La Terapia Breve per la bulimia

psicoterapeuta bravo Monterotondo

Bulimia: sintomi e cure

Nessuno ti vede. Vai in cucina. Apri la credenza. E cominci.

La bulimia è quella brama irresistibile, che avvinghia e stringe, e che ti porta a divorare una gran quantità di cibo in una volta sola, senza nemmeno gustarlo.

C’è un errore, in realtà, nella parola “bulimia”: significa “fame da bue”, ma chi la subisce non ingurgita cibo per fame. Lo fa perché vive un desiderio inarrestabile.

Si può guarire dalla bulimia?
Sì, e anche in tempi brevi.

Sintomi della bulimia

Ci sono tanti siti che parlano dei sintomi della bulimia, quindi cercherò di essere breve.
Solitamente le caratteristiche chiave sono:

  1. Abbuffate ricorrenti: cioè mangiare, in un periodo relativamente breve (1-2 ore, ma è soggettivo), una enorme quantità di cibo, smisurata rispetto a quella che normalmente le persone mangiano in quel lasso di tempo. In più si perde il controllo, si sente che è impossibile resistere, come una tentazione fortissima, violenta quasi, a dover mangiare.
  2. Comportamenti compensatori: cioè che compensano l’abbuffata, come il vomito, l’uso di lassativi o diuretici, il digiuno o l’esercizio fisico.
  3. Continuità: ci possono essere momenti o anche periodi in cui ci abbuffiamo, anche in maniera smodata. Il suggerimento è di capire cosa non va in quel periodo e magari chiedere consiglio a uno psicologo (anche per un solo incontro, come spiego qui). Però, di base, per parlare di bulimia solitamente le abbuffate devono avvenire almeno una volta a settimana, per un periodo di tre mesi.

Capisci che questi parametri, l’ultimo soprattutto, sono molto soggettivi. Servono più che altro ai clinici, per avere un’idea del problema, della sua intensità e complessità.

Danni collaterali

Il problema della bulimia è, soprattutto che può portare con sé una serie di effetti collaterali problematici.
Tra quelli fisici abbiamo:

  • reflusso gastrico cronico
  • disidratazione, ipopotassiemia e squilibrio elettrolitico: questo soprattutto se alla bulimia si associa il vomito frequente, che porta a perdere tutta una serie di sostanze chiave; alla lunga questi problemi possono condurre anche ad arresto cardiaco e morte
  • infiammazioni e lesioni dell’esofago, erosione dei denti e/o del loro smalto (sempre per via del vomito)

 

Ma ci sono poi anche una serie di problemi psicologici, tra cui:

  • senso di colpa, di inadeguatezza, o vergogna
  • ridotta autostima
  • sintomi depressivi
  • sintomi ansiosi

Insomma, è un problema che cova al suo interno altri problemi. E prima lo si affronta, prima lo risolviamo.

Cosa puoi iniziare a fare?

Ci sono alcune cose che puoi fare se soffri per comportamenti bulimici. Ci tengo a dirti che si tratta di un problema complesso, il che non significa che ci voglia necessariamente tanto tempo per risolverlo (vedi più in basso), però può essere più difficile farlo da soli. Eppure alcuni suggerimenti possono essere utili. Vediamone 3:

  1. Tieni un diario delle emozioni: ogni giorno, magari la sera, sul letto, prima di andare a dormire, tieni un diario delle emozioni. Poggia la penna sul foglio e scrivi tutto ciò che ti viene in mente. Spesso chi soffre per questo problema ha una vita emotiva ricca e frastagliata al contempo, e il comportamento bulimico ne è una conseguenza. Gettare su carta le proprie emozioni lo aiuta ad avere un sollievo impagabile, che può avere effetti anche molto positivi.
  2. Identifica ciò che non funziona: ogni mattina, per cinque minuti, pensa a questa cosa un po’ particolare: “Se io volessi peggiorare il mio problema, anziché migliorarlo, cosa dovrei fare o non fare?”. Butta giù una lista di tutti quei comportamenti e pensieri che non ti aiuterebbero, e poi lasciala lì, semplicemente. La mattina dopo di nuovo, ripensa la stessa frase, e butta giù di nuovo la lista. Mi raccomando: ogni mattina potresti pensare le stesse cose, o potrebbero venirtene in mente di nuove: l’importante è che butti giù la lista ogni volta. Questo compito è davvero utile per fissare nella mente i comportamenti che non ti aiutano – anzi – e per renderli meno frequenti.
  3. Datti un intervallo: quando hai una crisi e senti che stai per esplodere, datti un intervallo prima di farlo. Non dico di non farlo, ma di darti un breve intervallo, anche solo di 10 minuti, in cui puoi fare qualunque cosa: scrivi nel diario delle emozioni se vuoi, oppure guardati un video su YouTube, o chiama un’amica, o qualunque altra cosa. Inizia, cioè, a inserire una piccola dissonanza nel tuo rito: spesso l’intervallo, dopo un po’ che lo fai, comincia a crescere spontaneamente e a volte potresti non sentire più il bisogno dell’abbuffata.
Cibodipendenti. La bulimia vissuta e sconfitta

Ti interessa il libro? Clicca sull’immagine.

Sebbene possa essere una sfida, il mio suggerimento è di applicare queste tecniche con assiduità: è solo così che si iniziano a vedere i risultati. Insieme, si può unire un libro giudicato da molti interessante: Cibodipendenti. La bulimia vissuta e sconfitta. È scritto da Catherine Hervais, una psicoterapeuta che… ha sofferto di bulimia! Non è propriamente un libro di self-help, ma è interessante vedere il punto di vista decisamente interno di un terapeuta che ha provato sulla propria pelle, e con il proprio stomaco, questo problema.

E se queste tecniche da sole non bastassero?

Psicoterapia della bulimia

Gli studi a sostegno della psicoterapia per le persone bulimiche sono ormai tanti: la terapia psicologica è senz’altro la forma di cura elettiva, poiché consente di andare a lavorare su comportamenti e percezioni che non funzionano. Non è tanto necessario andare sulle cause passate, quanto su ciò che mantiene il problema oggi. E la Terapia Breve ha dato degli ottimi risultati in tal senso, aiutando anche in poche sedute le persone.

Il lavoro solitamente va a gestire sia le emozioni, che i comportamenti. Diventa infatti importante riuscire a essere in grado di capire, toccare e vivere con positività la ricchezza del proprio mondo emotivo: trasformarlo da un minestrone, a una bella tavola apparecchiata, se mi passi l’analogia. E naturalmente non vanno dimenticati i comportamenti. Uno dei vantaggi delle Terapie Brevi è che danno quasi sempre delle strategie pratiche da applicare tra una seduta e l’altra, in modo da ridurre l’impulsività dei comportamenti bulimici, fino a farli scomparire.

Infine può essere un bene scegliere uno psicoterapeuta che collabori con un medico dietologo o un biologo nutrizionista, perché in certi casi (non tutti) può essere molto utile appoggiarsi anche a queste due figure – e se a consigliartele è il tuo psicologo puoi trarne un vantaggio ulteriore.

Insomma, dalla bulimia nervosa se ne esce. Può essere un percorso intenso, non necessariamente lungo, ma che di sicuro vede una fine in fondo al… piatto.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve,
Terapia a Seduta Singola
e Ipnosi

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