La Terapia Breve per l’autolesionismo

psicoterapeuta roma bravo

Terapia per autolesionismo e automutilazione

Tagliarsi con lame, spegnersi le sigarette addosso, graffiarsi fino a sanguinare…  Qual è il significato e le cause dell’autolesionismo e come aiutare una persona autolesionista?

Farsi del male è una pratica che ha attirato in modo crescente l’attenzione dei media. E anche dei ricercatori: negli ultimi 15-20 gli studi sugli atti autolesivi sono aumentati, anche per via di un aumento degli stessi atti.

Attirano molto l’attenzione, soprattutto perché riguardano in larga misura gli adolescenti. Eppure, spesso è possibile liberarsene velocemente, grazie alle Terapie Brevi.

Come? E cosa si può fare?

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La Terapia Breve per la sindrome da vomito (vomiting)

psicoterapia roma

La sindrome da vomito.

Ti organizzi, senza che nessuno ti veda, senza che nessuno lo sappia, ti abbuffi di una quantità di cibi indescrivibile – o magari di alcuni specifici che sai tu – e poi… vomiti.

Tecnicamente questa viene chiamata “bulimia con condotte di eliminazione“, ma c’è chi l’ha definita a suo tempo “sindrome da vomito“, o vomiting (Nardone, Verbitz & Milanese, 1999), perché seppure ha un elemento in comune con la bulimia (l’abbuffata) la grande differenza è che il problema più che sull’abbuffata stessa si regge su un altro elemento: il vomito.

E se il problema è diverso, anche la soluzione dev’esserlo. Ed è di questo che si è occupata la Terapia Breve, andando a lavorare sulla condotta presente per estinguerla definitivamente.

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Terapia Breve per l’anoressia: rompere l’armatura

psicoterapia breve roma

Come superare l’anoressia con la psicoterapia breve?

L’anoressia è come un male che divora da dentro, consumando la persona, minandone le capacità. E il problema principale non è il non mangiare: il problema è la mente anoressizzante.

È uno dei problemi psicologici più temuti, perché può portare facilmente alla morte: si stima che 1 anoressica su 10 morirà entro dieci anni dall’esordio del problema; 2 su 20 entro i vent’anni. E l’anoressia, insieme alla bulimia, è la prima causa di morte delle ragazze italiane tra i 12 e i 25 anni. E sta aumentando anche tra i ragazzi.

È possibile liberarsene con la terapia breve?

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Facebook ti fa brutta: il social network e l’immagine di sé

Psicologo Monterotondo

Vedere le foto delle proprie amiche online può incidere negativamente sull’immagine del proprio corpo

Che rapporto c’è tra Facebook, il nostro corpo e l’autostima?

Una recente ricerca, che verrà presentata a Seattle a fine maggio, sembra svelarlo: passare molte ore su Facebook può essere negativo per donne e ragazze, andando a intaccare l’immagine che si ha di sé.

E si sa: se non ci piaciamo, l’autostima ne risente.
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Libri di Terapia Breve – La dieta paradossale

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

Ti interessa il libro?Clicca sull’immagine

Titolo: La dieta paradossale
Autore: Giorgio Nardone

Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastellamezza

Una dieta psicologica per dimagrire? Com’è possibile?

Nardone lo spiega in un libro divulgativo, che chiude una trilogia dedicata alle implicazioni psicologiche sul cibo.

E mostra, così, come si possa dimagrire con la terapia breve.

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Che cos’è l’anoressia?

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaIl giudice Peter Jackson si trova di fronte a una scelta difficile. E., 32 anni, non vuole mangiare. È anoressica e non mangia cibi solidi da un anno. Rischia di morire.
Alla fine il giudice Jackson decide: nutrizione forzata. «Un giorno – affermerà – questa donna potrebbe scoprire di essere una persona speciale, la cui vita vale la pena di essere vissuta».

Forse ne hai sentito parlare. Il caso è dello scorso giugno e a fare gran clamore, più che la storia di E., fu la decisione del giudice.

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Essere magra ma vedersi obesa: la distorsione nell’anoressia nervosa

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaMa non ti vedi quanto sei magra?
La verità è che no, non vede quanto è magra. Chi soffre di anoressia nervosa ha un’immagine distorta del proprio corpo, anzi una vera e propria percezione errata.

Ultimamente è stato pubblicato su Medical Hypotheses uno studio di due italiani, Giuseppe Riva e Santino Gaudio.

I due ricercatori sono partiti dal modo in cui prende forma la rappresentazione del nostro corpo, che avviene tramite due sistemi di riferimento spaziale: il sistema egocentrico, che integra percezioni e sensazioni corporee, e il sistema allocentrico, che permette il riferimento spaziale in relazione a oggetti e caratteristiche ambientali (tra cui l’immagine che vediamo allo specchio).

L’ipotesi dei due autori è che quest’ultimo sistema subisca un blocco, cosicché le percezioni del proprio corpo non scalfiscono la rappresentazione che abbiamo di noi. In altre parole: mi sento magra (rappresentazione di sé), ma non mi vedo magra (percezione).

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Resistere alle tentazioni

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

Se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi sarà irrinunciabile (Oscar Wilde)

«Ti ho beccata a mangiarti un cioccolatino di nascosto, eh?».
«Uhm, so cosa può sembrare, ma in realtà sto facendo qualcosa di terapeutico».
«Ah sì, eh? E sarebbe?».
«Lascia perdere, non riuscirei a spiegartelo».
«Beh, provaci!».

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