“Perché mi capita sempre la stessa cosa?” Le tentate soluzioni disfunzionali

psicologo bravo roma

Cosa sono le tentante soluzioni disfunzionali?

“Perché finisco in rimuginii continui e implacabili?”
“Perché le mie relazioni finiscono sempre male?”
“Perché sono imprigionato da anni in questa gabbia di tristezza e pessimismo?”

Ti chiedi mai qualcosa di simile? O qualcos’altro, come: “Perché quando vado a dare gli esami/quando devo parlare in pubblico mi agito sempre?” o “Perché sono sempre convinto che qualunque segnale del mio corpo sia il preludio a una grave malattia?”.

Insomma, perché ti capita sempre la stessa cosa, in un certo ambito della tua vita (ad esempio l’ambito relazionale, quello lavorativo, o quello più personale e soggettivo), o più di uno?

Le teorie psicologiche al riguardo si sprecano, e non cercherò certo di fare una sintesi. Ti dirò piuttosto come lavoro io, cioè a quale di queste teorie faccio riferimento. Una teoria molto pragmatica e concreta, che più che indagare sulle presunte cause passate, si concentra su “perché ancora oggi ti succede questo” e su come interrompere questo meccanismo.

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Le 10 paure più strane legate all’estate

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Quali sono le paure estive più curiose?

Ci siamo, siamo alla fine di luglio. Alcuni rimarranno, alcuni partiranno, altri non hanno ancora deciso… e altri ancora sanno che non riusciranno nemmeno a mettersi in viaggio.

Perché? Perché purtroppo la paura non va in vacanza e ci sono alcune paure che si legano fortemente all’estate e ai viaggi per vacanza, al punto, a volte, da far sì che la persona che ne soffre evita accuratamente determinati luoghi che potrebbero scatenarle. O, nel peggiore dei casi, se ne rimane tranquilla (e scontenta) a casa.

Per chiudere il mese di luglio ho pensato a un articolo un po’ diverso da solito: una classifica delle 10 più curiose paure legate all’estate.

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Storie: la paura di volare

psicoterapeuta roma

La paura dell’aereo è una delle più comuni oggi.

Le fobie non sono sempre uguali. Cambiano col tempo, col cambiare della società. Ad esempio, una delle fobie più diffuse fino a diversi anni fa anche nelle grandi città era la fobia dei serpenti. Ma oggi dove lo trovi un serpente in una grande città? In concomitanza con la sua diminuzione è invece aumentata la fobia dei piccioni… E ovviamente in paesi campestri, in cui l’incontro con i serpenti è cosa abituale, questa fobia praticamente non esiste.

Quindi non sembrerà strano che oggi, col cambiare delle abitudini, una fobia in particolare è ormai sempre più diffusa: la fobia dell’aereo.
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Causa e soluzione dei problemi psicologici: l’esperienza emozionale correttiva

Cosa causa un problema psicologico?

Le risposte sono tante, almeno quanto i punti di vista, e in questo blog ogni tanto aggiungiamo dei tasselli che facilitino la comprensione. Ciò che più ci interessa, però, è soprattutto come risolvere i problemi psicologici!

Nel video seguente, la Dott.ssa Roberta Milanese, psicologa e psicoterapeuta strategica breve, espone alcuni punti essenziali di questo approccio.
Uno è il concetto di esperienza emozionale correttiva: la persona con un problema psichico può risolverlo anche grazie a delle esperienze concrete, attraverso cui proverà delle emozioni correttive, cioè delle emozioni dagli effetti positivi che permettano di sbloccare il problema. Il concetto fu elaborato da Franz Alexander e ripreso successivamente da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone. Naturalmente anche questa è una teoria, ma nella rielaborazione dei due autori si è mostrata molto efficace per raggiungere gli effetti terapeutici veloci ed efficaci.

Nella pagina “Letture” di questo blog, trovi un mio articolo del 2010 “Questa esperienza mi ha aperto gli occhi”. Una nota sull’esperienza emozionale correttiva, dove parlo di questo costrutto.
Ti rimando poi al breve video con l’intervento della Dott.ssa Milanese, specifico per i disturbi fobici.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

 

 

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Libri di Terapia Breve – Psicosoluzioni

Psicosoluzioni - Giorgio Nardone

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Titolo: Psicosoluzioni. Risolvere rapidamente complicati problemi umani
Autore: Giorgio Nardone
Editore: Bur
Voto: stellastellastellastellamezza

L’Italia ha dei meriti. I telegiornali e l’esperienza personale ci portano a pensare spesso e (mal)volentieri di essere sempre gli ultimi della classe, i fanalini di coda, la ruota del carro messa male che prima o poi si staccherà.

Per fortuna non è proprio così.

Vero, i problemi ci sono, ma ci viene ricordato a più riprese che il nostro è un Paese di pensatori e di navigatori, cioè di persone che creano ed esplorano nuove realtà.

Questo libro ne è una testimonianza.

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Oltre la timidezza: la fobia sociale

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

La fobia o ansia sociale è un’estremizzazione patologica della timidezza

Mi sento a disagio, ecco tutto. Poi… ‘a disagio’… Diciamo che non mi piace essere al centro dell’attenzione. Perché dovrei? Sì, in parte credo di avere un po’ paura di fare qualcosa che mi metta in imbarazzo, anche nelle cose semplici – mangiare, parlare, incontrare qualcuno. Preferisco evitare, quando posso. Mi dicono che dovrei uscire di più, vedere più gente, ma io ce li ho un paio di amici: è che non mi piacciono le feste, gli incontri, queste cose qui. A volte mi rendo conto che forse esagero un po’, ma che posso farci? Credo di non avere molta stima di me. Ho paura che gli altri mi critichino, che dicano qualcosa. A volte mi sale proprio l’ansia…

Qualcuno di voi avrà già sentito parlare di questo problema. È noto da tempo, addirittura ne parlava Ippocrate, nel V secolo a.C., e il racconto qui sopra ne sottolinea alcuni aspetti più comuni: il disagio per le situazioni sociali e il loro relativo evitamento, il senso d’imbarazzo per attività apparentemente semplici, il timore delle critiche o di fare brutta figura, una stima di sé non proprio eccezionale. Qui nasce la fobia sociale.

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Fobie

Oggi parliamo delle fobie specifiche

Quanti film hanno sfruttato ragni, rettili, uccelli o altri insetti e animali per mutarli in creature spaventose che terrorizzanno i poveri personaggi della storia? E quanti sfruttano sangue, iniezioni o strumenti chirurgici evocando la paura nello spettatore? Senza contare quei film che trasformano situazioni più o meno comuni – come l’ascensore, il volare o le grandi altezze – in due ore di panico e terrore. Mark Twain diceva che “La più grande differenza fra realtà e fantasia è che la fantasia deve essere credibile” e più tardi il nostro Pirandello obiettò, a chi criticava Il fu Mattia Pascal come assurdo e inverosimile, che “Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere”.

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Le forme dell’ansia

Edvard Munch, L’urlo (1893)

Le problematiche connesse all’ansia sono tra le più invalidanti e diffuse. L’European Study on the Epidemiology of Mental Disorders, uno studio europeo che ha valutato la diffusione dei disturbi mentali in alcuni paesi dell’UE, ha riportato che nel nostro Paese oltre una persona su dieci dichiara di aver sofferto di un disturbo d’ansia nel corso della propria vita; secondo il Policlinico Gemelli di Roma, tale prevalenza sarebbe addirittura di una persona su cinque.

Al di là della precisione dei numeri, è chiara l’alta pervasività di queste problematiche in una società che possiede ritmi e umori capaci di innescarli nelle loro varie forme (timore di non farcela, paura di esporsi e di affrontare la vita, ricerca illusoria di un maggior controllo, ecc.).

Ecco che l’ansia, meccanismo fisiologico capace di attivarci funzionalmente, rompe gli argini e dilaga con tanti diversi fiumi, di cui oggi andremo a conoscere nomi e caratteristiche per comprenderne meglio le caratteristiche.

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Quando il panico domina la vita: liberarsi dagli attacchi di panico

Psicologo Monterotondo

“Don’t Panic”

Forse hai già sentito una storia come questa:

Capita in una giornata come tante. Sono sull’autobus, o fuori in mezzo alla gente, o davanti alla TV, o a tavola con la mia famiglia, o magari disteso sul letto a guardare il soffitto. Sento come una scossa elettrica che risale la spina dorsale, oppure è il cuore che comincia a galoppare furiosamente. Sudo, inizio a tremare, sento di stare per soffocare, di sbandare, a volte comincio a perdere il contatto con le cose che mi circondano. E lì sale un terrore crescente, la paura di impazzire o di perdere il controllo, oppure la paura di morire, di non farcela“.

Questa è una delle tante testimonianze di chi soffre di un problema definito Disturbo di Panico (DP), caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico.

Ma come funzionano gli attacchi di panico?

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