L’importanza di spender bene

Spendere bene è importante per il benessere

La scorsa settimana abbiamo visto che i soldi potrebbero aiutare nella costruzione della felicità, se spesi bene. Piuttosto che proporre opinioni legate a personali idee morali e di valore, la rigorosa ricerca di Dunn e colleghi ha delineato otto principi da seguire per spendere meglio e garantirsi più emozioni positive, tra i quali comprare le esperienze al posto delle cose, aiutare gli altri prima che se stessi, comprare i piaceri piccoli piuttosto che quelli grandi e acquistare meno garanzie.

Oggi vedremo gli ultimi quattro principi.

Quinto principio: “Prima paghi, poi consumi”. Il noto slogan “Compra oggi e paghi domani”, base dell’economia moderna e delle carte di credito, è in realtà un dispensatore di infelicità. La gioia immediata dell’acquisto, unita al rimandare il pagamento, può minare il benessere in due modi: da un lato, avendo meno controllo sulle proprie finanze, aumenta e l’incapacità di gestire correttamente i propri soldi e l’indebitamento, portando nel peggiore dei casi alla rovina per “aver fatto male i conti”; dall’altro, “consumare ora e pagare poi” elimina l’aspettativa, l’attesa, una forte fonte di piacere troppo sottovalutata. La ricerca scientifica, infatti, mostra che l’aspettativa di un evento piacevole genera a sua volta piacere e che spesso l’oggetto è percepito come più piacevole durante l’attesa anziché quando ricevuto. Alcune ricerche hanno studiato come l’anticipazione di un evento futuro generi emozioni più forti rispetto al ricordo di un evento passato. Ad esempio, gli studenti sono più felici quando attendono le vacanze di quanto non lo siano quando le ricordano; oppure tendiamo a ringraziare più calorosamente chi ci deve fare un favore di chi ce l’ha già fatto. Oltre a questo, ritardare il consumo promuove la felicità anche in altri due modi. Innanzitutto, attendere permette di evitare di acquistare qualcosa solo perché presi dal momento, dal vizio, dall’impulso, diminuendo la tentazione e permettendo acquisti più virtuosi (naturalmente parliamo di modalità di acquisto non problematiche, dove la logica può essere ben diversa). Inoltre, collegato ad esso, ritardare l’acquisto può creare un’incertezza positiva che aiuta nella scelta, permettendoci di valutare meglio quale prodotto comprare, come può tornarci utile, ecc.

Sesto principio: “Pensa a quello a cui non hai pensato”. Più è lontana nel tempo un’esperienza, più ci pensiamo in modo astratto. Spesso dimentichiamo i dettagli che renderebbero un bene acquistato diverso da come lo immaginiamo. Una casa di villeggiatura in riva a un lago può suscitare immagini quali relax, pace, tranquillità, divertimento… Allargando l’orizzonte, però, troveremo altri elementi quali zanzare, isolamento, scarsità di servizi, spese ecc. In questo senso, Dunn e collaboratori suggeriscono di pensare a come una spesa possa avere effetto sulla nostra vita, in particolare su quella di tutti i giorni. Spesso ci facciamo sopraffare dall’impatto emotivo che di darebbe l’acquisto di un bene, mentre ragionandoci “a freddo” potremmo vederne i diversi aspetti, anche quelli meno entusiasmanti. Anche se dobbiamo evitare di essere vittime dell’indecisione – sapremo di essere o meno pronti per un evento solo dopo averlo affrontato e capiremo materialmente l’utilità di un oggetto solo dopo averlo usato – concedersi del tempo per valutare i pro e i contro può favorire il processo di decisione verso scelte più positive.

Settimo principio: “Attenzione agli acquisti comparati”. Capita a tutti di fare acquisti comparati, cioè di confrontare due o più prodotti al fine di scegliere il migliore; questo vale in particolar modo nell’Era di Internet, che permette comparazioni più veloci e precise. Tuttavia, spesso capita che nel processo di comparazione finiamo per concentrarci sulle caratteristiche e le diversità dei vari prodotti sviando l’attenzione dalle reali necessità di quell’acquisto. In pratica, fissandoci sulle differenze di caratteristiche di prodotti più o meno simili (quello ha queste caratteristiche in meno, quell’altro ha quelle altre in più, ecc), finiamo col dimenticare che ciò che conta è il fine per cui abbiamo progettato l’acquisto. Magari il prodotto A possiede un miglior design del prodotto B, ma… è per il design che volevamo acquistarlo?

Ottavo principio: “Segui la massa, non la testa”. Questo principio dal titolo apparentemente impopolare sottende un processo molto efficace: ci consiglia di scegliere un servizio o un prodotto anche in base alle opinioni di altri consumatori, che siano amici, parenti, partner o sconosciuti. Difatti, dal confronto con gli altri possono emergere informazioni di cui non disponevamo, possiamo chiarirci concetti che ritenevamo oscuri, e possiamo stimolare un ragionamento produttivo, che orienterà le nostre decisioni verso scelte migliori.

In conclusione, dunque, ciò che più conta per ottenere la felicità dai soldi non è la loro quantità sul nostro conto in banca, ma il modo in cui orientiamo le nostre spese.

Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica
e Ipnositerapia

Riferimenti bibliografici
Dunn, E., Gilbert, D.T., Wilson, T.D. (2011) If money doesn’t make you happy, then you probably aren’t spending it right. In Journal of Consumer Psychology, 21, pp. 115-125.

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