Come risolvere un problema in 5 fasi

Psicologo a Monterotondo e a RomaJames C. Overholser, professore alla Case Western Reserve University, sostiene che la psicoterapia deve seguire 5 fasi:

  1. Aiutare il cliente ad avere un atteggiamento realistico e adattivo ai problemi della vita
  2. Definire i problemi in termini di obiettivi specifici e realistici
  3. Aiutare i clienti a generare un’ampia varietà di soluzioni
  4. Guidarli in un processo razionale di presa di decisioni in modo da selezionare la soluzione migliore
  5. Implementare il progetto e valutarne l’efficacia

Come può aiutarti questo nella vita di tutti i giorni?
Puoi tradurre queste linee guida in un processo da attuare di fronte ai problemi più complessi che affronti nella tua vita. Vediamo come:

  • Mantieni un atteggiamento realistico di fronte ai problemi: realistico vuol dire concreto, chiaro, definito, cioè che ti permetta di disegnare confini precisi di quello che è il tuo problema e di quello che può essere un giusto risultato. Quando vai dallo psicologo è lui che ti aiuta a mantenere l’obiettivo entro confini realistici, ma di norma di fronte alle difficoltà più comuni possiamo farlo da soli.

  • Definisci i problemi in termini di obiettivi specifici e realistici: ricordi cosa ho scritto nell’articolo della settimana scorsa? Gli obiettivi devono essere chiari e concreti, anziché astratti e idealistici. Parti dal piccolo, dal semplice, da modifiche minimali. Qualunque puzzle si risolve iniziando a mettere un primo, piccolo pezzo: aggiungendo pian piano altri pezzi si comporrà tutto il mosaico.

  • Genera un’ampia varietà di soluzioni: fai un lista (scritta o mentale) delle possibili soluzioni da applicare. Avere un’ampia varietà di soluzioni vuol dire aumentare le tue possibilità di comportamento, di azione, di scelta. Esiste al riguardo una tecnica molto peculiare usata in psicoterapia, di cui ti parlerò in futuro.

  • Seleziona la soluzione migliore: ora che hai un armadio ricco di scelte, qual è quella che più si adatta al tuo problema? Spesso qui troviamo un ostacolo: non sapere da dovere iniziare. Possiamo seguire un principio di Occam, secondo cui: “È inutile fare con più ciò che si può fare con meno”. Parti dalla soluzione più semplice, meno dispendiosa e più veloce da applicare: farai sempre in tempo a provarne una più complessa, se fosse necessario.

  • Agisci e verifica: è essenziale, per la riuscita di una strategia o di un progetto, valutarne l’efficacia in corso d’opera. Quello che stai facendo sta funzionando? Sta dando dei risultati che vanno in direzione dell’obiettivo concreto che ti eri posto? In questa fase bisogna stare molto attenti: se da un lato può essere necessario applicare più volte la soluzione per vedere un risultato, dall’altro una soluzione applicata inefficacemente per troppo tempo va abbandonata (o rivista). Spesso insistiamo con una soluzione perché ci sembra l’unica possibile, ma ricorda il punto 3: hai una serie di soluzioni da provare, quindi se una non funziona, meglio tentare con un’altra.

Questa rivisitazione delle fasi descritte da Overholser può rivelarsi molto funzionale come approccio generale ai problemi, soprattutto perché ti dà una strategia per affrontarli, e come diceva Sun Tzu nel suo storico L’arte della guerra, definire una strategia è il passo più importante per raggiungere l’obiettivo.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti bibliografici
Overholser, J.C.
(2013). Guided Discovery. In Journal of Contemporary Psychotherapy, Volume 43, Issue 2, pp. 73-82.

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2 thoughts on “Come risolvere un problema in 5 fasi

  1. Ma certo il definire una strategia è e deve essere importante ma se non ce la facciamo a seguirla o meglio conosciamo la soluzione dei ns. problemi ma non riusciamo a metterli in pratica? Certo io sono uno che credo almeno di conoscere la soluzione di alcuni miei problemi ma non so affrontarli, ad esempio sono uno che procrastina sempre tutti i problemi sino a farli diventar giganti e non riesco a condividerli con nessuno, ad esempio in questo momento avrei un milione di cose da fare sul lavoro che non scrivere a Lei e invece son qui…. avrei tante e tali cose da fare ma niente e lo so dovrei metter ordine sulla scrivania ma niente…. dovrei parlare con chi mi sta a fianco ma niente….. ecco ho trovato interessante il suo articolo e per certi versi utile ma non mi aiuta a capire cosa fare….. per cambiare ,,,,, certo il puzzle da piccoli tasselli si costruisce il mosaico ma….

    • Caro Stefano, come sa ogni problema merita una peculiare valutazione. In linea del tutto informativa, si potrebbe trovare interessante l’articolo di Toffolon che, per quel che riguarda il procrastinare sul lavoro, dà 7 consigli pratici (ripresi da Business Insider) L’articolo si trova a questo indirizzo: http://marketingarena.it/2012/10/08/7-consigli-per-non-procrastinare-attivita-e-progetti/
      Ripeto che, naturalmente, come ci tengo sempre a specificare, ogni persona e ogni problema sono a sé ed è probabile che siano necessarie soluzioni calzate sullo specifico. Questo articolo potrebbe essere un primo passo da cui provare a iniziare.

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