“Come te la cavi col sesso?”

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a RomaSiamo nell’epoca della pillola. La pillola può tutto. Chi l’ha detto? I venditori di pillole, probabilmente; non gli inventori, che usano comunicazioni più caute. Come Ippocrate e gli antichi medici, che nella parola “farmaco” racchiusero un doppio significato: medicina e veleno. Come dire: poco e giusto va bene, ma il troppo stroppia.

Siamo anche nell’epoca del sesso felice, delle grandi prestazioni. Chi ha deciso come si deve fare il sesso? Gli “esperti” – e personalmente sarei molto curioso di sapere come si diventa esperti di sesso.

Questo il mix che può darci idea di una delle strade da cui partono comportamenti, spesso riportati dai mass media, messi in atto da giovani e meno giovani che ambiscono col proprio partner a esperienze sessualmente indimenticabili. O che semplicemente non vogliono fare cilecca. Perché dovrebbero, poi? Il sesso è una delle cose più naturali del mondo, farlo dovrebbe essere piuttosto semplice.
O no?

Grandi menti ci avvertono che “in ogni arte la semplicità è essenziale” (lo diceva Arthur Schopenhauer), probabilmente anche in quella dell’amore, e che “la verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione” (questo invece era Isaac Newton).

“E tradotto in pratica?”, chiederà il lettore,

In pratica l’hanno tradotto Paul Watzalwick e i suoi colleghi di Palo Alto, quando spiegarono il paradosso del “Sii spontaneo“: se cerchi di produrre un comportamento spontaneo, lo inibisci. Se ti chiedo di essere spontaneo inibisco la tua spontaneità, poiché se mi accontenti non sei spontaneo (stai assecondando una mia richiesta, non stai facendo qualcosa di “spontaneo”), e se non mi accontenti… non sei appunto spontaneo. Questa è una richiesta paradossale.

Altri esempi? “Sii felice“, come se la felicità si potesse produrre con un ordine. “Non essere depresso“, idem. “Smettila di dire sempre di ‘Sì’“, detto a qualcuno che, se ci dirà di ‘Sì’ contravverrà alla nostra richiesta, e se non lo farà, pure. Ecco, prendiamo quest’ultimo caso. Il poverino si trova in uno stato confusionale dato dalla richiesta paradossale. Che fare? L’unica sarebbe scappare, rifiutarsi di obbedire, ignorare la richiesta. Ma è sempre possibile? No, soprattutto quando la richiesta paradossale la stiamo facendo noinoi stessi – o pensavamo che simili richieste vengono solo da altri?

Torniamo un secondo al sesso e vediamo il suo legame con la richiesta paradossale.
La mente, confusa da manuali e consigli pratici su come andrebbe fatto “l’amore fatto bene”, comincia a entrare in conflitto con se stessa. Lì dove ci doveva essere semplice consapevolezza di uno stato di piacevole eccitamento, entra prepotentemente la coscienza (o per meglio dire il dubbio) di come questo stato dovrebbe “in realtà” essere. Sopra o sotto? Davanti o dietro? Più o meno lungo? E l’amore diventa qualcosa di sempre meno spontaneo, e qualcosa di sempre più simile alla gara di un quiz televisivo.

La pillola serve a poco. I prodotti afrodisiaci li conoscevano già dall’antichità (e già da allora sapevano che in realtà si trattava in buona parte, se non del tutto, di suggestione) e, a parte vere disfunzioni organiche (che dovrebbero essere accertate da un medico, non da internet), il loro effetto serve a ben poco se è la mente a giocarci brutti scherzi. E che sia la mente non c’è dubbio, visto anche il fatto che poche sedute con uno psicologo competente in materia possono liberarci dal paradosso in cui ci siamo intrappolati, come mostrano diversi studi (Nardone, Rampin, 2005).
Ora che lo sappiamo, il nostro compito è chiaro: riappropriarci della sessualità e trasformare l’amore in qualcosa che, citando il cantante Caparezza, “non si dice: si fa“.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti bibliografici
Nardone, G., Rampin, M. (2005). La mente contro la natura. Milano: Ponte alle Grazie.

P.S.: questo venerdì vi aspetto a Monterotondo per l’evento “3 Libri in 30 minuti”. Il tema dell’incontro sarà: “Di bene in peggio: istruzioni per rendersi infelici”. Maggiori informazioni nella pagina Eventi di questo sito e sulla mia Pagina Facebook.

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