Sbloccare velocemente le proprie risorse

Non si dovrebbe mai sottovalutare la capacità delle persone di cambiare“.
Talmon, 1990.

Sentirsi bloccati nella vita

Cambiare è una condizione costante nell’uomo.

Con questa frase lo psicoterapeuta Moshe Talmon, specialista nella psicoterapia a seduta singola (per la quale ha anche scritto l’omonimo libro), ha voluto riportare l’attenzione sulle risorse interne di ciascuno di noi. Quando parlo di “risorse interne” non mi riferisco a entità marcatamente astratte dal sapore troppo mistico e poco razionale, ma di qualcosa di molto concreto quanto possono esserlo le piastrine che favoriscono la coagulazione e bloccano il sanguinamento di una ferita.

«Aiutami a capire meglio».
Tutti noi ci confrontiamo con problemi e difficoltà, e lo facciamo ogni giorno. Eppure, riusciamo ad andare avanti, a superarli, e questo ci permette di crescere e acquisire esperienza, tanto che quando si presenterà un nuovo problema avrai un bagaglio di risorse e strategie arricchito dai successi (e dai fallimenti) precedenti. Questo “riuscire ad andare avanti” e a superare i problemi, è dovuto a un complesso di capacità, atteggiamenti, comportamenti, conoscenze, supporti esterni ecc., che appunto possiamo chiamare genericamente “risorse”.

La frase di apertura di Moshe Talmon vuole ricordarti proprio questo: tu hai le risorse. Talmon è uno psicoterapeuta di origini israeliane che ha studiato a lungo la possibilità di produrre importanti cambiamenti anche in un’unica seduta terapeutica (sono chiamate appunto Single Session Therapy, o Psicoterapie a Seduta Singola), osservando risultati incredibili. Laddove si guarda alla psicoterapia come un processo lungo e faticoso, Talmon (studiando le ricerche di diversi autori e conducendone anche in prima persona) ha mostrato chiaramente come si possa innescare un cambiamento efficace (cioè che porta allo scioglimento del problema) ed efficiente (cioè che duri nel tempo) in un’unica seduta.

«Sempre?!».
Sarebbe bello, ma naturalmente non sempre è possibile e questo Talmon lo specifica: dipende dalla persona e dalle situazioni. Ma ciò che è importante è che si può fare molto con poco. In Italia questa è la filosofia alla base dell’approccio della Terapia Breve Strategica, che ad esempio ha raffinato la propria tecnica per massimizzare gli effetti positivi della prima seduta, utilizzando quello che viene chiamato “dialogo strategico“: si tratta di una raffinata struttura dialogica che permette alla persona di prendere consapevolezza in modo autonomo (naturalmente attraverso il dialogo con il terapeuta) di ciò che funziona e non funziona nel suo attuale modo di affrontare il problema. Questo spesso porta già a un primo importante sblocco già in prima seduta.

Comunque, ciò che mi interessa ora è spostare la tua attenzione su un punto fondamentale: tutti abbiamo le risorse per cambiare.

E lo psicologo, in questo, è un facilitatore.
«In che senso?».
Andare dallo psicologo non significa andare dallo stregone, ma da uno specialista, un professionista, un tecnico, qualcuno che ha studiato come funzioniamo e che ha compreso i meccanismi per sbloccare ciò che ti impedisce di stare bene e di migliorare le tue capacità. Quello che fa è osservare te, il tuo problema, il sistema in cui siete immersi, e vedere dov’è il blocco, la falla, l’errore, il muro che dev’essere buttato giù o il ponte che dev’essere costruito. E, a quel punto, non lo fa lui: indica a te come fare, perché solo così potrai apprendere a riutilizzare le tue risorse interiori e a svilupparne di nuove.

Che il cambiamento sia un motore sempre in moto dentro di noi lo vedrai ancora meglio la prossima settimana, dove ti parlerò dei risultati di una ricerca che ha mostrato 5 cambiamenti che avvengono in chi supera i propri problemi. Ma intanto mi piacerebbe sapere una cosa da te: in quali aree della tua vita avvengono dei cambiamenti quando risolvi dei problemi importanti? Sembra una domanda innocua, eppure riuscire a identificarli è una chiave importante per il cambiamento.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Per approfondimenti:
Nardone, G., Salvini, A. (2003). Il dialogo strategico. Milano: Ponte alle Grazie.
Talmon, M. (1990). Psicoterapia a seduta singola. Trento: Edizioni Erickson, 1996.
Watzlawick, P., Nardone, G. (1997). Terapia breve strategica. Milano: Raffaello Cortina.

 

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5 thoughts on “Sbloccare velocemente le proprie risorse

  1. quando ho un problema importante non sono tranquilla,vivo in uno stato di confusione ed agitazione costante.risolto il problema,torna il sereno,recupero il mio equilibrio interiore anche se,a volte,le ferite sono profonde e possono tornare a far male.le esperienze mi hanno cambiata e di conseguenza sono cambiati i rapporti con i familiari,con gli amici,con il mondo.grazie e buona serata,elisa ridolfi.

  2. E quando le risorse non possono emergere ? Per via di circostanze esterne quali lavoro che non c’è, crisi che incombe e via dicendo ? Si resta bloccati purtroppo da situazioni a volte gravose, pratiche, che per quanto vogliamo vederle diversamente o formulare una strategia a volte poco si conclude.
    Per cambiare ci vuole coraggio, bisogna saper rischiare e poi prendersi carico delle conseguenze del proprio cambiamento. Io ancora pago il prezzo, con il sorriso in faccia perché voglio prenderla bene, ma pago ancora le conseguenze.
    Ho un rapporto di amore e odio con la psicologia e gli psicologi, perché dopo aver preso la decisione di intraprendere una terapia lunga complessa e frammentata, ho deciso di cambiare si, di utilizzare le mie risorse e vivere al meglio la mia vita che era diventata una vera prigionia nel matrimonio. Ebbene ho avuto il coraggio di dire basta, per poi subire per anni violenza, ripicche, ripercussioni su tutti i fronti. E chi ti aiuta? Nessuno davvero. In terapia mi raccontavano le storie delle altre pazienti, quando andavo a denunciare questi fatti i carabinieri mi dicevano che questi comportamenti purtroppo rientrano, nella normalità delle coppie che si lasciano e mi sconsigliavano di fare denuncia, dicevano che era pure peggio dopo. Andai anche al telefono rosa per sentire più o meno le stesse risposte. Qual’è stata la mia risorsa? Credere in me, credere che ce l’avrei fatta lo stesso nonostante tutto e tutti, toccare il fondo con me stessa, il vuoto, la solitudine, accoglierla e viverci anzi sopravviverci. Siamo in una società che non tutela i più deboli, nella quale non si capisce bene quali risorse bisogna tirare fuori, perché non tutte sono apprezzate.
    IO LO RIFAREI, ma onestamente non lo consiglio, non posso consigliare un calvario del genere nel quale si vive sotto minaccia di morte, con la paura come compagna, senza risorse economiche a dipendere dagli altri e ad accettare qualsiasi lavoro dove ti sfruttano per poi mandarti pure via, e che ad oggi non si trova nemmeno quello. Forse purtroppo o per fortuna lo scoprirò alla fine,sono stata Kamikaze e ho scelto il cambiamento.
    Spero che la mia esperienza possa essere utile, per questo l’ho raccontata qui, l’ho voluta mettere nelle “risorse” e non nei problemi.
    Grazie per l’attenzione
    Fiorella

    • Grazie Fiorella, e credo che sarà davvero utile: il proprio bagaglio di risorse, ciò che si è riusciti a tenere perché utile e prezioso – e ciò che si è scartato perché inutile e dannoso – è sicuramente una rotta per chi ancora naviga senza sapere in quale porto dirigersi.

  3. Condivido Flavio, io adesso so in che porto dirigermi, anzi lo vedo proprio, ma non mi viene data la possibilità di attraccare, come una nave che dopo aver affrontato un lungo e rischioso viaggio ed essere scampata dal naufragio, arriva alle coste e gli dicono che non ha più l’autorizzazione per attraccare e ristorarsi, pensa come ci rimane male !
    Un caro saluto

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