La trappola del farmaco per l’eiaculazione precoce

Il terreno è stato ben preparato e ora è atterrata tra noi: la nuova soluzione farmacologica per l’eiaculazione precoce è qui.
Funziona? Sicuramente.
È funzionale? Insomma.
«Che significa?».
Che un martello può servire in tanti modi, ma non è il caso di schiacciarci le mosche sul muro.

L’eiaculazione precoce è un problema comune: ne soffrono 2-3 maschi su 10. È anche un problema sistemico, nel senso che per alcuni può causare disagi in altre parti importanti della vita: basta pensare all’autostima e a come si riflette su come ti vedi e su ciò che fai. E infine è anche un problema relazionale: spesso le “vittime” non sono solo i maschi, ma la coppia intera.

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaPuò un farmaco risolvere tutto questo?
«Certo!».
Ah… e come?
«Ingerisci il farmaco, non hai più l’eiaculazione precoce, e di riflesso sia la tua relazione sentimentale che la tua autostima miglioreranno».
Non ci avevo pensato…
«Davvero?»
No, scherzavo. Infatti questa soluzione è vera e veloce ma c’è un problema insidioso, che non si vede subito ma con cui prima o poi ti devi confrontare.
«Quale?».

Te lo spiego con un’immagine.

Hai una gamba rotta, ingessata, e ti vengono date delle stampelle con cui, finalmente, torni a camminare. Passano i giorni, le settimane, i mesi… e a un certo punto ti sbarazzi delle stampelle per tornare a correre con le tue sole gambe.
Anche nel linguaggio comune si usa dire “è una stampella” per indicare un supporto temporaneo, nell’attesa di risolvere concretamente il problema.

«Ok, ho capito dove vuoi arrivare: il farmaco è una stampella e quindi non risolve veramente il problema; ti permette solo di andare avanti come se non ci fosse, anche se in realtà è sempre lì».
Esatto.
«Però, aspetta, il problema non è proprio “sempre lì”: non soffro più di eiaculazione precoce, non ho più quell’imbarazzante disfunzione, non vivo più con ansia il momento di entrare a letto con una donna».
Verissimo, ma cosa succede dopo un anno che prendi quel farmaco?
«Cioè?».
Non dico che il farmaco non serva: le stampelle potrebbero essere state utili per un certo periodo. Ti dirò di più (andando in controtendenza): qualcuno potrebbe persino usare il farmaco per un po’, poi smetterlo, e scoprire di non avere più il problema. Magari perché l’eiaculazione precoce è stata solo una nuvola passeggera.

Ma il più delle volte non è così e il farmaco diventa una trappola. Non scordarti che per l’eiaculazione precoce esiste una soluzione già da molto tempo.
«Quale?».
Il profilattico ritardante.
«Vero, anche se con quello non senti niente».
E con il farmaco ingerisci una sostanza chimica: entrambi i rimedi hanno i loro effetti collaterali. Ma quello che voglio evidenziare è che con entrambi l’uomo dipende da una stampella: non ha superato il problema, l’ha solo… ritardato.

Questo tipo di soluzioni hanno un “effetto contraddittorio”: lì per lì, per l’occasione, funziona, e ti fa sentire bene, soddisfatto, vincente; ma immagina di dover dipendere per sempre da quella stampella.
Prima abbiamo parlato di autostima: dove pensi che starà, dopo un anno così?

L’eiaculazione precoce può essere organica o psicogena. Indovina qual è la più frequente in assoluto?
«Psicogena».
Cioè dovuta a cause psicologiche, esatto.
A questo punto: un farmaco può essere una soluzione definitiva?
«Già che lo continuo a prendere per un anno non è di certo “definitivo”».
Esatto.
«Ma, a questo punto, quanto occorre per risolverlo definitivamente con uno psicologo?».
Poco, arrivando a picchi del 91% di successi in una media di 7 sedute psicologiche: ben diverso dal prendere una pillola per un anno, o per una vita intera.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti bibliografici
Centro di Terapia Strategica (online). Intervento Terapeutico. “A chi si rivolge”.
Nardone, G., Rampin, M. (2005). La mente contro la natura. Terapia breve strategica dei problemi sessuali. Milano: Ponte alle Grazie.

 

P.S.: questo venerdì terrò un intervento alla conferenza “Non vi azzardate!“, sul tema del gioco d’azzardo patologico. L’incontro è aperto a tutti e si terrà dalle 16:30  presso la Biblioteca Comunale di Monterotondo (RM). Per saperne di più mandami una mail oppure visita la pagina dell’evento.

 

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