Storie: la paura di sbagliare al lavoro

Psicologo a Monterotondo

La paura di sbagliare è molto comune e fa vivere in un continuo stato di tensione

Questa settimana torno con una Storia, cioè un caso tratto da un libro di psicoterapia.

Il tema è la paura di sbagliare, specialmente al lavoro. Si tratta di una paura molto comune e diffusa, forse oggi più di prima, dato che viviamo in un’epoca dove l’efficienza tecnologica e produttiva sono dei nuovi valori – e a volte dei vizi, come dimostrano problematiche quale il workaholism.

Gli autori, ricercatori e terapeuti del Mental Research Institute e del Brief Therapy Center di Palo Alto, che in quegli anni sistematizzarono l’approccio di terapia breve alla cura dei disturbi mentali, dei problemi personali e relazionali, e anche solo delle difficoltà della vita di tutti i giorni, utilizzano la forza del sintomo contro se stesso, mostrando all’epoca (il libro è del 1974) come è esattamente ciò che stava facendo la protagonista a mantenere il problema stesso (tecnicamente si parla di “tentate soluzioni disfunzionali“).

In questo caso, chiedere alla donna di fare deliberatamente e volontariamente ciò di cui aveva più paura (sbagliare), portò a un miglioramento decisivo: la paura di fare un grave errore scomparve in una sola seduta, poiché la mente aveva smesso di focalizzarsi su di essa. Il tutto, senza ricorrere a esplorazioni dell’inconscio o di presunte dinamiche passate.

Buona lettura,
Dott. Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Terapia Breve Strategica

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La dissonanza cognitiva di Leon Festinger (ovvero: come ci raccontiamo le balle)

la dissonanza cognitiva di leon festinger

Leon Festinger teorizzò un meccanismo che riduce la tensione data da stati di incoerenza interiori

Nel 1957 lo psicologo Leon Festinger spiegò in maniera molto chiara, e al tempo stesso rigorosa, come funziona un meccanismo psicologico molto particolare, alla base di molti nostri atteggiamenti e comportamenti, e non di rado fonte di dubbi, malintesi e insoddisfazioni personali: il meccanismo di “raccontarsela in modo che i conti tornino“.
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Recensione: Nel mezzo del casin di nostra vita?

Matteo Rampin libri

Ti interessa questo libro? Clicca sull’immagine.

Titolo: Nel mezzo del casin di nostra vita?
Autore: Matteo Rampin
Editore: Ponte alle Grazie
Anno: 2014
Costo: 12 €
Voto: stellastellastella
Difficoltà: bollinoverde

In che modo sesso, sessualità e differenze tra uomini e donne si trasformano in problemi per la vita di tutti i giorni?

È vero che vogliamo sempre di più, bramiamo l’erba del vicino che ci appare sempre più verde della nostra, fino al punto di rimanere eternamente insoddisfatti?

Com’è che la rabbia diventa ira che diventa autolesionismo che a sua volta ci intrappola in gabbie d’odio?

E che cos’è la Tristitia, l’ottavo vizio capitale che è andato perduto nel corso dei secoli – ma che pare affliggere l’umanità intera, oggi più che mai?
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Farsi troppi selfie è un disturbo mentale?

28 novembre 2014 2 commenti
Psicologo psicoterapeuta

Farsi i selfie può essere un problema per l’uomo?

La risposta è “No”.
Mi piacerebbe chiudere l’articolo qui, anzi mi piacerebbe che domande simili potessero essere chiuse da risposte così lapidarie.
E invece la diffusione mediatica di domande simili è tale che spesso occorre più di un “Sì” o un “No”, perché il disastro è dietro le porte.
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Come migliorare l’autostima? Un errore comune

Come migliorare l'autostima

Quando si parla di autostima spesso c’è un errore di valutazione: vediamo quale

Come si può migliorare la propria autostima?

Libri e articoli danno un bel po’ di risposte, a volte campate in aria, altre volte più autorevoli.

Oggi non voglio unirmi alla schiera e aggiungere un’ulteriore risposta alla lista, ma sottolineare invece in poche righe un altro aspetto: un errore che si fa comunemente quando si parla di autostima.
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