5 articoli per conoscersi meglio

psicologo bravo monterotondo

Ecco degli articoli per scoprire qualcosa di sé.

L’intento di questo blog è soprattutto quello di essere uno spazio online di self-help, che insegna sia principi che strategie pratiche derivate dalle Terapie Brevi, per aiutare a risolvere i propri problemi e a migliorarsi.

Ma ogni tanto ci scappa un articolo dedicato a svelare alcuni modi di conoscersi. Non sono così frequenti perché, personalmente, ho sposato un modello di visione delle cose che, più che cercare di elaborare questa o quella teoria su come funziona l’uomo, si orienta a come aiutarlo nei fatti – d’altronde il mio lavoro è quello di aiutare la persona a uscire da un problema, non a etichettarsi secondo le definizioni di questo o di quell’autore, o della moda clinica del momento.

Tuttavia, gettare di tanto in tanto uno sguardo su alcune descrizioni che sono state date ai comportamenti e agli atteggiamenti dell’uomo non fa male, e può essere anche divertente.

Ecco allora alcuni articoli che parlano proprio di questo.

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Persecutore, Salvatore, Vittima: tu cosa sei?

psicologo bravo monterotondo

In che ruolo sei?

Ti sei mai “incastrato” in dei ruoli, in particolare nel tuo modo di rapportarti con gli altri?

Non amo molto le tipologie psicologiche. Le ritengo più adatte a un’altra fase degli studi in psicologia, in cui si cercava di identificare dei “tipi” in cui incasellare le persone.

Tuttavia vanno ancora molto di moda, perché danno l’illusione di poter capire meglio chi siamo e chi ci circonda: sei un “narcisista” o un “istrionico”? Un “estroverso” o un “introverso”? Sei “anale” o “orale”?

Tuttavia, non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca: le tipologie possono essere come delle stelle, che ci danno la direzione seppure non vengono mai raggiunte. E oggi ne volevo vedere 3, elaborate anni fa da Stephen Karpman e riprese da diverse altre teorie psicologiche.

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E’ tutta colpa delle mamme? – Brief! #7

psicologo bravo romaÈ vero che l’origine dei nostri problemi dipende dal rapporto con la figura materna?

Questa era una teoria molto in voga nella prima metà del ‘900, con un picco di studi attorno alla metà del secolo, che portò anche alla teoria della “madre schizofrenogena” elaborata da Freida Fromm-Reichman.

Secondo questa teoria, una madre fredda, egoista, ostile, chiusa alla comunicazione con il bambino, e fortemente manipolatrice, era l’origine della schizofrenia nel figlio.

Sicuramente una madre così (per quante ce ne possano essere!) bene non fa, ma possiamo dire che questo tipo di madre, e in generale il rapporto madre-figlio, sia la causa della schizofrenia o anche solo dei problemi del proprio figlio?
Nel video di oggi parlerò proprio di questo.

Nota: nel video uso il termine “madre schizofrenogenica”… mi sono sbagliato! Chiedo venia :) Il termine corretto è “madre schizofrenogena”.

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Terapia Breve per l’anoressia: rompere l’armatura

psicoterapia breve roma

Come superare l’anoressia con la psicoterapia breve?

L’anoressia è come un male che divora da dentro, consumando la persona, minandone le capacità. E il problema principale non è il non mangiare: il problema è la mente anoressizzante.

È uno dei problemi psicologici più temuti, perché può portare facilmente alla morte: si stima che 1 anoressica su 10 morirà entro dieci anni dall’esordio del problema; 2 su 20 entro i vent’anni. E l’anoressia, insieme alla bulimia, è la prima causa di morte delle ragazze italiane tra i 12 e i 25 anni. E sta aumentando anche tra i ragazzi.

È possibile liberarsene con la terapia breve?

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Libri di Terapia Breve: Terapie non comuni

psicoterapia breve roma

Vuoi leggere questo libro? Clicca sulla copertina.

Titolo: Terapie non comuni
Autore: Jay Haley
Editore: Astrolabio
Voto: stellastellastellastellastella

 

Ecco, penso che questo sia il libro che mi ha convinto definitivamente a praticare le terapie brevi.

E penso che sia una lettura piacevole e incredibile per chiunque voglia capire le possibilità di queste forme di terapie, capaci di aiutare le persone a produrre grandi cambiamenti in poche sedute.

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Perché avere tanti interessi non è un limite

psicoterapeuta roma

Un video che spiega perché avere tanti interessi non è un limite.
(Foto di Freepik)

«Chiedetevi dove avete imparato a considerare negativa o anormale la capacità di fare molte cose.»

Questa la frase chiave che sintetizza l’intervento di Emilie Wapnick.

Emilie, “un combinazione tra un’artista, un’imprenditrice, una scrittrice, un’oratrice e una coach”, ha parlato recentemente in un TED Talk, a proposito di quelle persone che, anziché specializzarsi in un singolo settore, possiedono tanti e diversi interessi, e ha spiegato perché questo non sia affatto un limite.

Lungi da lei voler identificarle in un’univoca etichetta – grazie a Dio – ha dato un nome preciso a queste persone: multipotenziali.

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I momenti di crisi: quando arrivano e come superarli

psicoterapeuta romaTi sei mai chiesto, di fronte a un grande problema personale, o a una lunga serie di difficoltà, come mai tutto ciò ti stia capitando proprio ora?

Una delle domande che in terapia breve viene posta quasi in ogni volta prima seduta è: “Perché proprio ora? Cos’è successo? Cos’è cambiato? Cosa significa questo particolare periodo?”.

A volte è una domanda diretta, altre viene presa più alla larga, ma in ogni caso serve uno scopo preciso: identificare se attualmente ti trovi a vivere un momento critico del tuo ciclo di vita.
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I limiti della mente

Psicologo monterotondo

Credere a un limite lo rende reale.

Ne avevo parlato tempo fa, quando scrissi È tutto uno state of mind. Ora ribadisco il concetto: i limiti maggiori sono nella mente.

Questo video è un’altra dimostrazione.

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Inside-out e le 4 (non 5) emozioni di base

psicoterapeuta roma

Inside Out è il nuovo, bellissimo, film animato della Disney, dove i protagonisti sono le quatt… pardon, cinque emozioni di base.

No, non ho sbagliato: quattro emozioni, non cinque.

Lo so, ahimé, mio malgrado ho dovuto far fuori uno dei simpaticissimi personaggi di Inside Out, ma la ragione, come vi presenterò, è più che motivata.

Tuttavia, per non rientrare tra i criticoni di quello che è uno dei migliori film di animazione di sempre, posso dirvi che seppure le emozioni base che vi riporto sono quattro Inside Out ha comunque ragione.

Com’è possibile?
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