8 modi per fallire un esame, una prova o un’interrogazione

psicologo roma

Come mai ci blocchiamo nello studio? Ecco 8 validi motivi che dipendono da noi

Oggi vi racconto il modo migliore per non superare un esame. Anzi, ve ne racconto 8!

Un paio di settimane fa ho parlato de Lo studente strategico, libro pensato per quegli studenti, delle superiori o universitari, e quegli studiosi (di qualunque età), che per un motivo o per l’altro finiscono per non riuscire a portare a termine i loro studi.

Già, per un motivo o per l’altro… Ma quali sono questi motivi?

Riprendendo in mano il libro oggi ne vedremo ben 8, rivisti e riadattati dal sottoscritto. In altre parole, 8 modi per bloccarsi efficacemente e non riuscire più a studiare. Sembra paradossale, ma il paradosso è spesso l’arma che uso in terapia breve per aiutare le persone a sbloccare velocemente i propri problemi.

Inoltre, penso che molti non-studenti troveranno in questi stratagemmi disfunzionali un bel po’ di nozioni utili.

Cominciamo:

  1. Iperanalizza tutto

    Per diversi anni ho tenuto dei corsi di preparazione all’Esame di Stato in Psicologia. Alla prima lezione di ogni corso davo un suggerimento strategico agli studenti: non andate su internet. La paura di sbagliare, di non sapere abbastanza, di integrare costantemente ciò che si è appena studiato, ci porta all’immobilità. “Troppa analisi = Paralisi” dice una saggia equazione.

    Ci sarà sempre un libro, un articolo, un post su un forum che dice qualcosa, rispetto al tuo argomento, che non c’è sui tuoi testi, ma la verità è una sola: non ti serve. Da un lato perché le interrogazioni durano dai 5 ai 30 minuti, e non dalle 5 alle 30 ore; e dall’altro perché voler integrare tutto è un’utopia.

    Per un’interrogazione, un’esame, una prova, ti serve “aver compreso”, e non “sapere tutto” (cosa che, appunto, è peraltro impossibile).

  2. Sfida costantemente la tua memoria

    La memoria non è un computer: non è che a un certo punto l’accendi e quella ti mette a disposizione tutte le cartelle e i file precedentemente immagazzinati. Quindi sforzarsi di controllare la propria memoria è un procedimento inutile. Lo so che vorresti ricordarti tutto ma, semplicemente, non puoi. Da un lato. E dall’altro più ti sforzi, meno riesci. Dai il via, infatti, a un circolo vizioso per il quale più ti sforzi, più non riesci a ricordare, così ti sforzi ancora di più e ricordi ancora meno.

    Da qui partono tecniche fallimentari come il tentativo di sottolineare ogni singola riga (che equivale a non sottolinearne nessuna), appuntare decine di note sui bordi del libro (ottimo per confondersi le idee e leggere una pagina ogni quarantacinque minuti) o fare riassunti di ogni pagina lunghi… tre pagine!

    Come dice Bartoletti: “l’obiettivo dello studio è l’apprendimento, non la memoria“.

    In generale, se cerchi di (s)forzare la memoria, finirai per non ottenere nessun risultato: molto meglio fidarsi di lei e della sua capacità di ritenere le informazioni.

  3. Studia per passare l’esame e non per apprendere qualcosa

    Studiare non significa “fare collezione di esami e crediti”. Studiare dovrebbe essere il mezzo per apprendere qualcosa di nuovo: visto così è anche più divertente. Soprattutto dato che, anche se certe materie non ti piacciono, devi studiarle lo stesso! Allora il trucco sta nel trovare ciò che c’è di bello, interessante, intrigante in ciò che stai studiando, da un lato, ed evitare di far diventare lo studio una gara dall’altro.

    Soprattutto questo vale quando, di fronte a un fisiologico fallimento (tutti possono prendere un brutto voto a delle interrogazioni, venir bocciati a degli esami o fallire delle prove… anzi, fallire, non riuscire, è l’unico modo per compiere alcuni fondamentali apprendimenti), ci si impegna a fare più di prima: ho fallito un esame? Ne devo dare cinque per recuperare. Col risultato ce ci sovraccarichiamo cognitivamente e programmiamo, così, il fallimento successivo.

  4. Studia senza regole

    La scuola non insegna come apprendere ad apprendere, ma un metodo andrebbe trovato. La realtà, dice Matteo Rampin in un altro libro, è che il metodo giusto si trova solo quando hai finito gli studi. Io aggiungo che trovi un metodo temporaneamente giusto, in attesa di uno migliore; e che è sempre meglio avere più metodi, in modo da usare quello più adatto alla materia/prova di turno.

    In generale, avere un metodo – anzi, avere metodo – aiuta. Mettersi a studiare caoticamente, semplicemente leggendo, magari tentando tante cose diverse tutte insieme sulla stessa materia, è poco utile, anzi, è un gran casino. Diamoci un metodo: uno semplice, personale, che può cominciare anche con un numero prefissato di pagine da fare ogni giorno e la regola di sottolineare massimo 4-5 parole/frasi chiave per pagina.

  5. Parla di quanto sei in ansia

    Su questo non mi dilungo perché ne ho parlato tante volte in queste pagine (ad esempio qui): parlare della propria ansia la fa aumentare ancora di più. Devi semplicemente evitarlo.

  6. Studia tutto all’ultimo

    Personalmente sono piuttosto convinto che ci sia chi è più in grado di studiare in molto tempo, poco alla volta, e chi invece si sente più a suo agio studiando in brevi spazi di tempo. Quando però quest’ultima non è una scelta, ma il frutto di una mancanza di strategie efficaci di studio, allora si rivela sempre una strategia fallimentare: si capirà poco e si preparerà la strada al fallimento.

  7. Scappa

    Al momento dell’esame… scappa! Oppure evita di entrare a scuola il giorno del compito in classe. Questo è un ottimo modo per non mettersi alla prova. Fallire non dev’essere visto come la dimostrazione di un’inferiorità congenita, ma un’occasione di apprendimento.

    Qualche giorno fa un amico, che aveva fallito una performance sportiva, mi ha detto: “Ma tu come fai a non dare peso alle cose che ti vanno male?”. Gli ho risposto: “Gli do peso, eccome. Mi dispiaccio, mi lamento, rimugino su perché non mi è andata bene… per dieci minuti. Poi mi chiedo: ‘Ok, e ora? Cosa posso fare per migliorare la situazione? Come posso superare questa difficoltà?'”.

    Un altro amico e collega, Andrea Alberini, dice sempre: “Soluzioni. Non problemi“. Ne ho fatto un mantra.

  8. Dichiarati incapace

    Dì che lo studio (o quella materia) non fa per te, convinciti che non vali un granché, pensa infelicemente di essere uno stupido… finirai sicuramente per avere ragione. La verità è che ci possono essere, per tante ragioni, materie che ci piacciono di meno, ma è tutto qui: non significa essere stupidi, mediocri o incapaci. Inoltre, vedendola da un’altra prospettiva, potremmo scoprire qualcosa di interessante.

    A me non piaceva la matematica: ogni compito in classe era un insuccesso e quando all’Università scoprii che c’era un bel po’ di matematica da fare (come li costruisci i test e le ricerche, altrimenti?), pensai che fosse una cattiveria gratuita contro noi povere psico-menti. Poi qualche tempo dopo decisi che non volevo essere “matematicamente idiota”: ho cominciato ad avvicinarmi alla materia da altri punti di vista, a cercarne aspetti interessanti, a scoprirne lati utili persino per il mio lavoro terapeutico… Insomma, la matematica e una serie di materie annesse hanno cominciato ad affascinarmi. Ma soprattutto ho capito una cosa: non esiste una materia senza qualcosa da darti, e se getti la spugna prima ancora di scoprire cos’è sarai tu a gambizzarti di fronte ad essa.


Se vuoi approfondire il tema da un punto di vista dello studio, puoi leggere anche tu Lo studente strategico. In generale trovo che queste 8 tentate soluzioni disfunzionali siano alla base di molti comportamenti quotidiani e che riuscire a scoprire quando le mettiamo in atto, e a evitare di farlo, possa semplificarci notevolmente la vita.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

4 thoughts on “8 modi per fallire un esame, una prova o un’interrogazione

  1. Sempre interessanti i tuoi articoli che definirei delle vere e proprie pillole in-FORMATIVE!.
    Per la matematica e la fisica prova a leggere “La fisica dei supereroi” :-)

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