Libri di Terapia Breve: Il tocco, il rimedio, la parola

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Titolo: Il tocco, il rimedio, la parola. La comunicazione tra medico e paziente come strumento terapeutico
Autore: Roberta Milanese & Simona Milanese
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastella

 

 

Questo libro è un’affascinante e accessibile introduzione al “potere” dell’effetto placebo (e non solo) e, più in generale, di come esso agisca tra professionista e paziente.

Roberta e Simona sono due sorelle, psicologa una e medico l’altra. La prima ha una lunga esperienza nella psicoterapia, nel problem solving e nel coaching. L’altra, un’altrettanto lunga esperienza nella medicina oncologica.

E cosa possono scrivere insieme?

Un libro sul potere del gesto e della parola nel curare – o far ammalare – le persone. Vediamolo meglio.

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Le Iene e lo psicologo: un commento

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaGira in questi giorni un servizio de Le Iene su una psicologa di Parma che cura tramite metodi spiritualistici: invocazione degli angeli, riti religiosi, riferimenti a medium e forze mistiche.
In basso trovi il link al video, ma prima mi preme un breve commento, nato anche dalle riflessioni fatte con vari utenti sul mio profilo Facebook.

C’è una domanda che alcuni si pongono: “Perché si va da un truffatore simile?“.
La risposta spesso è semplice: perché si sta meglio.
Cioè risolve i problemi?
Non è detto, ma… sai, potrebbe anche essere.
E come?!
Andiamo con ordine.

Già altre volte ho parlato dell’effetto placebo, quella reazione psico-fisica per la quale, per il semplice fatto di essere in cura, cominci a guarire. Le documentazioni al riguardo sono tantissime e le loro radici scendono negli strati più antichi della nostra storia.

In medicina l’effetto placebo si usa per testare l’efficacia di un farmaco: ad alcuni pazienti viene dato il farmaco in questione, e ad altri viene data una sostanza inerte, un… bicchiere d’acqua. Il farmaco deve dimostrare di far guarire molte più persone di quante ne faccia “guarire” il bicchiere d’acqua, altrimenti non è scientificamente valido.
Beh, ma nessuno guarirà prendendo un semplice bicchiere d’acqua!
E invece sì, è una nostra capacità. Il semplice fatto di sapere di essere in cura attiva il tuo organismo (mente-corpo) verso la guarigione, e certi o persino tutti i tuoi sintomi possono attenuarsi o scomparire.
Hai mai visto il film Il genio della truffa? Verso la fine il protagonista scopre che il suo dottore lo sta curando con dei farmaci fittizi (degli anticoncezionali, mi pare), eppure i suoi sintomi sono scomparsi. Ebbene, non è un’esagerazione cinematografica: c’è di mezzo l’effetto placebo.
C’è di più. L’effetto placebo può rafforzarsi grazie all’effetto catartico, a cui ho accennato poche settimane fa.

Allora Flavio, se ho capito bene i pazienti di questa… fattucchiera, semplicemente andando da lei e parlandoci si sentivano meglio, grazie all’effetto placebo e ad altri effetti suggestivi
Sì, diciamo che questa è una spiegazione che darebbe la scienza.
Però, scusa, se ci andassi io sono certo che non mi sentirei meglio. Semmai mi sentirei preso in giro!
Sì, perché ciascuno porta con sé il suo bagaglio di credenze e convinzioni. C’è il tipo di persona che si fida solo di forme terapeutiche riconosciute e chi invece, forte di una fede e una credenza religiosa ben integrate nella propria vita, salta ostacoli e problemi grazie ad esse.

Il problema non è ciò in cui crede il paziente, ma ciò che pratica lo psicologo.
Se vai da un medico riconosciuto ti aspetti di essere curato con cure mediche. Potrà preferire quelle omeopatiche, o fitoterapiche, o l’agopuntura, ma non ti aspetti riti voodoo o pratiche tipiche dei curanderi dell’America Latina. Allo stesso modo, uno psicologo deve usare tecniche e strumenti aggiornati e soprattutto riconosciuti dalla comunità scientifica.

Ma come è possibile che a quella signora continuassero ad arrivare pazienti?
Perché probabilmente facevano passaparola ad altre persone con lo stesso sistema di credenze: si era creato un circolo vizioso.
Ciò che ci tengo a sottolineare, ancora una volta, non è la credenza del paziente, ma l’abuso della professione. Se si sceglie di farsi curare tramite metodologie mistiche va rispettato. Il problema è chi le spaccia per metodologie psicologiche: sarai convinto che ciò che sta facendo ha un valore in più perché è uno psicologo, cioè una persona che ha studiato per sciogliere i tuoi problemi; solo che quello che sta facendo non è scritto in nessun libro di psicologia.

Lo psicologo non esprime giudizi su valori e credenze dei suoi pazienti, ma deve usare tecniche e strumenti riconosciuti: lo specifica anche il nostro Codice Deontologico. Altrimenti che differenza ci sarebbe tra lui e un mago, e soprattutto che garanzie ci sarebbero per il paziente?
E io come posso difendermi?
Informandoti, prima di tutto, e in secondo luogo denunciando via mail certi abusi al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi o agli Ordini regionali (o, perché no, a programmi come Le Iene), per proteggere te e gli altri cittadini.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Fonti
Video:
Le Iene – La setta della psicologa

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Paul Watzlawick e la profezia che si autoavvera

psicologo roma

La profezia che si autoavvera è un fenomeno molto comune

E se ti dicessi che quando immagini una cosa rischi che si avveri?

No, niente magia, tanto meno “legge dell’attrazione”. Semplicemente ci sono delle aspettative, delle ipotesi sul futuro che, una volta predette, si realizzano da sé.

Possibile? Sì, se parliamo della cosiddetta profezia che si autodetermina (o che si autoavvera), che Paul Watzlawick, il quale la studiò per bene, descrisse come “una supposizione che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria ‘veridicità’” (1988, p. 87).

Ma come è possibile?

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