Aerofobia: tornare a prendere l’aereo

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Superare la paura di volare

Paura di volare? E se ti dicessi che a) sei in grande compagnia e b) si può superare in tempi brevi?

Tra il 2 e il 3% delle persone soffrono di aerofobia, la paura di prendere l’aereo. Significa che se pensi a cento persone che conosci, almeno 2-3 di queste avranno paura di volare. Anzi, avranno una fobia di volare: significa che salire su un aereo per farsi un bel viaggio gli risulterà assolutamente impossibile.

Capiamo meglio come funziona il problema e cosa puoi iniziare a fare per superare la paura di volare.

Dalla paura alla fobia dell’aereo

Innanzitutto chiariamo una cosa: c’è paura e paura.
La paura è, di base, un’emozione fondamentale. Fai bene ad averla, perché senza saresti privo di quella sentinella che ti avvisa quando qualcosa non va.
Diversa cosa, però, è se la paura si trasforma in fobia: significa che è cresciuta talmente tanto da renderti la vita, o una parte di essa, invalidante.

Per dire: tutti possiamo avere paura dei serpenti. Insomma, mi ricordo che una volta, in campeggio, mi affacciai dalla tenda e vidi un serpente schizzare verso di me. Probabilmente era più spaventato del sottoscritto e, preso alla sprovvista, aveva solo cercato un posto per nascondersi (tra me e lui c’era un risvolto della tenda sotto cui infilarsi), ma io feci un salto all’indietro, spaventato dall’incontro imprevisto.
Questo tipo di paura (la mia, o quella del serpente anche) è normale e fisiologica.

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Ci sono paure e paure, a seconda dell’intensità

Immagina che la paura può passare da un livello 0, assente, da totale temerario – o incosciente, a seconda di come la vedi -, a un livello 10, da fobia pura e invalidante.
In mezzo, poi, ci sono tutte le sfumature. Potremmo pensare che un’aerofobia a 10 impedisca alla persona di prendere l’aereo sempre e comunque, in qualunque circostanza, e che se ci salisse perché costretta sarebbe preda di attacchi di panico e terrore di schiantarsi per tutta la durata del viaggio. Invece un’aerofobia a 5 potrebbe essere quella tipica di chi, quando può, evita di prendere l’aereo, magari usando il treno o altri mezzi, ma che riuscirebbe anche a prenderlo se costretto, magari vivendo il viaggio in tensione e comunque sempre con un calmante a portata di mano. E un’aerofobia a 2 potrebbe essere quella di chi viaggia con qualche tensione, ma senza rinunciare mai a volare.

Insomma, c’è paura e paura. Questo per dire che, a mio parere, dire che il 2-3% di persone soffre di aerofobia significa che 2-3 persone su 100 hanno una paura di volare pari a 9-10. Poi ci sono tutti gli altri.

Superare la paura di volare: cosa non funziona

Le compagnie aeree fanno da tempo dei corsi (spesso gratuiti) per insegnare a superare la paura di volare.
Molto spesso sono corsi in cui vengono date una serie di spiegazioni logiche e razionali, insieme a tutta una serie di dati, del tipo:

  • ogni anno viaggiano circa 3 miliardi di persone, e di queste in media solo “solo” 200 sono morte in un incidente (c’era scritto proprio così su un articolo)
  • è più facile morire in automobile che su un aereo
  • le turbolenze non causano praticamente mai un incidente aereo (quelle più gravi sono rarissime, e il pilota può comunque cambiare altitudine)

Tutto molto interessante, ma non funziona un granché. 
Perché?
Ma è semplice, e mi sorprende che ancora non si sia capito.

Queste sono “informazioni” e possono, tutt’al più, aumentare la consapevolezza, colmare una lacuna, risolvere un dubbio. Voglio dire: se sei un selvaggio vissuto tutta la vita in una grotta senza contatto con altri esseri umani e, di punto in bianco, ti dicono di salire su un oggetto pesantissimo che, secondo loro (ma loro chi?), può librarsi in aria e portare te e altri tuoi duecento simili dall’altra parte della Terra (che, peraltro, hai appena scoperto essere tonda), allora forse avrai qualche comprensibile e razionale timore e le informazioni di cui sopra ti torneranno utili (tranne quella sull’automobile, perché ovviamente se sei un selvaggio vissuto tutto la vita in una grotta non sai cosa diamine sia).

Ma se, come posso immaginare grazie al mio grande spirito di osservazione (e al fatto che quasi sicuramente tu stai leggendo questo articolo dal tuo smartphone), tu hai già sentito parlare degli aerei e, ne sono convinto, sei salito almeno una volta su uno di essi, allora le spiegazioni razionali servono a poco. Non dico che non servono a niente, ma il loro effetto è piuttosto limitato.

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Perché?
Perché l’aerofobia non è una paura razionale.
Se vuoi qualche spiegazione sul piano cognitivo, prima di fare un corso ti consiglio qualcosa che quantomeno ti aiuti a comprendere dinamiche psicologiche ed emotive della paura connessa al volare. Un esempio è il libro della Feltrinelli Mai più paura di volare, che è molto semplice e pratico. Peraltro alcune persone che l’hanno letto lo hanno trovato di aiuto per superare la paura di volare. Magari potrebbe essere anche il tuo caso.

Tornare a prendere l’aereo: 3 semplici stratagemmi

Se devi prendere l’aereo, allora il consiglio è quello di rivolgerti a uno psicoterapeuta, l’esperto per eccellenza in fobie, e magari a uno che fa Terapia Breve. Questo perché la paura dell’aereo si vince davvero in poche mosse, con pochi incontri focalizzati sul problema (niente esplorazione dell’inconscio, niente traumi infantili, niente “Lei voleva sposare suo padre: per questo ha paura dell’aereo” – con tu che assumi un’espressione impassibile fingendo di aver colto l’ovvio collegamento che dovrebbe esserci tra tuo padre e un aereo).

Però, se devi prenderlo tra una settimana (o se comunque pensi di farcela a prenderlo da solo, ma vuoi ridurre un pochino l’ansia), prima dello psic puoi provare a fare 3 semplici cose:

  1. Smetti di parlarne: parlare di una paura la rende più reale. Smetti subito di parlare con gli amici, il partner o il cane di quanto hai paura dell’aereo: tutte le volte che lo fai aggiungi una goccia di aerofobia nel tuo vaso delle paure.

  2. Scrivi: non devi parlarne, ma puoi scriverne. Anzi, meglio se lo fai! Prenditi venti minuti al giorno, tutti i giorni (se non hai venti minuti al giorno per te, c’è un problema più importante della paura di volare – a meno che tu non sia un neo-genitore: in quel caso sei giustificata/o) e con carta e penna scrivi tutte le paure peggiori che ti vengono in mente mentre ti immagini di essere in volo: mi sento male, mi viene un attacco di panico, comincio a gridare, l’aereo trema, il pilota perde il controllo, il mio vicino russa per tutto il viaggio… Scrivile ogni giorno, però non come una lista della spesa (come ho appena fatto io), ma come un dialogo… con me. Ogni giorno ti metti lì e scrivi: “Caro Flavio, …” e vai giù di penna a descrivermi tutte le paure peggiori connesse all’aereo.

  3. Distraiti: il giorno della partenza dovrai diventare abile a distrarti. C’è un compito che do sempre a chi deve prendere l’aereo, utile a questo scopo. Mentre sei in fila per salire a bordo comincia a osservare tutte le persone attorno a te: dovrai notare ogni minimo segno rivelatore dell’ansia. Ognuno ha il suo modo personale di farlo: arricciarsi i capelli, mordersi le labbra, controllare costantemente l’ora, fare respiri profondi, grattarsi sempre in un punto, giocare con anelli o collane… Osserva, osservali tutti, e fai una lista mentale di ciò che vedi. Continua poi a farlo sopra l’aereo.

Facciamo una prova?

Vuoi fare una prova?
Se la tua paura non è troppo invalidante e pensi di poter provare da solo, applica le cose che ti ho detto e fai una prova: smetti di parlare, scrivi (almeno per una settimana completa prima del viaggio – ma più lo fai meglio è) e, il giorno della partenza, distraiti osservando i segni di ansia negli altri. Appena sarai arrivato a destinazione mi mandi una mail o un sms: trovi i miei contatti qui. Sono curioso di sapere come è andata.

Se invece la paura è troppo alta il mio consiglio è davvero quello di non aspettare oltre e di rivolgerti a uno psicoterapeuta, possibilmente a uno che faccia Terapia Breve. Puoi farlo anche online, sia perché la terapia online funziona benissimo, sia perché per un problema come questo è davvero facile e indicata. Che sia una psicoterapia dal vivo o via Skype, l’importante è farla: riprenderai l’aereo senza avere più problemi.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia Seduta Singola

Ipnosi

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Riferimenti bibliografici

Evangelisti, L. (2014). Mai più paura di volare. Come vincere per sempre la fobia dell’aereo. Milano: Feltrinelli.

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