Ipnosi e vita quotidiana: intervista a Jeff Zeig

Intervista a Jeffrey Zeig

Jeff Zeig PhD, uno degli ultimi allievi di Milton Erickson.

In Italia se vai dallo psicologo sei pazzo.

Per fortuna non tutti la pensano così, ma molti sì. Mi spiace sentirlo ancora dire, però è una realtà di fatto.

Perché?
I perché sono tanti, e oggi ti riporto la chiacchierata fatta con una persona che abita dall’altra parte dell’Oceano, e che ho pensato potesse darci qualche interessante risposta.

Lui è il Prof. Jeff Zeig, ed è stato uno degli ultimi allievi del più importante ipnoterapeuta dello scorso secolo: Milton H. Erickson.

Sul finire del 2013 si è tenuto The Evolution of Psychoterapy, conferenza quadriennale che ha l’obiettivo di aggiornare i clinici di tutto il mondo su ciò che sta succedendo nel campo della psicoterapia.
Mi chiedevo se il suo più importante organizzatore, Jeffrey Zeig, potesse dirmi qualcosa al riguardo, in modo da poterne parlare brevemente qui e rendere questa realtà più accessibile anche ai non addetti ai lavori.
E così l’ho contattato…

«La conferenza The Evolution of Psychoterapy» mi ha risposto il Prof. Zeig «promuove l’integrazione nel campo della psicoterapia. È composta da esperti di diverse discipline, inclusa la terapia di gruppo, la terapia cognitivo comportamentale, l’ipnoterapia, la terapia della famiglia ecc. La prima edizione si è tenuta nel 1985 e da allora si è tenuta ogni 4 o 5 anni. In quella dello scorso dicembre c’erano approssimativamente 8’000 partecipanti in totale, da oltre 50 Paesi.
L’obiettivo è di portare alla luce le caratteristiche comuni che sono alla base di una psicoterapia di successo e che possano essere apprese.
»

Questo è un obiettivo importante.
Lo stesso Milton Erickson, a cui deve molto anche la psicoterapia breve strategica, sostenne che non bisogna rifugiarsi in idee preconcette aprioristiche: se una tecnica funziona, va studiata e applicata.
Oggi c’è stata un’evoluzione di questo concetto (come hanno dimostrato, tra gli altri, Castelnuovo e altri autori in una serie di recenti articoli), ma il principio è ancora valido e le terapie di successo lo tengono in considerazione.

Da allievo di Milton Erickson, oggi lei è uno dei massimi esponenti dell’ipnoterapia (l’ipnosi utilizzata a scopi psicoterapeutici). Molte terapie fanno uso di alcuni dei suoi principi (come, appunto, la terapia breve strategica), ma in Italia molti non lo sanno. Anzi, addirittura mi è capitato di sentirmi chiedere se l’ipnosi “esiste davvero o è solo una trovata televisiva?”.
Lei come definirebbe l’ipnosi?

«L’ipnosi è uno stato di consapevolezza focalizzata, in cui la persona ipnotizzata è concentrata su ciò che è immediatamente rilevante. In questo stato il cliente può accedere a potenziali psicologici e fisiologici che prima erano rimasti latenti.
In questo senso l’ipnosi è stata utilizzata largamente in tutte le espressioni della medicina, inclusa la psichiatria, l’ostetricia e la chirurgia.
»

Viene in mente un fatto riportato lo scorso agosto da alcuni giornali: una donna padovana viene operata sotto ipnosi. Era allergica a molti farmaci e così, al posto dell’anestesia, è stata utilizzata l’ipnosi per poterle fare un’operazione chirurgica di asportazione di un tumore. Niente anestesia, solo ipnosi, e non ha sentito alcun dolore.

Milton Erickson ipnosi

Milton H. Erickson, padre dell’ipnosi moderna. Clicca sull’immagine per accedere al sito “I libri di Milton Erickson”

A questo punto è facile immaginare l’impatto benefico che può avere in psicoterapia, essendo capace di sbloccare risorse chiave rimaste bloccate.

In questo era senza dubbio un maestro Erickson che, a quasi 35 anni dalla sua morte, con la sua opera influenza ancora oggi terapeuti di tutto il mondo.

«Il Dottor Milton H. Erickson è stato il padre della moderna ipnosi medica, e il padre degli approcci brevi e strategici alla psicoterapia.
Erickson era un esperto nell’usare la comunicazione a livello psicologico, che è stata ampiamente studiata dagli psicologi sociali contemporanei.
Erickson è considerato da molti uno dei più efficaci psicoterapeuti della storia.
»

A proposito: ho visto che l’8 febbraio è uscito un documentario che parla di Erickson.

«Sì, è un documentario sulla vita del Dr Erickson: The Wizard of the Desert. Si trova in DVD su www.wizardofthedesertmovie.com.»

Erickson ha pronunciato molte frasi cariche di suggestione, capaci di dare nuove prospettive su visioni ordinarie, ma ce n’è una che ricordo con particolare piacere: “In un giardino puoi guardare i fiori, o puoi guardare le erbacce“.
Perché molte persone si fermano sulle seconde?

«Il cervello umano è un rilevatore di asimmetrie (mismatch detector) che è progettato per notare quel che non funziona in ogni situazione. Possiamo fare pratica imparando a guardare i fiori, piuttosto che le erbacce.»

È una pratica importante.
In Italia, se vai da uno psicologo o da uno psicoterapeuta, spesso hai la sensazione che gli altri ti considerino insano, matto, fuori di testa. La nuova generazione di psicologi italiani sta lavorando molto per abbattere questi pregiudizi, ed è una battaglia dura ma che stiamo pian piano vincendo.
Lei ha per caso qualche suggerimento che potrebbe darci?

"In un giardino puoi guardare i fiori, o puoi guardare le erbacce" M.E. Erickson

“In un giardino puoi guardare i fiori, o puoi guardare le erbacce”
M.E. Erickson

«Quand’ero giovane era vero che andare da un terapeuta era considerato qualcosa di incredibilmente imbarazzante, qualcosa di cui non avresti voluto parlare. Oggi, negli Stati Uniti, avere un terapeuta è considerato necessario da molte persone e può addirittura essere uno status symbol. Un’attrice recentemente ha detto in televisione che lei ‘rifiuta di stare in una relazione senza supervisione’.»

Quest’ultima frase qualcuno qui la potrebbe considerare un po’ “estrema”, ma in realtà a pensarci bene c’è un aspetto su cui spesso nessuno riflette: nessuno ci insegna a stare con l’altro, si va avanti per tentativi ed errori.

È naturale che la maggior parte delle relazioni funzionano senza bisogno di un terapeuta (e forse la frase dell’attrice non si riferisce appunto a esse), ma molte vanno avanti male, o finiscono peggio, solo perché nessuno dei due partner sapeva come muoversi – e nessuno gliel’ha mai spiegato.

Ma, soprattutto, questa frase può essere degnamente contestualizzata se si inizia a capire che lo psicologo e lo psicoterapeuta non lavorano unicamente con gravi disturbi, ma anche e soprattutto con difficoltà e problematiche più lievi, quotidiane, o semplicemente facenti parte del percorso di vita di ciascuno di noi.

In questo senso, non c’è niente di male o di “insano” nel rivolgersi a uno psicoterapeuta: è lo stesso che andare dal meccanico quando la macchina fa dei sobbalzi o da un personal trainer quando si vuole fare un lavoro specifico sul proprio corpo.

A questo punto della chiacchierata, lo confesso, vorrei chiedere di più. Forse il fatto di parlare con una persona che ha avuto modo di studiare e capire l’uomo già da molti anni prima di me mi spinge ad azzardare un po’ di più, e così finisco per chiedergli cosa pensa che l’uomo possa trarre fuori da questo periodo di crisi: dopotutto è dal fondo più profondo che possiamo trarre tesori di inestimabile valore.

Il Prof. Zeig ha le sue opinioni, ovviamente, ma preferisce darmi una risposta molto umile e sincera:

«Mi spiace, io sono uno psicoterapeuta, non un commentatore sociale. Non posso affrontare il tema della crisi globale.»

Sorrido: certo.
Lo ringrazio, gli dico che spero di vederlo presto di nuovo in Italia, e comincio a tradurre le sue parole.

Intervista a cura del Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Princiapli libri di Jeffrey Zeig in italiano:

  • 1990 – Erickson. Un’introduzione all’uomo e alla sua opera. Roma: Astrolabio (libro dove Zeig parla del suo maestro e ne descrive le caratteristiche e le tecniche che l’hanno reso uno dei più grandi terapeuti della storia) 
  • 2003 – Ipnosi e terapie ipnotiche. Milano: Ponte alle Grazie (scritto con Camillo Loriedo, Giorgio Nardone e Paul Watzlawick, il libro presenta un’introduzione all’ipnosi e ai suoi utilizzi terapeutici, con la trascrizione integrale dell’induzione utilizzata da Watzlawick per far smettere di fumare con l’ipnosi) 
  • 2012 – I dieci comandamenti della coppia. Milano: Ponte alle Grazie (scritto con Tami Kulbatski, l’opera raccoglie decine di contributi di psicoterapeuti di tutto il mondo e di diversi approcci, ciascuno dei quali spiega i dieci principi essenziali per una sana relazione di coppia)

 

Riferimenti bibliografici
Castelnuovo, G., Faccio, E., Molinari, E., Nardone, G., Salvini, A. (2004). Un’analisi critica degli “Empirically Supported Treatments (ESTs) e della prospettiva dei “fattori comuni” in psicoterapia. In Rivista Europea di Terapia Breve Strategica e Sistemica, N. 1, pp. 215-232.
Castelnuovo, G., Molinari, E., Nardone, G., Salvini, A. (2013). La ricerca empirica in psicoterapia. In G. Nardone e A. Salvini, Dizionario internazionale di psicoterapia. Milano: Garzanti.
Martellato, A. (21 agosto 2013). Ipnosi invece dell’anestesia. Operata di tumore a Padova. LaStampa.it

One thought on “Ipnosi e vita quotidiana: intervista a Jeff Zeig

  1. Nel guardare troppo i fiori, adesso il mio giardino si è riempito di erbacce ed inciampo continuamente … se continuano a crescere così, dovrò chiamare non solo il giardiniere, ma credo ci vorrà Edward mani di forbice !
    Però devo ammettere che, gli altri vedono l’erba del mio giardino sempre più verde e rigogliosa, anche se sta coprendo i fiori che ho seminato… dovrò imparare a non inciamparvi ?

    Ottima l’intervista …

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