Paul Watzlawick e la realtà inventata

11/10/2011: mi scuso per ieri, ma per alcuni problemi tecnici il video non veniva visualizzato. Ecco qui l’articolo completo.

La scorsa settimana abbiamo dato un’occhiata alla realtà della realtà.

Oggi vorrei proporvi un video dove Paul Watzlawick, psicologo, psicoterapeuta, filosofo costruttivista e studioso di comunicazione scomparso pochi anni fa, osserva più da vicino un aspetto connesso al nostro discorso.

Watzlawick si è a lungo interessato dei modi in cui percepiamo e costruiamo la realtà (ad esempio nei suoi saggi “La realtà della realtà” e “La realtà inventata“, o nei più divulgativi “Istruzioni per rendersi infelici” e “Di bene in peggio“) ed è capace di indicare solo la direzione di tante strade da percorrere e di tanti sentieri da esplorare.

Vi auguro buona visione e vi invito a dirmi cosa ne pensate di questo suo intervento.

 

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

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4 thoughts on “Paul Watzlawick e la realtà inventata

  1. i concetti che la magnifica mente di Watzlavich espone in questa intervista sono assolutamente illuminanti, molto meno il modo in cui li spiega, probabilmente incomprensibili per tutti coloro che non hanno letto nulla a proposito… in poche parole, per i non addetti ai lavori, nn si capisce una mazza..:D

    • Grazie del commento!
      Watzlawick è stato anche un grande divulgatore, ma forse quest’intervista può essere al di fuori dei suoi contributi più digeribili. Per chi volesse avvicinarsi al suo pensiero senza dover scalare vette troppo ripide il consiglio è di iniziare da “Istruzioni per rendersi infelici”, un manualetto veloce, piccolo e divertente.

  2. Molto interessante anche se arduo e complesso per i profani come me, rifletto sull’esempio della pietra e del sole, e posso dire che è falsificabile perché l’assenza prolungata di sole è causa della freddezza della pietra, se fosse calda ugualmente allora non sarebbe scientifico (almeno credo). Ad ogni modo, fa emergere delle riflessioni molto importati su come noi vediamo in modo già impostato e in un certo ordine, la realtà che ci circonda. Mi torna in mente Einstein, quando rispose al suo professore affermando che il male non esiste, così come non esiste il freddo, perché non c’è un “generatore di freddo” il freddo sopraggiunge quando manca il calore generato dal sole, così anche il male allo stesso modo sopraggiunge quando c’è l’assenza di amore.

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