Le 4 fasi del sesso (e i suoi problemi)

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo a Monterotondo e a Roma

Le 4 fasi: Desiderio, Eccitazione, Orgasmo, Risoluzione

Abbiamo già visto che la qualità dei rapporti sessuali è indice del benessere personale e che, quando attraversiamo un periodo di ribollente inferno, a volte a farne i conti è la nostra vita sessuale. Altre volte sono solo alcuni ambiti o aspetti del nostro quotidiano a causarci disagio (la coppia, la famiglia, il lavoro…), ma questo basta per metterci KO sotto le lenzuola.

Il DSM-IV, il tanto celebre quanto criticato manuale diagnostico dei disturbi mentali, parla di Disfunzioni sessuali, descrivendole come caratterizzate “da un’anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale”.

Si parla di ciclo proprio perché in un rapporto sessuale sono identificabili quattro fasi, a ognuna delle quali corrispondono alcuni problemi.

Questo ciclo comincia col Desiderio, naturalmente caratterizzato da fantasie sull’attività sessuale e dall’intenzione, o magari la speranza, di poterle praticare. A questo livello il DSM-IV riporta due problematiche. La prima è definita Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, caratterizzato da insufficienza o assenza delle fantasie e del desiderio, talmente ricorrenti e intese da causare un marcato disagio. La seconda problematica è il più estremo Disturbo da avversione sessuale, dove più che un cronico calo del desiderio c’è una concreta repulsione, con conseguente evitamento volontario, di qualunque contatto sessuale genitale col partner.

A un forte desiderio segue una più o meno rapida Eccitazione, che ciascuno vive con soggettive sensazioni di piacere sessuale e conseguenti modificazioni fisiologiche, come l’erezione del pene e la lubrificazione della vagina. Naturalmente un problema di eccitazione può portare all’incapacità (ricorrente o persistente) di raggiungere o mantenere un’eccitazione adeguata, con conseguenti problemi di erezione (Disturbo maschile dell’erezione) o di lubrificazione-tumescenza della vagina (Disturbo dell’eccitazione sessuale femminile).

Se ce la siamo cavata bene con l’eccitazione (nostra e del nostro partner), possiamo mirare a raggiungere la fase dell’Orgasmo. La tensione sessuale si allenta, i muscoli perineali e gli organi riproduttivi si contraggono ritmicamente e il piacere sessuale raggiunge il suo picco, fino alla sensazione di inevitabilità dell’eiaculazione e alle contrazioni della parete del terzo esterno della vagina (che la donna può anche non percepire come tali). In ambo i sessi potremmo trovarci di fronte a un Disturbo dell’orgasmo, dove quest’ultimo è spesso o sempre ritardato o assente; c’è da dire, comunque, che mentre nell’uomo è piuttosto difficile sbagliarsi sull’effettivo o meno raggiungimento di un orgasmo, nella donna la variabilità soggettiva della sua qualità e intensità è davvero molto ampia. Inoltre, sfortuna vuole che l’uomo in questa fase possa essere soggetto anche a un altro tipo di disturbo, la tanto temuta Eiaculazione precoce – così tanto temuta che proprio il timore stesso pare suscitarla – che può avvenire poco dopo, durante o addirittura prima della penetrazione. Comunque è doveroso sottolineare l’importanza dei fattori soggettivi nell’influenzare il raggiungimento o meno dell’orgasmo: da un lato conta molto l’età del soggetto, la frequenza e la recente presenza di rapporti, nonché la novità del partner; dall’altro, spesso siamo inconsapevolmente sottoposti a standard di prestazione che nulla hanno a che vedere con le reali prestazioni sessuali e che, soprattutto, non tengono in considerazione che il sesso è una dimensione soggettiva.

Arrivati fin qui possiamo rilassarci con la fase finale della Risoluzione, accompagnata da una sensazione di rilassamento muscolare e di benessere generale, dove i maschi sono fisiologicamente meno disposti ad ulteriori erezioni e orgasmi per un periodo soggettivamente variabile (da pochi secondi a decine di minuti), mentre le femmine possono rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente.

Il DSM non identifica dei problemi in questa fase – d’altronde, se fin qui tutto bene… Viene però identificata un’ultima categoria di disturbi, definiti Disturbi da dolore sessuale. Oltre a dolori dati da condizioni organiche particolari o da alcune sostanze, troviamo la Dispaurenia (un dolore genitale, associato al rapporto, riscontrabile sia nel maschio che nella femmina) e il Vaginismo (dove il dolore è dato da uno spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce o blocca il rapporto).

Con questa sintetica panoramica continuiamo il discorso sui problemi connessi alla sessualità, per conoscerli più da vicino. Quello che mi sembra importante è ricordare da un lato che questo tipo di problemi sono quasi sempre di ordine psicologico e che un professionista può portare anche a veloci e definitive risoluzioni, e dall’altro che nella sessualità gli standard non esistono: il buon sesso è quello che piace a noi e al nostro partner.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

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