzita nella nostra vita, divenendo una paura immotivata. Ne sono un esempio le fobie, gli attacchi di panico, l’ansia generalizzata o il disturbo post traumatico da stress. Il loro contagio mina ogni ora della giornata e la persona ne diventa presto vittima.

Vi riporto una recente intervista telefonica dove il Prof. Giorgio Nardone parla di Sandy, della paura e di due tecniche per controllarla: la peggiore fantasia e il romanzo del trauma, due tecniche che spingono l’uomo a guardare la paura in faccia, poiché se la paura evitata si trasforma in timor panico, la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio.

 

 

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

 

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La paura dei mezzi pubblici

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaLa paura, l’abbiamo detto più volte, è una sensazione base dell’uomo: farne a meno è impossibile, impensabile, anche controproducente. “Quindi mi tocca tenermela?“, chiederà un lettore perplesso. La paura in sé non è un problema, il problema c’è quando la paura fa 90, quando arriva a un picco troppo alto, quando diventa troppo invalidante. Avere paura di fronte a un leone è normale, è sano anzi: ci aiuta a sopravvivere. E nella giungla metropolitana, avere paura di chi guida in modo spericolato, di una strada ghiacciata, o di un acquazzone violento, è altrettanto sano: il nostro organismo si attiva, ci attiva, e ci porta ad esempio ad essere più reattivi o più cauti. Il problema è quando la paura diventa immotivata, quando il semplice salire su un autobus, o scendere nella metro, o prendere il tram diviene fonte di paura. Non c’è una minaccia oggettiva, nel senso di una situazione che la maggior parte delle persone riterrebbe minacciosa, eppure noi l’avvertiamo come tale e ci diamo alla fuga, all’evitamento; oppure l’affrontiamo con un intenso stato di malessere, di disagio.

Quella dei mezzi pubblici – e dei mezzi di trasporto in generale – è una fobia molto diffusa, che soprattutto nelle grandi metropoli crea non pochi problemi pratici. Di fobie ne abbiamo già parlato qui, e per questa particolare fobia specifica si terrà a Roma un corso pratico al quale prenderò parte anch’io, insieme all’Ass. Fuori Dallo Studio, di cui sono socio fondatore, e all’Istituto per la Ricerca in Psicoterapia (IRP). Nella nostra abituale forma, presenteremo il corso con un incontro gratuito il 10 maggio, a cui siete già da ora tutti invitati (i posti sono limitati). Gli incontri successivi verteranno sui grandi temi da affrontare quando si ha a che fare con la paura invalidante: “Perché ho paura” (17 maggio), dove spiegheremo i meccanismi della paura; “Cosa non funziona contro la mia paura” (24 maggio), dove mostreremo tutto ciò che non scaccia la paura – anzi, la incrementa; e “Le soluzioni per il cambiamento” (31 maggio), consigli pratici e strategie per ridurre la paura a livelli non invalidanti.

Nell’attesa potete dare una sbirciata al mio Ebook gratuito “Le forme dell’ansia“, rivisto e corretto per la versione 1.3, dove trovate tutti gli articoli che ho pubblicato lo scorso a proposito di attacchi di panico, ossessioni e, naturalmente, fobie, assieme a un articolo inedito.
Spero sia una piacevole lettura in attesa del 10 maggio.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

P.S.: prima ancora, questo giovedì 5 aprile, si terrà “Dai problemi alle soluzioni usando il cinema”, il nuovo seminario dell’Aperitivo con lo Psicologo: e il relatore sarò io! Per maggiori informazioni puoi vedere la sezione Eventi.

Oltre la timidezza: la fobia sociale

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

La fobia o ansia sociale è un’estremizzazione patologica della timidezza

Mi sento a disagio, ecco tutto. Poi… ‘a disagio’… Diciamo che non mi piace essere al centro dell’attenzione. Perché dovrei? Sì, in parte credo di avere un po’ paura di fare qualcosa che mi metta in imbarazzo, anche nelle cose semplici – mangiare, parlare, incontrare qualcuno. Preferisco evitare, quando posso. Mi dicono che dovrei uscire di più, vedere più gente, ma io ce li ho un paio di amici: è che non mi piacciono le feste, gli incontri, queste cose qui. A volte mi rendo conto che forse esagero un po’, ma che posso farci? Credo di non avere molta stima di me. Ho paura che gli altri mi critichino, che dicano qualcosa. A volte mi sale proprio l’ansia…

Qualcuno di voi avrà già sentito parlare di questo problema. È noto da tempo, addirittura ne parlava Ippocrate, nel V secolo a.C., e il racconto qui sopra ne sottolinea alcuni aspetti più comuni: il disagio per le situazioni sociali e il loro relativo evitamento, il senso d’imbarazzo per attività apparentemente semplici, il timore delle critiche o di fare brutta figura, una stima di sé non proprio eccezionale. Qui nasce la fobia sociale.

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