Le 5 tipologie di disturbo ossessivo compulsivo più frequenti

Disturbo ossessivo compulsivo cause

Il disturbo ossessivo compulsivo finisce per diventare una prigione per chi lo vive e per chi gli è attorno

Abbiamo parlato più volte dei disturbi ossessivo-compulsivi.
Che cos’è e quali sono i sintomi specifici l’abbiamo già esposto altrove (vedi gli articoli consigliati in fondo).

Ma quanti tipi di DOC esistono?

Nel loro ultimo libro, Ossessioni, Compulsioni, Manie, Giorgio Nardone e Claudette Portelli identificano 5 tipologie fondamentali di motivazioni che attivano azioni e pensieri compulsivi.

Quali sono?

1) La prima tipologia è rappresentata dal dubbio che innesca il bisogno di risposte rassicuranti.
Si tratta ad esempio del dubbio di essere infettati o contagiati da una malattia, o dal dubbio che possa accadere qualcosa a sé o ai propri cari. Questo innesca una serie di ragionevoli protezioni che, accompagnate dalla richiesta incessante di rassicurazioni, finiscono per alimentare il dubbio stesso senza però sfamarlo, trasformandosi velocemente in irragionevoli ossessioni o imprigionanti compulsioni. Il problema è che le compulsioni sedano l’ansia sul momento (ma senza risolverla), cosicché l’irragionevole diventa ragionevole.

2) La seconda tipologia è l’eccesso di rigidità ideologica, il rispetto di una moralità stringente o l’adesione a una credenza superstiziosa.
Ne sono esempi i casi in cui, per timore di aver commesso un peccato, vengono attuati ricorrenti rituali riparatori; o il caso in cui si rinuncia a qualcosa di piacevole ma, per non cedere alla tentazione, viene messo in atto un rituale preventivo preventivo.

3) La terza tipologia è rappresentata dall’esasperazione di processi di ragionamento razionale sino a renderli del tutto irragionevoli.
Un esempio comune è quello di chi tenta di analizzare tutte le possibilità prima di prendere una decisione, sentendosi altrimenti a rischio di errore, ma finendo così per immobilizzarsi ponendosi nell’incapacità di agire. Oppure il caso di chi controlla e ricontrolla ciò che ha fatto fino a non riuscire più a portare a termine il proprio compito.

4) La quarta tipologia è rappresentata da quel meccanismo per cui atti di sana prevenzione si trasformano in fobia.
Un esempio riportato dagli autori è quello di una madre attenta alla salute del proprio figlio che arriva a non permettergli più di esporsi a situazioni ritenute pericolose. Oppure quelle situazioni in cui la casa diventa il tempio della pulizia e chiunque vi entri dev’essere sottoposto a rituali igienizzanti.

5) L’ultima tipologia, infine, consiste negli effetti di un’esperienza traumatica.
Per difendersi da essi la persona sviluppa una serie di pensieri o compulsioni che abbiano lo scopo di sedare l’ansia o immunizzare dai suoi effetti spiacevoli. Un caso frequente è quello delle donne vittime di abuso che si lavano in maniera esasperata come se potessero lavare via l’accaduto.

L’obiettivo, se così possiamo chiamarlo, delle ossessioni e delle compulsioni messe in atto in queste cinque forme di problema è quello di prevenire qualcosa di spiacevole, o di riparare a un danno o evento negativo commesso, avvenuto o ipotizzato, o infine di propiziare l’accadimento di qualcosa.

La Terapia Breve Strategica ha elaborato delle forme di cura efficaci ed efficienti, che in poco tempo riescono a prendere la forza del problema e rovesciarla su se stessa, liberando la persona dalla prigione di rituali in cui è andata a finire.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

 

Per approfondimenti:
Nardone, G., Portelli, C. (2013). Ossessioni, compulsioni, manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi. Milano: Ponte alle Grazie.

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