Dopo Cittadella: le conseguenze

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaQuello è successo a Cittadella in provincia di Padova è noto ormai a tutti. I media si sono avventati su notizie più fresche, gli animi si sono raffreddati e ora si può fare qualche riflessione più ragionata e più sistemica. Che vuol dire? Che è facile gridare allo scandalo, ma bisogna dare anche una percezione globale. Il rischio è altrimenti quello di concentrarsi sull’albero malato mentre attorno la foresta brucia.

Di nuovo: che vuol dire?
Vuol dire che i video servono a denunciare, ma come qualche collega ha fatto notare, in quel frangente – sicuramente tumultuoso, caotico, dove sono le emozioni che prendono il sopravvento, non la razionalità – nessuno si è preoccupato di dire al bambino che le cose sarebbero andate bene, che i suoi parenti gli erano vicini, che avrebbero fatto tutto il necessario per aiutarlo. Insomma, da quanto si vede un bambino è stato trascinato via da dei poliziotti e nessuno si è preoccupato di tranquillizzarlo.

Di nuovo, è facile parlare a freddo senza considerare le sensazioni del momento, ma questa giustificazione non dev’essere un alibi, uno scudo, o finiremo per avallare qualsiasi risposta “di pancia” senza contare chi ne subisce le conseguenze. In una domanda: in quel momento era più importante denunciare l’evento o tranquillizzare il bambino?

“Difficile scegliere… I bambini vengono prima di tutto, ma far passare inosservato un evento simile sarebbe stata un’ingiustizia
Il mondo difficilmente ci propone vie univoche, senza conseguenze. Scegliere A o B comporta rinunciare a B o A, ma mettersi nell’ottica di fare un aut aut, di compiere o una o l’altra cosa, ci impedisce di pensare che spesso c’è anche una possibilità AB, o BA, una combinazione delle due.
Facile…
No, non è facile, sono d’accordo. Ma neanche impossibile.

Ok, sono d’accordo, questo è quello che si sarebbe potuto fare in quel momento e che non è stato fatto. Ma ora?
Ora teniamo presente che l’attenzione, per via della spettacolarizzazione, è stata spostata su un video e su quello che si vede nel video. Ma quel video ha un prima, una storia che ha portato a quell’evento. E un dopo, delle conseguenze che sono già in atto.

Viviamo anche di spettacolo, che ci piaccia o no, che ci indigni o meno. Le testate di gossip sono tra le più vendute e il video di cui parliamo ha già ricevuto innumerevoli click e visualizzazioni, mobilitando commenti e opinioni. Ma dopo facciamo in modo di uscire dalla spettacolarizzazione, facciamo sì che quel video, più che farci gridare allo scandalo, ci permetta di riflettere sul prima (sui problemi familiari, su come evitare conflitti di coppia così violenti, su come impostare buone relazioni genitoriali) e sul dopo (su come attenuare le conseguenze per il bambino, su come trovare una soluzione che sia migliore per lui ma anche per i genitori stessi, in modo che lo Stato e altri esterni debbano intervenire il meno possibile).
Lo spettacolo deve andare avanti, diceva qualcuno, ma non deve lasciare indietro la ragione.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti biliografici
Capri, P.
(2012).
Dichiarazione sui fatti di Cittadella.
Malagoli Togliatti, M. (2012). Dichiarazione sui fatti di Cittadella.

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