Quando le tue percezioni ti ingannano?

Quanto sono in grado di imprigionarti le tue percezioni?

Tutti abbiamo fatto esperienza di qualcosa che sembrava essere in un modo e in realtà era in un altro.
Nell’ambito della psicologia viaria c’è un acronimo interessante: LBFTS, che sta per looked but failed to see, cioè “guardato ma non visto”. Denota tutte quelle situazioni in cui si guarda qualcosa senza vederla veramente, ignorandola o non percependone le caratteristiche reali, magari distorcendole, oppure cogliendone solo alcuni aspetti e tralasciandone altri.

Vediamo un attimo questo video, tratto dal film “Interstate 60“.

E’ un gioco, è semplice… ma se allargassimo questa situazione? Se non ci fosse qualcuno a spiegarci quand’è che le nostre percezioni ci stanno ingannando?

Pascal, che era un maestro della persuasione, spiegava che veniamo convinti più facilmente quando raggiungiamo da soli certe conclusioni, piuttosto che quando qualcuno ce le mostra. A partire da ciò, una considerazione interessante è che spesso non vogliamo “ascoltare” o “vedere” quello che ci viene posto davanti perché si trova al di fuori dei nostri confini percettivi, al di fuori delle modalità attraverso cui solitamente percepiamo, inquadriamo e comprendiamo il mondo.

Praticamente stai dicendo che a volte ci auto-limitiamo, guardando senza vedere certi aspetti della realtà?
Sì. Dopotutto nessuno dovrebbe essere così incauto da pensare di possedere sempre e in ogni caso la prospettiva più corretta.

E questo atteggiamento a cosa può portare?
Pensa a tutto ciò che può comportare l’essere rigidi, poco flessibili, convinti solo delle proprie percezioni… E’ come trovarsi in una gabbia, in una trappola costruita dal nostro modo di vedere e pensare, ed essere certi che non ci sono vie di uscita solo perché non riusciamo ad immaginarle. Come quegli indovinelli all’apparenza difficili, ma che in realtà necessitano di una prospettiva totalmente nuova per uscirne fuori.

E come ne usciamo?
Sempre Pascal diceva qualcosa di interessante. Spiegava che, per convincere qualcuno, occorre evitare di dirgli che sta sbagliando – perché altrimenti rischia di mettersi sulle difensive -, mentre è molto meglio fargli notare che potrebbero esserci altre prospettive da cui guardare la cosa. Questo verrebbe accettato con maggiore facilità, perché tutti siamo disposti ad ammettere di non aver considerato tutte le sfaccettature di una questione.

Puoi fare tuo questo principio e applicarlo a te stesso. Nel momento in cui ti trovi di fronte a realtà nuove (ma soprattutto a realtà note!), anziché inquadrarle subito negli schemi percettivi tipici e quotidiani, prova a “vederle” da altri punti di vista, da altre angolature, da altre prospettive che arricchiscano la tua percezione. Ti potrai sorprendere nello scoprire che la tua nuova apertura ti aiuterà a trovare una nuova strada per uscire dalla trappola.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti bibliografici
Pascal, B.
(1968). Pensieri. Milano: Einaudi.

 

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One thought on “Quando le tue percezioni ti ingannano?

  1. A volte mi viene un dubbio terribile, tipo il film Matrix … e se stessimo tutti in una realtà alterata ?
    Per fortuna è soltanto un film (almeno spero). E’ incoraggiante capire come possiamo ampliare le nostre prospettive, ma la verità è che per quanto vogliamo guardare sotto un altro punto di vista le cose, il nostro filtro percettivo non sarà mai neutro ed esente da categorie, questo perché la nostra percezione ha dei limiti tangibili, ogni tanto siamo anche costretti ad uscire dagli schemi e dalle categorie, questo accade quando c’è un nuovo dato che non sappiamo collocare. Possiamo prendere come esempio l’ornitorinco,non abbiamo una categoria dove metterlo.
    E’ interessante come Pascal ha ripreso e ampliato ciò che faceva Socrate con l’arte della maieutica, la quale faceva emergere la realtà.
    Credo che ancora oggi, tutto ciò sia molto utile e valido per non restare a guardare le “ombre riflesse sul muro” come nel mito della caverna di Platone, ma arrivare gradualmente alla luce.

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