La Terapia Breve per la bulimia

psicoterapeuta bravo Monterotondo

Bulimia: sintomi e cure

Nessuno ti vede. Vai in cucina. Apri la credenza. E cominci.

La bulimia è quella brama irresistibile, che avvinghia e stringe, e che ti porta a divorare una gran quantità di cibo in una volta sola, senza nemmeno gustarlo.

C’è un errore, in realtà, nella parola “bulimia”: significa “fame da bue”, ma chi la subisce non ingurgita cibo per fame. Lo fa perché vive un desiderio inarrestabile.

Si può guarire dalla bulimia?
Sì, e anche in tempi brevi.

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Libri di Terapia Breve: Uscire dalla trappola. Abbuffarsi, vomitare, torturarsi

uscire dalla trappola

Uscire dalla trappola. Abbuffarsi, vomitare, torturarsi

Titolo: Uscire dalla trappola. Abbuffarsi, vomitare, torturarsi
Autore: Giorgio Nardone & Matthew Selekman
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastella

 

Cos’è la bulimia? Quanto è connessa al vomitare dopo mangiato? E in che modo entrambe si ricorllegano ai comportamenti di self-harming, o autolesionismo, quei comportamenti per cui si taglia, graffia o tortura con altri piccoli ma lesivi gesti? 

In Uscire dalla trappola, due terapeuti afferenti a due diversi approcci di Terapia Breve affrontano l’argomento e mettono in campo la loro esperienza per proporre delle soluzioni.

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Come resistere alle tentazioni del cibo

psicologo monterotondo

Oscar Wilde disse che il modo migliore per resistere alle tentazioni, è cedervi.

Luglio. Vacanze, mare, costume… dieta. Non che sia fondamentale aspettare luglio (o le vacanze, o il mare, o il costume) per mettersi a dieta. Né dobbiamo pensare che questa sia una prerogativa delle donne, o di chi vuole mettersi in mostra su una spiaggia.

In questi giorni nella mia newsletter (a cui ci si può iscrivere da questa pagina) darò dei consigli proprio sull’argomento.

D’altronde ci si mette a dieta per un milione di motivi. E non c’è niente di male. Avere un corpo che ti piace ti può dare più sicurezza, farti sentire meglio con te stesso: d’altronde perché dovrebbe piacerti un corpo… che non ti piace?

In più, indubbiamente, se ti senti meglio fisicamente questo influenza direttamente il tuo umore. E, infine, non c’è niente di male a sentire gli apprezzanti sguardi degli altri soffermarsi su di noi.

Insomma, seguire una dieta, anche solo per piacersi un po’ di più, non è affatto una cattiva idea.
Ma perché è così difficile seguire una dieta?

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Facebook ti fa brutta: il social network e l’immagine di sé

Psicologo Monterotondo

Vedere le foto delle proprie amiche online può incidere negativamente sull’immagine del proprio corpo

Che rapporto c’è tra Facebook, il nostro corpo e l’autostima?

Una recente ricerca, che verrà presentata a Seattle a fine maggio, sembra svelarlo: passare molte ore su Facebook può essere negativo per donne e ragazze, andando a intaccare l’immagine che si ha di sé.

E si sa: se non ci piaciamo, l’autostima ne risente.
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Libri di Terapia Breve – La dieta paradossale

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

Ti interessa il libro?Clicca sull’immagine

Titolo: La dieta paradossale
Autore: Giorgio Nardone

Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastellamezza

Una dieta psicologica per dimagrire? Com’è possibile?

Nardone lo spiega in un libro divulgativo, che chiude una trilogia dedicata alle implicazioni psicologiche sul cibo.

E mostra, così, come si possa dimagrire con la terapia breve.

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Che cos’è l’anoressia?

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaIl giudice Peter Jackson si trova di fronte a una scelta difficile. E., 32 anni, non vuole mangiare. È anoressica e non mangia cibi solidi da un anno. Rischia di morire.
Alla fine il giudice Jackson decide: nutrizione forzata. «Un giorno – affermerà – questa donna potrebbe scoprire di essere una persona speciale, la cui vita vale la pena di essere vissuta».

Forse ne hai sentito parlare. Il caso è dello scorso giugno e a fare gran clamore, più che la storia di E., fu la decisione del giudice.

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Resistere alle tentazioni

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

Se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi sarà irrinunciabile (Oscar Wilde)

«Ti ho beccata a mangiarti un cioccolatino di nascosto, eh?».
«Uhm, so cosa può sembrare, ma in realtà sto facendo qualcosa di terapeutico».
«Ah sì, eh? E sarebbe?».
«Lascia perdere, non riuscirei a spiegartelo».
«Beh, provaci!».

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Mangiare per vomitare?

Vomiting: il “piacere” di mangiare per vomitare

L’anoressia e la bulimia sono la natura morta della società moderna, il ritratto di un malessere diffuso dai nostri tempi. Sebbene i primi casi siano fatti risalire alle “Sante Anoressiche” del Medioevo, è dal secondo dopoguerra che il problema comincia a dilagare e a permeare in tutto il Mondo Occidentale, interessando oggi l’1% della popolazione. Ma il nuovo millennio ha rivelato la scalata di un altro problema legato al cibo, figlio legittimo di anoressia e bulimia e ormai vetta dei disturbi alimentari: stiamo parlando del Vomiting o disturbo da vomito, basato sulla compulsione a mangiare per vomitare.

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