Come recuperare l’anno scolastico: 6 tecniche per studiare meglio

psicologo Roma

L’anno scolastico è a rischio? Ecco 6 tecniche per recuperare.

L’anno scolastico è partito male? Ecco alcuni consigli per recuperare.

Infatti recuperare si può.
Hai ancora cinque mesi di tempo e se sei nel baratro più profondo – se cioè sotto l’albero di Natale hai ammucchiato una serie di voti che, più che brutti, erano orribili – ti farà piacere sapere che ci sono alcune strategie che ti permetteranno di trascinarli fuori dal pozzo del “mediocre” per fargli tagliare e superare il trionfale traguardo della “sufficienza”.

E se invece già navighi sopra il livello del mare, ma vorresti evitare di affondare, queste tecniche ti serviranno un bel po’ per ottimizzare il tuo studio.


E allora ecco le 6 tecniche per rimetterti in pari con l’anno scolastico. D’altronde partire male non vuol dire assolutamente che finirà male! It’s up to you!

  1. psicoterapeuta Roma

    Quando lavorerai avrai un tuo “luogo e orario di lavoro”. Allo stesso modo ora devi avere un tuo “luogo e orario di studio”.

    Stabilisci un preciso spazio-tempo in cui studiare: no, non ho visto Star Wars di recente – cioè sì, l’ho visto, ma non c’entra nulla. Devi sapere una cosa: studiare, applicarsi, è prima di tutto un’attitudine mentale.

    Scegli un luogo e un orario preciso che dedicherai unicamente allo studio. Esattamente allo stesso modo in cui “la cena si fa in cucina, attorno al tavolo, dalle 20 alle 20:30” (su per giù, io ad esempio ceno quasi sempre alle 22:00), così devi creare uno “spazio fisico” che tu sai essere dedicato allo studio: così, quando arriverà quell’ora e ti dirigerai in quello spazio (ad esempio la scrivania della tua camera), la tua mente si predisporrà automaticamente allo studio.

    Un piccolo suggerimento, preso in prestito dal libro Come non farsi bocciare a scuola di Matteo Rampin: datti un tempo ridotto per studiare. Se pensi che per preparare l’interrogazione di storia ti ci vogliono due ore, datti un’ora e mezza. Focalizzerai meglio l’attenzione.

     

  2. Attiva la concentrazione: come? Taglia le distrazioni. Ti sei mai accorto di quanto spesso vai a controllare se sia arrivato un messaggio su WhatsApp o una notifica su Facebook? Pensi che questo tuo innocuo gesto avvenga per puro caso? Ti assicuro che non è così. Ogni volta che vedi comparire un’icona di notifica, nel tuo cervello avviene una scarica di dopamina e di altre molecole che danno un sottile senso di piacere ed eccitazione. E così ecco che spesso siamo attratti dall’irresistibile voglia di guardare lo smartphone per vedere se qualcuno ci ha messaggiato, o di ricaricare la pagina per vedere se c’è una nuova mail.Credimi, ci sono business mondiali basati sul suscitare questo tipo di interazioni (un libro di successo che ne parla si chiama proprio Catturare i clienti – ma è per chi si interessa di marketing, vendita e storie del genere).

    Quindi? Come resistere? Guarda, è facile, ma prima considera una cosa: mentre studi tu sei nel tuo spazio-tempo dedicato allo studio. Ok? E in quello spazio-tempo si studia, così come – in teoria – mentre si mangia si mangia, non si fa altro.

    Bene, chiarito questo, la soluzione è facile: spegni lo smartphone e, se devi studiare al computer, spegni il router. Ce la fai o sei già un dipendente-digitale? 
  3. La matematica sarà il tuo mestiere: ok, magari no, ma in generale come vai in matematica e fisica? Male? Ok, siamo in due. Però ho una soluzione che ti può semplificare la vita. La prima cosa che devi fare con le materie scientifiche in cui ti si chiede di risolvere un problema è… comprendere il problema. Serio, non scherzo.Spesso pensi a che formula devi applicare, ai passaggi da fare, ai calcoli giusti… Stop. Prima di tutto leggi il problema come se non avesse formule: fatti un’idea di qual è il problema principale.
    Poi, a imbuto, comincia a restringere e a farti un’idea di quale tipo di formule servono.
    Fatto questo, applica le formule.

    «Ma non le ho capite! Il Prof. parla una lingua incomprensibile – tipo il lingala, ma peggio.»

    Prendi il libro, vedi a che capitolo state, e rileggilo. E se proprio pensi di essere rimasto indietro, fai ripetizioni da qualcuno che sappia spiegarle per bene.
    Un consiglio?
    Vai dal compagno o dalla compagna di classe che ha i voti più alti in quella materia e chiedigli se potete studiare insieme e se ha voglia di spiegarti, a parole sue, quello che ha capito. Funziona.
     
  4. terapia breve strategica Roma

    Questo qui è Occhio di Falco, e non vola nemmeno. Però l’idea è quella.

    Usa il volo d’aquila: che non è una mossa speciale di Street Fighter V.

    Semplicemente, quando studi – in particolare storia, filosofia, italiano ecc. – parti dall’alto, cioè da una visione panoramica dell’argomento.
    In altre parole, fatti un’idea dei concetti generali.
    Vedila così: dai una letta veloce al capitolo che devi studiare; ma proprio “veloce” eh, senza sottolineare, senza sforzarti di capire troppo.

    Fatto?
    Bene, ora ripeti in 30 secondi di cosa parla quello che hai letto. In altre parole, fatti un’idea generale dell’argomento principale. Ora, e solo ora, puoi tornare sul capitolo e studiarlo con più attenzione, sottolineando (non più di 5 righe per pagina!). Appena finito, ripeti in 3 massimo 5 minuti quanto hai compreso.

    Fatto?
    A questo punto, se pensi di avere bisogno di leggere un’altra volta, fallo così: leggi le parti sottolineate e soffermati solo su quelle pagine che non ti sono chiare. Alla fine ripeti per l’ultima volta stando sui 5-10 minuti, in modo più approfondito, aiutandoti, dove ti serve, dando un’occhiata alle frasi sottolineate.


    «Ma non è troppo poco 5-10 minuti?»

    Ma perché quanto pensi che dura un’interrogazione che va bene?
    Se poi ti ritrovi uno di quei Prof. che vuole il brodo allungato… beh, tu allungagli il brodo, magari mettendoci tue osservazioni e riflessioni personali: la maggior parte dei docenti le apprezza e le considera (incredibilmente) segno di intelligenza.

    Se poi a un certo punto giochi la carta del “Guardi Prof., poi su questo punto io non sono sicuro di aver compreso bene la cosa. Cioè, secondo me le cose stanno così: [dai la tua spiegazione]. Ho compreso bene?”, beh, hai vinto.
    (Attenzione, per fare questa cosa devi veramente aver elaborato una tua spiegazione – che non dev’essere campata in aria, ma ragionata. In più se utilizzi questa tecnica ad ogni domanda che il Prof. ti fa perderai immediatamente credibilità: puoi giocarla una sola volta per interrogazione).

     

  5. Aumenta le fonti: ok, questa è una cosa che devi prendere davvero con le pinze, chiaro? Il concetto è semplice: se il libro dove stai studiando non ti è chiaro, studia da altre fonti. Ergo, altri libri, il web, i tuoi genitori, gli amici… Spesso basta questo per capire l’argomento.

    Attenzione però! Questo è un consiglio da usare con cautela: non vorrai certo vivere l’information overload anxiety, cioè l’ansia di sovraccarico di informazioni? Come spiega Bartoletti ne Lo studente strategico, spesso studiare troppo (cioè andare a fare continui e infiniti approfondimenti) è proprio una delle più comuni strategie fallimentari applicate dagli studenti. Ne ho parlato anche nell’articolo Un caso di ossessione nello studio. 
  6. Dillo a parole tue: o meglio, scrivilo. Quando ti trovi di fronte a concetti complessi, fai un mini-riassunto. Ma mini eh! Io, all’Università, riuscivo a ridurre 300 pagine di libro in 30 pagine di quadernino. Mi bastava scrivere i concetti principali sotto forma di brevi sentenze, frasi lapidarie di poche parole. Questo è un metodo fantastico per 3 motivi:
    1) riscrivi quanto hai letto, quindi è come se stessi facendo una prima ripetizione
    2) la sintesi impone che tu lo riscriva a parole tue, quindi stai già facendo un’importante elaborazione, perché è come se te lo stessi spiegando
    3) quando dovrai ripetere quel concetto complesso ti basterà guardare la frase (o le 2-3 righe) che lo sintetizza
     
Come non farsi bocciare a scuola

Ti interessa questo libro? Clicca sulla copertina.

Queste sono strategie molto efficaci, adatte a un gran numero di studenti (delle superiori e anche universitari) e quelli a cui le ho suggerite hanno avuto ottimi risultati.

Se vuoi apprendere come diventare uno studente strategico ti consiglio anche il già citato Come non farsi bocciare a scuola, di Matteo Rampin. Un vero e proprio manuale per lo studente efficace, utile per apprendere tecniche di studio nonché strategie di interazione vincente (e divertente) con gli insegnanti più ostici.

Credici, l’anno scolastico puoi ancora ribaltarlo a tuo favore.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Letture consigliate:
Bartoletti, A. (2013). Lo studente strategico (Milano: Ponte alle Grazie).
Rampin, M., Monduzzi, F. (2012). Come non farsi bocciare a scuola (Milano: Salani).

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