Scrivi di te: come migliorarsi scrivendo 5 minuti al giorno

psicologo bravo roma

La scrittura terapeutica.

Anche se non ti piace scrivere dovresti leggere questo articolo.

Non solo perché scrivere un diario ha un pazzesco potere (ok, “potere” e “pazzesco” sono due parole insopportabili, belle solo per l’allitterazione che producono: Pazzesco Potere).

Non solo perché è vero, dato che la scienza lo dimostra.

Ma perché anche se non ti piace scrivere, puoi farlo per appena 5 minuti, e limitandoti a una “lista della spesa”, un elenco, per ottenere già dei risultati.

In Terapia Breve non è raro usare la scrittura in modi molto mirati e strategici: nessun buon terapeuta breve ti chiederebbe di “scrivere un diario” an passant, perché “è carino” farlo. Lo inserirebbe in una strategia specifica (e non sempre, ovviamente: per alcuni problemi non c’è scrittura che tenga).

Questo perché, appunto, scrivere fa bene, in molti modi. Ma perché? E come puoi usarlo per te stesso?

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Deve venire in terapia tutta la famiglia? – Brief! #8

terapia breveQuando scegli di fare psicoterapia breve, devi andare con tutta la famiglia?

Alcune terapie vedono quasi obbligatoriamente tutti i membri della famiglia, altri no, altri solo alcuni.
Ma in psicoterapia breve come funziona?

Generalmente non si vede tutta la famiglia, benché questo non va escluso a priori: ci sono situazioni in cui può essere necessario chiamare anche altri membri della famiglia.

Nel video di oggi parlo proprio di questo.

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Bisogna esplorare l’inconscio per risolvere i propri problemi? – Brief! #6

bravo psicoterapeuta monterotondoDevi “esplorare l’inconscio” per risolvere un problema? Beh… in realtà, no.

L’esplorazione dell’inconscio, cioè l’indagine di tutta una serie di cose appartenenti al tuo mondo psichico e di cui non sei direttamente consapevole, venne eletto come procedimento psicoterapeutico principale all’inizio del ‘900, da Sigmund Freud.

Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e in realtà già i primi seguaci di Freud misero in discussione il fatto che potesse essere l’unico o il principale metodo per aiutare le persone a stare meglio.

Esplorare l’inconscio magari è molto affascinante, ma spesso non è il modo migliore per risolvere un problema, soprattutto se lo si vuole fare in tempi brevi. Esistono tecniche e metodi che oggi sono considerati più efficaci, cioè capaci di dare risultati migliori e in tempi più rapidi, e sono utilizzati in gran parte delle Terapie Brevi.

In questo video aiuto a comprendere meglio perché la maggior parte delle volte non è necessario esplorare l’inconscio per risolvere i problemi.

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Le tecniche paradossali in Terapia Breve – Brief! #5

psicoterapeuta bravo romaCome è possibile ottenere un risultato in poco tempo? Uno dei modi usati nelle Terapie Brevi sono le “tecniche paradossali”.

Niente di strano o pericoloso, anzi: gli studi sistematici sono iniziati negli anni ’50, ma si tratta di tecniche utilizzate fin dai primi del ‘900 (Alfred Adler, pupillo di Freud – benché si distaccò dal maestro – fu forse il primo a utilizzarle in psicoterapia) e che a un secolo di distanza vantano un considerevole sostegno dalla ricerca scientifica.

Il principio è quello di mettere il sintomo sotto il controllo della persona. Si tratta di una tecnica incredibilmente efficace, usata in una grande varietà di problemi (ansia, depressione, anoressia, persino certe forme di presunte psicosi), che rende controllabile – e quindi eliminabile – l’incontrollabile.

E se da un lato ci sono le tecniche (terapeutiche) paradossali, dall’altro ci sono comportamenti paradossali che mettiamo in atto ogni giorno senza rendercene conto, e che possono invece causare dei problemi – persino arrivare a provocare dei disturbi.

In questo video cerco di fare una veloce panoramica sia di come i paradossi possano creare problemi, sia di come funzionano le positive tecniche psicoterapeutiche paradossali.

 

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Quanto dura una Terapia Breve? – Brief! #4

Ma quanto può durare una Terapia Breve? 20 sedute? 10 sedute? Meno?

Come detto nel primo video (È possibile risolvere i problemi in tempi brevi?), verso gli anni ’50 (e con maggior vigore nei decenni successivi) diversi studiosi in tutto il mondo cominciarono a domandarsi come abbreviare la durata della psicoterapia, che spesso all’epoca era molto lunga.

Nacquero così diverse forme di Terapia Breve.

Ma in media, quanto durano le Terapie Brevi?


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Libri di Terapia Breve: Il tocco, il rimedio, la parola

Ti interessa il libro? Clicca sull’immagine.

Titolo: Il tocco, il rimedio, la parola. La comunicazione tra medico e paziente come strumento terapeutico
Autore: Roberta Milanese & Simona Milanese
Editore: Ponte alle Grazie
Voto: stellastellastellastella

 

 

Questo libro è un’affascinante e accessibile introduzione al “potere” dell’effetto placebo (e non solo) e, più in generale, di come esso agisca tra professionista e paziente.

Roberta e Simona sono due sorelle, psicologa una e medico l’altra. La prima ha una lunga esperienza nella psicoterapia, nel problem solving e nel coaching. L’altra, un’altrettanto lunga esperienza nella medicina oncologica.

E cosa possono scrivere insieme?

Un libro sul potere del gesto e della parola nel curare – o far ammalare – le persone. Vediamolo meglio.

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Bisogna esplorare il passato per risolvere un problema? – Brief! #2

È vero che per risolvere un problema psicologico bisogna andare nel passato, scavare nell’inconscio, trovare conflitti irrisolti?

Spesso si pensa che “andare dallo psicologo” equivalga più o meno a questo: mi sdraio sul lettino e comincio a parlare del mio passato, da quando andavo all’asilo a oggi, mentre lo psicologo dietro di me appunta su un taccuino tutti i simboli di quello che dico, riconducendo ogni mio racconto a un presunto rapporto morboso con mia madre.

Solo quando avrò raccontato in ogni minimo dettaglio il mio passato emergerà, anni dopo, un pensiero, un’emozione, un “qualcosa” che scioglierà un profondo nodo conflittuale di cui non ero a conoscenza ma che, in effetti, era del tutto riconducibile a mia madre.

Beh, come fantasia non è male ma… in realtà è un po’ più semplice di così.

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