12 brevi video per conoscere la Terapia Breve

Negli scorsi mesi forse avrai avuto modo di vedere Brief!, il mio primo tentativo di mettere in video un po’ di concetti legati alla Terapia Breve. Con la fine dell’estate ricomincerò con una altra decina di video, sperando che siano di tuo gradimento anche in questa occasione.

Intanto, se ti sei perso qualche episodio, qui sotto ti ho riportato i link a tutti e 12 i video, con tanto di titolo, così che possa scegliere quello che preferisci.

I video sono molto brevi, durano in media 2 minuti e mezzo, e sono pensati per dare un’idea molto semplice e pratica di argomenti connessi alla Terapia Breve. Se vorrai farmi avere una tua opinione (qui o sulla mia Pagina Facebook) mi farà molto piacere: sono i miei primi esperimenti con la videocamera, e sto cercando di capire un po’ come armeggiare con questo nuovo strumento.

E ora, ecco come promesso di 12 argomenti:

Continua a leggere

Psicologia del terremoto: alcune indicazioni utili

psicologia terremoto

[Le informazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono in alcun modo alle indicazioni della Protezione Civile e degli altri organi ufficiali e di quelli specializzati nell’intervento in queste situazioni: vanno sempre primariamente seguite le loro direttive e i loro protocolli, e fatto riferimento a loro per qualunque iniziativa.]

Questa mattina abbiamo sentito il forte terremoto tra Lazio e Marche. Purtroppo si stanno ancora contando le vittime, e il disastro di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e le altre cittadine ricorda altri terremoti che hanno lasciato ferite profonde negli italiani.

Nelle ore libere di oggi ho scritto questo articolo per cercare di dare alcune informazioni sulla psicologia dell’emergenza in caso di terremoto, cioè su come affrontare ciò che è appena capitato da un punto di vista psicologico, emotivo e comportamentale.

Spero che questo articolo sia d’aiuto a chi si trova, in queste ore, a vivere in prima persona le sue drammatiche conseguenze.

Continua a leggere

Dopo Cittadella: le conseguenze

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaQuello è successo a Cittadella in provincia di Padova è noto ormai a tutti. I media si sono avventati su notizie più fresche, gli animi si sono raffreddati e ora si può fare qualche riflessione più ragionata e più sistemica. Che vuol dire? Che è facile gridare allo scandalo, ma bisogna dare anche una percezione globale. Il rischio è altrimenti quello di concentrarsi sull’albero malato mentre attorno la foresta brucia.

Di nuovo: che vuol dire?
Vuol dire che i video servono a denunciare, ma come qualche collega ha fatto notare, in quel frangente – sicuramente tumultuoso, caotico, dove sono le emozioni che prendono il sopravvento, non la razionalità – nessuno si è preoccupato di dire al bambino che le cose sarebbero andate bene, che i suoi parenti gli erano vicini, che avrebbero fatto tutto il necessario per aiutarlo. Insomma, da quanto si vede un bambino è stato trascinato via da dei poliziotti e nessuno si è preoccupato di tranquillizzarlo.

Di nuovo, è facile parlare a freddo senza considerare le sensazioni del momento, ma questa giustificazione non dev’essere un alibi, uno scudo, o finiremo per avallare qualsiasi risposta “di pancia” senza contare chi ne subisce le conseguenze. In una domanda: in quel momento era più importante denunciare l’evento o tranquillizzare il bambino?

“Difficile scegliere… I bambini vengono prima di tutto, ma far passare inosservato un evento simile sarebbe stata un’ingiustizia
Il mondo difficilmente ci propone vie univoche, senza conseguenze. Scegliere A o B comporta rinunciare a B o A, ma mettersi nell’ottica di fare un aut aut, di compiere o una o l’altra cosa, ci impedisce di pensare che spesso c’è anche una possibilità AB, o BA, una combinazione delle due.
Facile…
No, non è facile, sono d’accordo. Ma neanche impossibile.

Ok, sono d’accordo, questo è quello che si sarebbe potuto fare in quel momento e che non è stato fatto. Ma ora?
Ora teniamo presente che l’attenzione, per via della spettacolarizzazione, è stata spostata su un video e su quello che si vede nel video. Ma quel video ha un prima, una storia che ha portato a quell’evento. E un dopo, delle conseguenze che sono già in atto.

Viviamo anche di spettacolo, che ci piaccia o no, che ci indigni o meno. Le testate di gossip sono tra le più vendute e il video di cui parliamo ha già ricevuto innumerevoli click e visualizzazioni, mobilitando commenti e opinioni. Ma dopo facciamo in modo di uscire dalla spettacolarizzazione, facciamo sì che quel video, più che farci gridare allo scandalo, ci permetta di riflettere sul prima (sui problemi familiari, su come evitare conflitti di coppia così violenti, su come impostare buone relazioni genitoriali) e sul dopo (su come attenuare le conseguenze per il bambino, su come trovare una soluzione che sia migliore per lui ma anche per i genitori stessi, in modo che lo Stato e altri esterni debbano intervenire il meno possibile).
Lo spettacolo deve andare avanti, diceva qualcuno, ma non deve lasciare indietro la ragione.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti biliografici
Capri, P.
(2012).
Dichiarazione sui fatti di Cittadella.
Malagoli Togliatti, M. (2012). Dichiarazione sui fatti di Cittadella.

Potrebbero interessarti anche questi articoli:
Subisci la realtà che costruisci
Il peso del giudizio
Risolvere i problemi cambiando le premesse