Libri di Terapia Breve – Cambiare il passato

Terapia breve strategica disturbo post traumatico da stress

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Titolo: Cambiare il passato. Superare le esperienze passate con la terapia strategica
Autore: Federica Cagnoni, Roberta Milanese
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastellamezza

È possibile cambiare il passato? Purtroppo no. O forse “per fortuna”.

Possiamo fare tante speculazioni sui “se” e sui “ma”, sugli “avrei potuto” e i “se solo”, ma l’unica realtà concreta è che il passato ha determinato ciò che siamo ora. Questa è una verità innegabile, ben diversa però dal sostenere che andando nel passato – come se fosse possibile – si possa risolvere un problema presente.

Ma cosa puoi fare, allora, quando il passato invade il presente con la forza di uno tsunami?
Quando ferite subite mesi, anni, decenni fa, continuano a sanguinare nei tuoi giorni?
Quando il dolore si è conficcato come una spina nel fianco e non smette di farti del male?

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Sandy e l’uomo: guardare in faccia la paura

Sandy è l’immagine della furia inarrestabile. L’uragano si è avventato su New York come una bestia impazzita, lacerando e devastando tutto ciò che si poneva sul suo cammino. L’uomo, di fronte al lato più selvaggio e ribelle della natura, ha paura. Ma perché?

Certo, non si può non temere la distruzione che un uragano, un terremoto o uno tsunami lasciano dietro di sé, ma c’è un’altra cosa che l’uomo teme: l’assenza di controllo. Ciò che è incontrollabile ci spaventa, perché le nostre braccia ci sembrano troppo piccole e troppo deboli per contenerlo. Forse non tutti sanno che una delle paure più frequentemente associate agli attacchi di panico è proprio la paura di impazzire e perdere il controllo, e che negli ultimi anni stanno aumentando i disturbi ossessivo-compulsivi, basati appunto sul bisogno di controllo.

La paura delle catastrofi, in sé, è sana. Lo è la paura in generale, in realtà, perché ci attiva, ci permette di attuare velocemente la soluzione più adatta alla nostra sopravvivenza. Il problema è quando la paura rompe le briglie e scalcia impazzita nella nostra vita, divenendo una paura immotivata. Ne sono un esempio le fobie, gli attacchi di panico, l’ansia generalizzata o il disturbo post traumatico da stress. Il loro contagio mina ogni ora della giornata e la persona ne diventa presto vittima.

Vi riporto una recente intervista telefonica dove il Prof. Giorgio Nardone parla di Sandy, della paura e di due tecniche per controllarla: la peggiore fantasia e il romanzo del trauma, due tecniche che spingono l’uomo a guardare la paura in faccia, poiché se la paura evitata si trasforma in timor panico, la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio.

 

 

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

 

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Evitare di evitare

Il trauma dopo la Concordia

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaMi sembra proprio di essere lì. Non sono solo immagini o pensieri di quel momento: rivivo proprio le sensazioni, gli odori, i suoni… La pelle ha come un brivido, vengo proiettata di nuovo in quel caos, con quelle urla, quelle persone… È come un film in 3D: ogni volta ci sono dentro e non riesco a uscirne, e sembra che più tento di non pensarci, più i ricordi tornano e tornano…

La tragedia della Costa Concordia è terreno fertile per un problema molto noto: il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS). Ecco perché la Costa Crociere ha inviato degli psicologi e ha garantito sostegno psicologico a chi lo richiede.

Chiariamo: la psicologia non è matematica e 2 + 2 raramente fa 4, cioè non è detto che una persona vittima di un incidente simile sviluppi automaticamente un DPTS (o un altro disturbo). Questo perché ognuno di noi ha delle risorse personali che diventano fattori di protezione. Però il rischio di sviluppare delle problematiche sale in determinate circostanze.

È il caso del DPTS, che da definizione insorge dopo un evento vissuto come traumatico – ad esempio situazioni che implicano la morte, il pericolo di vita o gravi lesioni a se stessi o ad altri – e che porta una paura intensa e sentimenti di impotenza. La caratteristica più nota, forse quella più cinematografica ma sorprendentemente reale è quella del flashback: immagini, pensieri, percezioni, ma anche sogni e persino illusioni, allucinazioni fino ad episodi di dissociazione e appunto di vero e proprio flashback, emergono ricorsivamente, intrudono nella vita della persona, nelle sue giornate, facendola sentire o agire come se l’evento si stesse ripresentando, come se d’improvviso fosse catapultata lì, in quel luogo, in quel preciso istante. Una sensazione difficile da descrivere a parole, proprio perché legata al vissuto della persona, che prova un disagio intenso, fino a percepire chiare sensazioni fisiche e psichiche quando qualcosa – una persona incontrata per caso, una vetrina di un negozio, una frase qualunque, un suono, un odore – le ricorda anche solo per un attimo l’evento. E anche quando non si trova di fronte a questi collegamenti, l’attivazione psicofisiologica aumenta, il sonno può diventare difficile da mantenere o da iniziare, l’irritabilità scorre lungo la pelle, la concentrazione si fa debole…

Cosa succede quando abbiamo un problema? Cerchiamo di risolverlo. E così, chi è vittima di queste sensazioni, di questi pensieri, di queste immagini, cerca con determinazione di scacciarle, di mandarle via. Ma spesso la soluzione non funziona, più ci prova e più si rende conto che il problema non si risolve. Così può arrivare a evitare di fare attività o di frequentare luoghi o persone che gli ricordino l’evento, fino a isolarsi, fino ad appiattire il proprio interesse per tutta una serie di cose, smettendo di fare ciò che prima faceva con spontaneità e che ora teme possa innescare il vortice di ricordi del trauma. Piano piano può arrivare a provare sensazioni di distacco, ad appiattire le proprie emozioni, gli affetti, finché anche la prospettiva sul proprio futuro pare ridursi sempre di più.

Come detto, il Disturbo Post Traumatico da Stress è il più noto dei disturbi legati a situazioni simili, sebbene non l’unico. La Costa Crociere sa che il trauma della Concordia rimarrà impresso negli oltre 4’000 passeggeri come un marchio dall’inchiostro difficile da lavare via, ma la decisione di garantire un sostegno psicologico a chi lo richiede è sicuramente una scelta intelligente e accurata, oltre che un atto dovuto.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Le forme dell’ansia

Edvard Munch, L’urlo (1893)

Le problematiche connesse all’ansia sono tra le più invalidanti e diffuse. L’European Study on the Epidemiology of Mental Disorders, uno studio europeo che ha valutato la diffusione dei disturbi mentali in alcuni paesi dell’UE, ha riportato che nel nostro Paese oltre una persona su dieci dichiara di aver sofferto di un disturbo d’ansia nel corso della propria vita; secondo il Policlinico Gemelli di Roma, tale prevalenza sarebbe addirittura di una persona su cinque.

Al di là della precisione dei numeri, è chiara l’alta pervasività di queste problematiche in una società che possiede ritmi e umori capaci di innescarli nelle loro varie forme (timore di non farcela, paura di esporsi e di affrontare la vita, ricerca illusoria di un maggior controllo, ecc.).

Ecco che l’ansia, meccanismo fisiologico capace di attivarci funzionalmente, rompe gli argini e dilaga con tanti diversi fiumi, di cui oggi andremo a conoscere nomi e caratteristiche per comprenderne meglio le caratteristiche.

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