Quanto dura una Terapia Breve? – Brief! #4

Ma quanto può durare una Terapia Breve? 20 sedute? 10 sedute? Meno?

Come detto nel primo video (È possibile risolvere i problemi in tempi brevi?), verso gli anni ’50 (e con maggior vigore nei decenni successivi) diversi studiosi in tutto il mondo cominciarono a domandarsi come abbreviare la durata della psicoterapia, che spesso all’epoca era molto lunga.

Nacquero così diverse forme di Terapia Breve.

Ma in media, quanto durano le Terapie Brevi?


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Bisogna esplorare il passato per risolvere un problema? – Brief! #2

È vero che per risolvere un problema psicologico bisogna andare nel passato, scavare nell’inconscio, trovare conflitti irrisolti?

Spesso si pensa che “andare dallo psicologo” equivalga più o meno a questo: mi sdraio sul lettino e comincio a parlare del mio passato, da quando andavo all’asilo a oggi, mentre lo psicologo dietro di me appunta su un taccuino tutti i simboli di quello che dico, riconducendo ogni mio racconto a un presunto rapporto morboso con mia madre.

Solo quando avrò raccontato in ogni minimo dettaglio il mio passato emergerà, anni dopo, un pensiero, un’emozione, un “qualcosa” che scioglierà un profondo nodo conflittuale di cui non ero a conoscenza ma che, in effetti, era del tutto riconducibile a mia madre.

Beh, come fantasia non è male ma… in realtà è un po’ più semplice di così.

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E’ possibile risolvere i problemi personali in tempi brevi? – Brief! #1

La psicoterapia deve durare per forza tanto tempo?

In realtà no. Anzi, direi che i problemi che hanno bisogno di molte sessioni per essere risolti sono la minoranza. Che non significa che siano pochi, né tanto meno che siano trascurabili. Significa, piuttosto, che la credenza che un problema personale (di natura comportamentale, emotiva o, più genericamente, psicologica) possa essere risolto solo in tante sedute è, appunto, una credenza.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve,
Terapia a Seduta Singola
e Ipnosi

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BRIEF! Le domande sulla Terapia Breve… in video.

brief videoQuanto dura una Terapia Breve?
E perché si danno delle strategie tra un incontro e l’altro?
E cosa sono le “tecniche paradossali”?

Parte domani una nuova video-serie, che ho realizzato per rispondere alle F.A.Q. (le Frequently Asked Question, cioè le domande più frequenti poste su un certo argomento) e alle N.A.Q. (le Never Asked Question, cioè le domande mai poste – finora!) sulle Terapie Brevi.

Studiandole e praticandole da anni ho pensato che fosse davvero doveroso creare uno spazio in cui rispondere a una serie di dubbi e curiosità sulla psicoterapia e, in particolare, sul campo che conosco meglio, quello delle Terapie Brevi. E così è nata BRIEF!, che in inglese significa Breve!, rimandando al termine inglese per distinguere queste terapie (dette, appunto, brief therapiesbrief psychotherapies).

I video sono home made (che è un modo sofisticato per dire che di Terapie Brevi me ne intendo, ma di videomaking neanche un po’), quindi spero che sarai clemente con me nel giudicarne la forma. Magari se ti piacciono puoi farmelo sapere: mi motiverai molto a realizzarne di più sofisticati.

Il primo video esce domani, e per i prossimi venerdì, alle 13:30, ne troverai sempre uno nuovo, sia qui che sulla mia Pagina Facebook. Aspetto i tuoi commenti, mi raccomando.

Flavio Cannistrà

Paure – (Un)Common Life #7

psicologo romaQualunque cosa farai, qualunque scelta, qualunque decisione, qualunque cambiamento, ti troverai sempre a dover affrontare le tue paure. Paura di non riuscire, paura di non sapere cosa accadrà, paura di non essere all’altezza.

Nell’ultimo capitolo della lunga intervista con Fabio parliamo proprio di questo, delle paure.
Ne ha avute anche lui, ne ha sempre, perché fanno parte di ogni sano processo di cambiamento.

Ed è incredibile come, con una semplicità estrema, Fabio ci fa capire perché non dobbiamo avere paura.
C’è una cosa, infatti, che nessuno ci toglierà mai.

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Di chi ti circondi? – (Un)Common Life #6

un common lifeSei consapevole di chi ti circondi?

Perché se vuoi avere successo, se anche vuoi solo crescere nella tua vita, o nel tuo lavoro, chi hai attorno sarà decisivo affinché ciò sia possibile – o, al contrario, nel limitare questa possibilità. Come disse Jim Rohn: “Sei la media delle 5 persone con cui passi la maggior parte del tempo”.

Siamo arrivati al penultimo appuntamento di (Un)Common life, in cui capiamo, da un lato, quanto sia importante circondarsi di persone che ci permettano di crescere e, dall’altro, quanto a volte quelle più intime e vicine a noi ci possano, involontariamente, limitare nel farlo. E tutto perché ci vogliono davvero bene.

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Gli altri non sono migliori di te – (Un)Common Life #5

psicoterapia roma“Puoi avere successo… o puoi imparare”. Questo detto riassume ciò che vedrai oggi in (Un)Common Life.

A volte ci auto-limitiamo, anzi, direi che lo facciamo spesso. Ci fermiamo a pensare che noi non siamo in grado, che non abbiamo le capacità, che gli altri sono migliori di noi… Ma non è così. Gli altri non hanno capacità speciali di cui noi non disponiamo. Non hanno un QI più alto del nostro. Non hanno risorse che a noi mancano.

«C’è chi ha più soldi di me!» è una prima obiezione che viene in mente.
Ma il fatto che tante persone, anche di successo oggi, siano partite dal niente, da un livello simile a quello che vivi tu attualmente, se non addirittura basso, sfortunato, rovinoso… e che ce l’abbiano fatta nonostante ciò – o, anzi, proprio grazie a ciò che hanno imparato dai momenti peggiori della loro vita -, ci fa capire che possiamo anche noi.

Che le risorse sono le nostre, quelle che abbiamo. E che gli altri non sono diversi o migliori di te.

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Sapersi riprendere dalle sconfitte – (Un)Common Life #4

psicoterapeuta bravo romaLa vita di Fabio non è stata tutta rose e fiori. La sua crescita personale, il successo che lo ha portato da lavapiatti a manager londinese, e poi da Londra fino a Dubai, è stata costellata di insuccessi.

Quando ha provato a diventare Area Manager la prima volta ha fallito. E dopo che si trasferì a Dubai, cambiando lavoro e lasciando tutto ciò che aveva costruito per 8 anni in Inghilterra, si rese conto di aver fatto un grande errore e che il nuovo lavoro non faceva per lui – ma ormai non poteva tornare indietro.

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