Libri di Terapia Breve: Il tocco, il rimedio, la parola

Ti interessa il libro? Clicca sull’immagine.

Titolo: Il tocco, il rimedio, la parola. La comunicazione tra medico e paziente come strumento terapeutico
Autore: Roberta Milanese & Simona Milanese
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastella

 

 

Questo libro è un’affascinante e accessibile introduzione al “potere” dell’effetto placebo (e non solo) e, più in generale, di come esso agisca tra professionista e paziente.

Roberta e Simona sono due sorelle, psicologa una e medico l’altra. La prima ha una lunga esperienza nella psicoterapia, nel problem solving e nel coaching. L’altra, un’altrettanto lunga esperienza nella medicina oncologica.

E cosa possono scrivere insieme?

Un libro sul potere del gesto e della parola nel curare – o far ammalare – le persone. Vediamolo meglio.

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Come imparare a dire di no

psicoterapeuta monterotondo

Perché dire di no è così difficile? E si può imparare a dire di no?

Ti possono chiedere anche un polmone, ma tu hai sempre lo stesso problema: non riesci a dire di no.

Al di là di scherzi e battute, riuscire a dire un chiaro “No” è un problema comune.

Sindrome del San Bernardo, della Crocerossina, del Salvatore… le sfumature sono tante, ma in comune hanno sempre quell’elemento: la quasi totale impossibilità nel riuscire a dire di no.

E se ti dicessi che puoi imparare rapidamente a farlo?
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L’arte di comunicare senza parole

psicoterapeuta monterotondo

Come comunicare con il linguaggio del corpo

«Quando un gattino, verso l’ora di pranzo, comincia a strusciarsi, a fare le fusa e a miagolare insistentemente, non ti sta dicendo: “Dammi i croccantini”, sta dicendo “Fammi da mamma”.»

Con questa frase comincia un mio nuovo articolo per Psicologia24, il portale italiano di psicologia e neuroscienze per il quale tengo la rubrica “L’arte della comunicazione”. E in questo articolo si parla di un argomento che da sempre affascina molti: la comunicazione non verbale.

Gli argomenti di cui parlo sono diversi.
Ad esempio, sai che un economista italiano mise in crisi uno dei più grandi filosofi del ‘900 proprio chiedendogli il significato di un gesto del corpo?
E che tendiamo a votare i politici con voce più grave, piuttosto che quelli con voce più acuta?

Se vuoi leggere il mio articolo sulla comunicazione non verbale clicca qui.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Non devi essere speciale per arrivare dove vuoi

psicologo roma

Uno stencil di Bansky.

Perché pensiamo di non essere in grado di farcela? Di non essere “abbastanza”?

Il 2 dicembre ero a Milano, a tenere una lezione per il Master di Fondazione Fiera: un’altra parte del mio lavoro infatti è rivolta a imprenditori e professionisti, con cui collaboro per aiutarli a innovare la loro attività (assieme alla fantastica azienda di business design Beople).

Dopo la pausa pranzo chiedo alle ragazze e ai ragazzi se ci sono domande.

«È difficile» mi dice una.
«Cosa?» chiedo.
«Tutto. Tutto questo. Cioè, non la tua lezione, ma… tutto questo. Il lavoro, le aspettative, riuscire a farcela. Mi sembra così difficile». In queste parole c’è quell’imbarazzo di chi sa che non dovrebbe arrendersi, eppure vede la cima così dannatamente alta.

Getto una rapida occhiata alla classe: chi distoglie lo sguardo, chi si morde un labbro, chi sospira.
Allora mi appoggio alla scrivania.

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Quando tutti e due i partner (in conflitto) hanno ragione

psicologo monterotondo

Spesso le coppie litigano per problemi di… punteggiatura!

È possibile che due persone in conflitto abbiano entrambe ragione? Soprattutto: è possibile che nelle coppie abbiano ragione contemporaneamente tutti e due? Sì, se c’è un problema di… punteggiatura.

Parlo di questa particolare, ma comune, difficoltà comunicativa nel mio nuovo articolo su Psicologia24, il portale italiano di psicologia e neuroscienze.

Potete leggere l’articolo qui.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

L’arte della comunicazione, su Psicologia 24

psicoterapeuta roma

Il logo del nuovo portale “Psicologia 24”.

Piccolo spazio per una grande notizia.

Da qualche tempo ormai sto collaborando con Psicologia 24, un nuovo portale ideato dal gruppo editoriale Galton e dedicato a una divulgazione rigorosa, ma facilmente accessibile, sui temi della psicologia e delle neuroscienze. Il progetto è ambizioso, ma ha già ottenuto un mastodontico pollice-in-su dalla comunità: oltre 20’000 followers sulla pagina Facebook in poco più di due mesi e migliaia di visite mensili in continuo aumento.

Wow… Ora che ci rifletto, sapere che una parte di quei n-mila leggono i miei articoli mi rende un po’ nervoso :)

La mia rubrica si chiama L’arte della comunicazione, la trovate nel menù di destra ed è uno spazio in cui si parla, ogni mese, di comunicazione efficace. Attualmente sto scrivendo articoli centrati sulle basi della pragmatica della comunicazione, cioè sugli effetti che la comunicazione produce sul comportamento umano.

Quindi ai miei articoli su come darsi una mano con la psicologia, pubblicati su queste pagine virtuali, si aggiungono quelli dedicati specificatamente alla comunicazione, ogni mese su Psicologia 24.

Buona lettura :)
Flavio Cannistrà

4 articoli (+1) per capire e risolvere i problemi di coppia

terapia di coppia monterotondo

4 articoli (e un ebook) per chi ha problemi di coppia

Come funzionano le coppie?

La risposta non è semplice. Quando in studio ho delle coppie tengo conto di avere due mondi diversi, che per qualche ragione non riescono più a comunicare e a interagire bene come prima, e so che il mio compito sarà, almeno in parte, guidarli a risanare i ponti comunicativi tra loro due.

Oggi allora volevo proprio parlare di problemi di coppia, e volevo farlo in un modo particolare: suggerendovi 4 articoli che ho scritto sull’argomento e che penso possano tornarvi utili. E, alla fine, darvi una cosa in più.
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Paul Watzlawick: quando la soluzione è il problema

Terapia Breve Strategica Roma

Paul Watzlawick

Paul Watzlawick è stato un grande comunicatore, un grande terapeuta e, a detta di tutti, un grande uomo.

A lui vanno diversi meriti, primo tra tutti quello di aver saputo condensare un enorme campo di studi (quello sugli effetti che la comunicazione umana ha sul comportamento) senza sminuirne minimamente il valore, anzi, organizzandolo, sistematizzandolo e rendendolo disponibile a tutti, in primis agli studiosi stessi, che spesso citano proprio le sue opere (in particolare la monumentale Pragmatica della comunicazione umana) più che quelle, spesso meno digeribili (seppur altrettanto belle) degli autori che lui riporta.

In questo video, del 1987, tiene un breve intervento dal titolo When the solution is the problem. Con il suo stile inconfondibile Watzlawick illustra come i paradossi s’introducano nella nostra vita quotidiana, al punto che spesso ciò che facciamo per risolvere un problema finisce per mantenerlo o per trasformarsi in un problema ancora peggiore.

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La morte sospesa, ovvero: avere il giusto atteggiamento mentale

Psicoterapeuta Roma

La storia di Joe Simpson, alpinista sopravvissuto all’incredibile, è una storia sulla forza del giusto atteggiamento mentale

Joe Simpson si sente spacciato.

È un alpinista esperto, ma la sua situazione è tragica. Lui e il suo compagno Simon Yates stavano scalando una parete delle Ande peruviane quando Joe è scivolato fratturandosi il ginocchio. Non potevano fare altro che tornare indietro.

Ma a quel punto l’incidente: la parete da cui scendevano si fa sempre più ripida, poi si apre sotto di loro e Joe precipita nel vuoto. La corda che lo lega a Simon lo salva, ma Joe sbatte la testa e sviene, oscillando nel vuoto, appeso al compagno.

Simon, diversi metri sopra di lui, tenta di tirarlo su, di chiamarlo, di avere un cenno da lui. Niente. Non riesce nemmeno a vederlo. Dopo un’ora e mezza di strenui tentativi, si staglia di fronte a lui con prepotenza l’unico pensiero che cercava di scacciare: Joe è morto. E ora Simon ha una scelta obbligata: o taglia la corda, o morirà congelato anche lui. E alla fine, riluttante, taglia la corda.

Solo che Joe non è morto.
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