5 articoli per conoscersi meglio

psicologo bravo monterotondo

Ecco degli articoli per scoprire qualcosa di sé.

L’intento di questo blog è soprattutto quello di essere uno spazio online di self-help, che insegna sia principi che strategie pratiche derivate dalle Terapie Brevi, per aiutare a risolvere i propri problemi e a migliorarsi.

Ma ogni tanto ci scappa un articolo dedicato a svelare alcuni modi di conoscersi. Non sono così frequenti perché, personalmente, ho sposato un modello di visione delle cose che, più che cercare di elaborare questa o quella teoria su come funziona l’uomo, si orienta a come aiutarlo nei fatti – d’altronde il mio lavoro è quello di aiutare la persona a uscire da un problema, non a etichettarsi secondo le definizioni di questo o di quell’autore, o della moda clinica del momento.

Tuttavia, gettare di tanto in tanto uno sguardo su alcune descrizioni che sono state date ai comportamenti e agli atteggiamenti dell’uomo non fa male, e può essere anche divertente.

Ecco allora alcuni articoli che parlano proprio di questo.

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Persecutore, Salvatore, Vittima: tu cosa sei?

psicologo bravo monterotondo

In che ruolo sei?

Ti sei mai “incastrato” in dei ruoli, in particolare nel tuo modo di rapportarti con gli altri?

Non amo molto le tipologie psicologiche. Le ritengo più adatte a un’altra fase degli studi in psicologia, in cui si cercava di identificare dei “tipi” in cui incasellare le persone.

Tuttavia vanno ancora molto di moda, perché danno l’illusione di poter capire meglio chi siamo e chi ci circonda: sei un “narcisista” o un “istrionico”? Un “estroverso” o un “introverso”? Sei “anale” o “orale”?

Tuttavia, non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca: le tipologie possono essere come delle stelle, che ci danno la direzione seppure non vengono mai raggiunte. E oggi ne volevo vedere 3, elaborate anni fa da Stephen Karpman e riprese da diverse altre teorie psicologiche.

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“Perché mi capita sempre la stessa cosa?” Le tentate soluzioni disfunzionali

psicologo bravo roma

Cosa sono le tentante soluzioni disfunzionali?

“Perché finisco in rimuginii continui e implacabili?”
“Perché le mie relazioni finiscono sempre male?”
“Perché sono imprigionato da anni in questa gabbia di tristezza e pessimismo?”

Ti chiedi mai qualcosa di simile? O qualcos’altro, come: “Perché quando vado a dare gli esami/quando devo parlare in pubblico mi agito sempre?” o “Perché sono sempre convinto che qualunque segnale del mio corpo sia il preludio a una grave malattia?”.

Insomma, perché ti capita sempre la stessa cosa, in un certo ambito della tua vita (ad esempio l’ambito relazionale, quello lavorativo, o quello più personale e soggettivo), o più di uno?

Le teorie psicologiche al riguardo si sprecano, e non cercherò certo di fare una sintesi. Ti dirò piuttosto come lavoro io, cioè a quale di queste teorie faccio riferimento. Una teoria molto pragmatica e concreta, che più che indagare sulle presunte cause passate, si concentra su “perché ancora oggi ti succede questo” e su come interrompere questo meccanismo.

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2 tecniche per uscire da una storia finita male

psicologo bravo roma

2 tecniche per andare oltre la fine di una storia d’amore.

Non ci piace, ma a volte la realtà è questa: è finita. E ora la domanda successiva è: vuoi continuare a stare male o vuoi rimettere te stesso, la tua persona, al centro del tuo mondo?

Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Lo hanno detto in molti, in molti modi diversi, ed è assolutamente vero. Spesso molti problemi trattati in Terapia Breve hanno all’origine del loro mantenimento (cioè del fatto che continuano a essere vivi e presenti) proprio questa realtà meccanica: si stanno continuando a fare incessantemente le stesse cose – cose piccole, apparentemente insignificanti, ma in realtà insidiose.

E allora stop. Vediamo due tecniche, veloci, per uscire da una storia finita male.

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Come ricominciare dopo una storia finita

psicologo monterotondo

Come ricominciare una nuova vita

Lui o lei ti ha lasciato. E adesso? Come fare a vivere, a colmare quel vuoto, a creare un nuovo progetto, un nuovo futuro?

Questo è un problema comune, che riguarda molti, forse tutti: riuscire ad andare avanti quando una storia è finita.

Alcuni ci riescono senza problemi.
Altri hanno qualche difficoltà a partire.
Altri ancora pensano di non riuscire a farcela.

Come fare a recidere quel cordone ombelicale, perlomeno quanto basta per tornare a vivere la tua vita?
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Come imparare a dire di no

psicoterapeuta monterotondo

Perché dire di no è così difficile? E si può imparare a dire di no?

Ti possono chiedere anche un polmone, ma tu hai sempre lo stesso problema: non riesci a dire di no.

Al di là di scherzi e battute, riuscire a dire un chiaro “No” è un problema comune.

Sindrome del San Bernardo, della Crocerossina, del Salvatore… le sfumature sono tante, ma in comune hanno sempre quell’elemento: la quasi totale impossibilità nel riuscire a dire di no.

E se ti dicessi che puoi imparare rapidamente a farlo?
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Recensione: stili nevrotici

psicologo roma

Ti interessa questo libro? Clicca sulla copertina!

Titolo: Stili nevrotici
Autore: David Shapiro
Editore: Astrolabio
Anno: 1965
Voto: stellastellastellastella
Difficoltà: bollinogiallo

 

Chi è l’ossessivo?
Come si comporta un paranoico?
Cosa fa tipicamente un isterico?
E la persona impulsiva?

Questo libro è probabilmente un must have per chi vuole capire comportamenti, modi di pensare e modalità di relazionarsi di quattro grandi categorie di personalità patologica: quella ossessiva, quella paranoide, quella isterica e quella impulsiva.

David Shapiro scrisse un libro di grande valore, che ancora oggi è un pratico riferimento per comprendere meglio certi aspetti della natura umana.

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Farsi troppi selfie è un disturbo mentale?

Psicologo psicoterapeuta

Farsi i selfie può essere un problema per l’uomo?

La risposta è “No”.
Mi piacerebbe chiudere l’articolo qui, anzi mi piacerebbe che domande simili potessero essere chiuse da risposte così lapidarie.

E invece la diffusione mediatica di domande simili è tale che spesso occorre più di un “Sì” o un “No”, perché il disastro è dietro le porte.
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